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Anolf Giovani 2G lancia la sfida: “La cittadinanza per la speranza e la sicurezza”

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Locandina_campagna_giovani_2Presentata la "Carta dei diritti e doveri di chi vive l'Italia"

La CISL di Bergamo assieme all'Anolf 2G lancia la sfida della Cittadinanza, e lo fa con un'azione ai fianchi delle amministrazioni comunali della provincia, "tanto per iniziare".

"È un'idea che coltiviamo da tempo – ha detto Mimma Pelleriti, della segreteria CISL di Bergamo – e che, con la testardaggine propria dei bergamaschi vogliamo mettere in atto. Dare speranze e sicurezza a chiunque viva in Italia vuol dire mettere le basi per un mondo migliore per domani, e il fatto che siano stati proprio i ragazzi dell'ANOLF a lavorarci con impegno, insieme ai loro coetanei dell'Istituto ENGIM, ci assicura che la strada che abbiamo intrapreso sia quella giusta".

I giovani di ANOLF Bergamo hanno così redatto un documento in dieci punti che toccano diversi aspetti della cittadinanza, dal diritto di voto alla possibilità di entrare nelle forze armate o ricoprire incarichi pubblici, dalla libertà di circolazione al riconoscimento di tutte le culture di chi vive in Italia. "Ogni persona che in Italia nasce o cresce, si forma personalmente e professionalmente ha il diritto di essere italiano, e di essere riconosciuto parte integrante del Paese in quanto cittadino", recita il primo articolo.

"Chi nasce in Italia e qui va a scuola non può essere considerato straniero".

Faremo una proposta ai 244 primi cittadini della provincia di Bergamo, ai quali chiederemo di aderire alla carta e di conferire la cittadinanza onoraria ai ragazzi nati o cresciuti in Italia che risiedono nei comuni da almeno cinque anni. Un titolo che non ha valore giuridico, ma una forte valenza simbolica.

"Questo documento vuole appianare tutte le differenze che vengono fatte spesso in modo superfluo – ha concluso Sara Castelli, responsabile di Anolf Giovani di seconda generazione di Bergamo - . Speriamo che questo nostro progetto abbia un seguito e utilizzeremo tutti i canali a nostra disposizione per diffonderlo".

"Carta dei diritti e doveri di chi vive l'Italia"

ARTICOLO 1

Ogni persona che in Italia nasce o cresce, si forma personalmente e professionalmente - CHE VIVE L'ITALIA - ha il diritto di essere italiano, e di essere riconosciuto parte integrante del Paese in quanto cittadino.

ARTICOLO 2

Chi vive l'Italia deve avere pari accesso ai servizi pubblici, al fine di poter rispondere ai propri bisogni personali e sociali.

La condizione giuridica di cittadino italiano non deve – per nessuno CHE VIVE L'ITALIA – essere ristretta o subire discriminazioni nell'inserimento nelle graduatorie, per accedere ai servizi oppure a incarichi pubblici o privati.

ARTICOLO 3

L'aspetto fisico non può e non deve essere oggetto di discriminazione. Ogni individuo CHE VIVE L'ITALIA deve essere ugualmente considerato solo ed esclusivamente perché cittadino, senza distinzioni basate sulla categoria o l'etnia che rappresenta.

ARTICOLO 4

CHI VIVE L'ITALIA ha il diritto e il dovere a vedere riconosciute le diverse culture che hanno contribuito a formare la sua personalità.

CHI VIVE L'ITALIA ha il diritto di vedersi riconosciute le tante esperienze (affettive, famigliari, sociali, culturali, di fede...) che lo hanno formato e ha il diritto di frequentare le comunità di appartenenza (di ogni genere) che preferisce.

E' un preciso dovere del nostro Paese e delle nostre Istituzioni riconoscere tutte le culture di CHI VIVE L'ITALIA come frammento che arricchisce e che migliora la nostra grande e dinamica identità italiana.

ARTICOLO 5

È un dovere morale di CHIUNQUE VIVE L'ITALIA dissentire e denunciare ogni forma di ingiustizia, di discriminazione e di violazione nei confronti del diritto di cittadinanza.

ARTICOLO 6

Ogni individuo CHE VIVE L'ITALIA ha il diritto ed il dovere di fare ciò che è nelle proprie attitudini ed aspirazioni per contribuire all'evoluzione sociale, civile ed economica, del proprio territorio e dell'intera Nazione.

Ciò comprende il diritto all'elettorato attivo e passivo, l'accesso al servizio civile volontario ed alle forze armate.

ARTICOLO 7

È un diritto di CHI VIVE L'ITALIA poter concorrere a rappresentare, in qualsiasi ambito, il nostro Paese.

ARTICOLO 8

Ogni persona CHE VIVE L'ITALIA ha il diritto di avere pari opportunità di accesso alla professione, in base alle proprie capacità, qualifica e competenze, incluso l'accesso ai concorsi pubblici.

ARTICOLO 9

Tutti coloro CHE VIVE L'ITALIA devono godere di pari libertà di circolazione, indispensabile a favorire lo scambio, la conoscenza, e la sensibilizzazione ad un'appartenenza mondiale.

ARTICOLO 10

CHI VIVE L'ITALIA chiede che la cittadinanza, nel nostro Paese, diventi un diritto per costruire insieme legalità e solidarietà e non una concessione.

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