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Nuovi italiani, niente Olimpiadi

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olimpiadi_londra_2012Sono cresciuti qua, hanno tempi da record. Ma non possono andare a Londra. Come racconta un programma su Babel (Sky)

Chissà cos'hanno pensato Eusebio, Judy, Daria, Sirin e Selma guardando l'abbraccio di Mario Balotelli alla mamma, al termine di Italia-Germania. Lui, ragazzo discolo dalle gambe d'acciaio, è il simbolo della nuova Italia e il punto di riferimento per tanti giovani atleti cresciuti qua, che sognano il giro di pista con il tricolore. E invece non possono. Corsa all'oro (in onda su Babel il 22 luglio, canale 141 di Sky) racconta le loro storie.

"Abbiamo incontrato cinque campioni, in regioni diverse" dice il regista del programma, Arrigo Benedetti. "Hanno storie diverse ma tutti ci hanno detto che vorrebbero gareggiare solo per il nostro Paese, dove hanno trovato allenatori in gamba che li hanno valorizzati e fatti crescere. Peccato che poi la burocrazia li abbia bloccati: anche se hanno i tempi giusti per Londra, non possono partire e gareggiare con gli altri azzurri. Il nostro obiettivo era proprio raccontare questa contraddizione".

Daria Derkach, (a sinistra) nata in Ucraina nel 1993, è arrivata in Italia a 8 anni: ha frequentato le scuole a Salerno, dov'è tesserata alla Vis: ha il primato mondiale under 20 nel salto in lungo con 6.45, ed è seconda nel triplo. Eusebio Haliti, (a destra) di origini albanesi, corre velocissimo per la polisportiva Rocco Scotellaro di Matera e ha già battuto 4 record nazionali nei 400 mt. Entrambi stanno attendendo con ansia quel documento indispensabile che ancora non hanno: la cittadinanza. Chi l'ha ottenuta appena settimana scorsa è invece Judy Ekeh (sotto), nata in Nigeria ma cresciuta a Reggio Emilia. Appena in tempo per Barcellona dove, da domenica 8, parteciperà ai Mondiali juniores di atletica. (forte di un titolo nazionale nei 200 mt.). Per le Olimpiadi, purtroppo, è troppo tardi. I tempi della burocrazia fanno a pugni con quelli dello sport.

"Questi ragazzi vivono un po' in un limbo", continua Benedetti. "Lo sport può essere per loro una grande occasione di riscatto sociale ma non riescono ad approfittarne. E aspettare l'appuntamento delle Olimpiadi del 2016 diventa complicato, perché troppo lontano".

Non basta neanche essere nati in Italia per sentirsi tutelati. Se ne sono accorte per caso Selma e Sirin, due ragazze di 17 anni figlie di genitori nordafricani. Giocano nella Nuova Pallamano Dorvan di Rubiera, in provincia di Reggio Emilia. E con le loro compagne di squadra hanno sempre condiviso successi e sconfitte. Fino a quando, l'anno scorso, è arrivata una convocazione per quattro allieve da inserire in Nazionale. Selma e Sirin erano state scelte ma poi sono state escluse, perché prive della cittadinanza, che potranno richiedere solo a 18 anni. A quel punto però dovranno spettarne altri tre per ottenerla, e chissà se non sarà troppo tardi per la loro carriera sportiva.

Fonte: iodonna.it

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