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Rapporto Nazionale Miur/ISMU "Alunni con cittadinanza non italiana tra difficoltà e successi"

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alunni stranieri 2015800 mila figli di immigrati nelle scuole italiane, uno su due è nato qui.

 

Nell'ambito dei lavori dell'Osservatorio nazionale per l'integrazione e l'intercultura del Miur, è stata promossa una intensa sessione di due giorni per affrontare le novità in arrivo con il decreto legislativo che recepirà i contenuti de La Buona Scuola - atteso per la prossima settimana) e per consentire a docenti e dirigenti scolastici, associazioni, studenti, di dare vita a una formazione tra pari sui temi caldi quali: l'integrazione fatta a partire dai nidi, il dialogo tra cultura e religione, le buone pratiche realizzate da scuole con forte presenza di alunni con cittadinanza straniera.
"É molto importante essere aiutati soprattutto all'inizio del proprio percorso scolastico, specie se, come è accaduto a me, arrivi in Italia quando hai appena compiuto 9 anni", sottolinea uno studente di origini cinesi, attualmente 18enne, che studia alla scuola Federico Caffè di Roma. Racconta ancora come, proprio sulla scorta della sua esperienza personale, di recente è stato avviato un progetto di sostegno ai neo arrivati nella scuola in cui studia, promosso da ragazzi che quel percorso lo hanno realizzato molti anni fa e grazie alle competenze acquisite e alla ricchezza legata alla propria "doppia cultura" riescono a essere molto efficaci nell'offrire un aiuto concreto ai nuovi studenti.
Il Ministro Giannini, salutando i giovani studenti testimoni di percorsi di integrazione in molte città italiane, sottolinea come il Governo abbia preso un impegno preciso, già un anno fa, su questi temi, e lo sta mantenendo: "aver dato vita all'Osservatorio consente iniziative come queste, promuove e facilita il confronto tra gli esperti e proprio grazie a questo che - afferma il Ministro - si sta andando nella direzione giusta. La scuola può offrire molto a questi bambini, arrivati piccoli o nati qui. La scuola deve essere la grande opportunità per far diventare tutti cittadini sostanziali della comunità italiana."
Il Ministro ha anticipato alcuni contenuti cruciali che saranno contenuti nel Decreto Legislativo sulla Buona Scuola, tra cui piena centralità viene data alla necessaria formazione linguistica in italiano L2, che va garantita, secondo i bisogni specifici dei ragazzi, dentro le scuole in modo integrato con l'attività didattica.
Altro valore che la riforma pone al centro è la necessità di favorire l'integrazione scolastica come un processo attivo che includa anche le famiglie (contenuti valorizzati anche dal Manifesto delle seconde generazioni, realizzato nell'ambito dell'iniziativa Filo Diretto).
Nell'ambito della mattinata, sono stati anticipati dal Prof. Cesareo (Fondazione ISMU) i dati contenuti nel rapporto nazionale "Alunni con cittadinanza non italiana- tra difficoltà e successi", A.S. 2013/2014, realizzato in collaborazione con il Miur.
Dal nuovo rapporto, emergono dati e chiavi di lettura sulla dimensione multiculturale e multilingue della scuola italiana che aprono molti ambiti di riflessione. Ne riportiamo alcuni.
Gli alunni con cittadinanza non italiana nati in Italia hanno ormai superato il 50% del totale degli alunni di origine straniera. Ragazzi " in attesa di cittadinanza", a cavallo tra due culture, ma che l 'unica scuola che conoscono é quella italiana. Dal 2007 si è verificata una crescita esponenziale dei nati in Italia nelle scuole secondarie.
Il rapporto tenta anche di ricostruire le traiettorie scolastiche dei ragazzi con background migratorio, cercando di confrontare i percorsi di stranieri nati in Italia e dei nati all'estero.
Un primo indicatore importante al riguardo è fornito dalla regolarità dei percorsi scolastici.
I dati nella serie storica mostrano dei miglioramenti, con un decremento degli alunni in ritardo in tutte le fasce di età. Questo dato è naturalmente influenzato in modo positivo dall'aumento dei nati in Italia, che non scontano gli stessi gap dei nati all'estero (inserimento in classi inferiori all'età anagrafica, problemi di competenza linguistica). Nonostante questi miglioramenti, le percentuali di alunni con cittadinanza non italiana in ritardo segnano ancora una diseguaglianza strutturale con i coetanei italiani. Sono infatti il 14,7% nella primaria (1,9% gli italiani), il 41,5% nella secondaria di I grado (7.4 % gli italiani), e il 65% della secondaria di II grado (il 23,3 gli italiani).

Altro indicatore che conferma diseguaglianze e disparità è il forte orientamento tecnico professionale delle scelte degli alunni con cittadinanza non italiana, anche se sta salendo la percentuale di coloro che scelgono i licei (siamo al 23,5% del totale, con punte del 30% per i nati in Italia).

Il rapporto traccia dunque un quadro che denota ancora difficoltà e diseguaglianze che ancora caratterizzano itinerari scolastici dei giovani non italiani, ma registra anche i percorsi di successo.
I giovani di origine straniera sono portatori di skills di successo, le loro caratteristiche culturali spesso accompagnano percorsi di partecipazione e cittadinanza attiva, dando vita ad alcune esperienze di buona riuscita.

Scarica Rapporto MIUR

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