Storica sentenza: concessa la cittadinanza italiana al figlio di una migrante
23 Maggio 2013
In un'epoca in cui lo ius soli (in latino "diritto del suolo", un'espressione giuridica che indica l'acquisizione della cittadinanza come conseguenza del fatto di essere nati nel territorio dello Stato, qualunque sia la cittadinanza posseduta dai genitori) continua, in spregio dei più elementari principi di uguaglianza e universalità dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, a suscitare polemiche, spaccature e dibattiti, arriva da Lecce una sentenza che sembra dare nuova speranza ai figli di tanti migranti giunti sulle coste italiane.

L'annuncio della Ministra dell'Integrazione Kyenge di volere facilitare l'acquisizione della cittadinanza per i bambini nati in Italia ha riacceso un annoso dibattito, suscitando anche reazioni negative.
L'INCONTRO tra studenti e Giovani dell'ANOLF ha costituito il motore di questa iniziativa, che ha permesso di affrontare un tema complesso e trasversale in una chiave semplice e palpabile.
"E' tempo di cambiare approccio, a partire da una riforma della legge sulla cittadinanza (...) gli amici dei nostri figli non possono non essere italiani. (...) è una questione di civiltà" - Le parole di Laura Boldrini nel suo primo discorso da Presidente della Camera, hanno rilanciato una reiterata questione che assume toni tanto più anacronistici quanto più rimane irrisolta.
FIRMA LA PETIZIONE
Una fotografia dettagliata della popolazione scolastica con cittadinanza non italiana nell'anno scolastico 2011/2012, che oltre a fornire i dati generali quantitativi, si caratterizza per nuove analisi ed elaborazioni statistiche di livello avanzato.
Mi chiamo M., e sono una ragazza di origine albanese, nata in Italia nel 1994. Il 3/6/2012 ho compiuto 18 anni ed ho presentato al Comune di M., dove risiedo, la dichiarazione di elezione della cittadinanza italiana.










