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Attualità ANOLF
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INPS
Studio e Ricerca per lo Sviluppo delle Attività delle Convenzioni Internazionali
Roma, 9 luglio 2004
Circolare n. 104
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Ai Presidenti dei Comitati provinciali |
OGGETTO: Regolamentazione comunitaria: sentenza della Corte di Giustizia CE Gottardo/INPS.
Sommario:
In base ai principi enunciati dalla Corte di Giustizia con la sentenza Gottardo/INPS,
non può negarsi ad un cittadino comunitario quello che, in base ad una
convenzione bilaterale di sicurezza sociale tra uno Stato terzo ed uno Stato
membro, viene concesso ai cittadini di tale ultimo Stato membro.
Premessa
Con circolare n.118 del 25 giugno 2002,
concernente l'Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Comunità
europea e la Confederazione svizzera del 21 giugno 1999, sono stati illustrati
i criteri di applicazione della totalizzazione multipla secondo i principi scaturiti
dalla sentenza della Corte di Giustizia UE del 15 gennaio 2002, nella causa
C-55/00 Gottardo c/o INPS.
In particolare,
è stato precisato che, in applicazione della suindicata sentenza, la
totalizzazione multipla prevista dall'articolo 9, paragrafo 1, della Convenzione
italo svizzera previgente, è estesa a tutti i cittadini degli Stati membri
della Comunità europea, anche se il campo di applicazione della convenzione
è limitato ai soli cittadini degli Stati contraenti.
Come già rilevato nella stessa circolare n.118/2002, la Corte ha stabilito
che in base ai principi generali fissati dal Trattato CE sulla non discriminazione
relativa alla nazionalità e sulla libera circolazione dei lavoratori
all'interno della Comunità, non può negarsi ad un cittadino comunitario
quello che, in base ad una convenzione bilaterale di sicurezza sociale tra uno
Stato terzo ed uno Stato membro, viene concesso ai cittadini di tale ultimo
Stato membro.
Nel caso di specie è stato riconosciuta la possibilità, per il
diritto ad una pensione di vecchiaia italiana in regime italo svizzero con decorrenza
anteriore all'entrata in vigore dell'Accordo succitato, di ricorrere alla totalizzazione
dei periodi assicurativi fatti valere in Svizzera, in Francia ed in Italia da
una cittadina francese, nei confronti della quale era stata respinta la domanda
in quanto la convenzione tra Italia e Svizzera limitava il suo campo di applicazione
ai soli cittadini italiani e svizzeri.
La sentenza Gottardo produce i suoi effetti nei confronti di quelle convenzioni
bilaterali concluse dagli Stati membri con Stati terzi, il cui campo di applicazione
è limitato ai cittadini delle parti contraenti.
In tali casi, infatti, gli Stati membri devono applicare dette convenzioni a
tutti i cittadini comunitari.
Per quanto riguarda l'Italia tali convenzioni sono quelle concluse con: Capoverde,
Croazia, Jersey- Isole del Canale, Principato di Monaco, Slovenia, Tunisia e
la ex Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia.
Con riferimento a quest'ultima convenzione, si rammenta che dalla data di entrata
in vigore delle convenzioni con la Crozia e la Slovenia, essa si applica unicamente
ai rapporti con la Repubblica di Bosnia-Erzegovina, la Repubblica federale di
Jugoslavia e la Repubblica di Macedonia.
Il problema, ovviamente, non si pone nei casi di convenzioni bilaterali, il
cui campo di applicazione personale è esteso alle persone ovvero ai lavoratori,
indipendentemente dalla loro cittadinanza.
1 - Raccomandazione CASSTM n.22 del 18 giugno 2003.
La pronuncia della Corte di Giustizia ha suscitato molte perplessità
in ambito comunitario e l'ampio dibattito sviluppatosi in seno alla Commissione
Amministrativa di Sicurezza Sociale dei Lavoratori Migranti della CE si è
concluso con l'adozione della Raccomandazione n. 22 del 18 giugno 2003, pubblicata
sulla GUCE L326 del 13.12.2003, ed il cui testo è disponibile sul sito
Intranet, Area Internazionale, sezione "Normativa".
1.1 - Con il punto 1 della Raccomandazione si è precisato che
i vantaggi derivanti , in materia di pensioni, da una convenzione di sicurezza
sociale tra uno Stato membro e uno Stato terzo, prevista per i lavoratori nazionali,
sono di massima concessi ai lavoratori cittadini di altri Stati membri nella
stessa situazione obiettiva, in applicazione del principio della parità
di trattamento e di non discriminazione tra lavoratori nazionali e cittadini
di altri Stati membri che hanno esercitato il loro diritto alla libera circolazione
sancito dal Trattato CE.
Gli Stati membri hanno sostanzialmente limitato la portata della sentenza stessa
al campo pensionistico, a causa delle difficoltà rappresentate dall'applicazione
eventuale ad altri campi - quali ad esempio la disoccupazione o la legislazione
applicabile - per i quali non si può prescindere dall'intervento dello
Stato terzo, non destinatario delle pronunce della Corte di Giustizia.
1.2 - Con il punto 2 gli Stati membri sono invitati a concludere le nuove
convenzioni con Stati terzi in applicazione del principio di non discriminazione
dei lavoratori in base alla cittadinanza comunitaria.
1.3 - Al punto 3 è stato statuito a carico degli Stati membri
l'onere di informare le istituzioni degli Stati terzi con i quali hanno firmato
convenzioni di sicurezza sociale, il cui campo di applicazione personale o materiale
include unicamente i cittadini, circa le implicazioni della sentenza Gottardo,
al fine di ottenere la loro collaborazione per la corretta applicazione della
sentenza. Gli Stati membri che hanno concluso accordi con lo stesso Stato terzo
possono concordare un intervento congiunto.
2 - Criteri
applicativi
Con circolare n.118/2002, in attesa di conoscere gli esiti del dibattito in
seno alla CASSTM, erano state impartite prime istruzioni nel senso di applicare
la sentenza limitatamente alla totalizzazione multipla prevista dalla convenzione
italo-svizzera.
A scioglimento della riserva formulata, si precisa che d'ora in avanti dovranno
essere accolte le richieste inoltrate da cittadini degli Stati membri al fine
di ottenere una pensione italiana in regime di una delle citate convenzioni,
il cui campo di applicazione è riservato ai cittadini.
3 - Soggetti
destinatari della sentenza.
3.1 - Cittadinanza.
Secondo
il principio fissato dalla Corte, i soggetti destinatari della sentenza Gottardo
sono tutti i cittadini dei 15 Stati membri dell'Unione Europea che, ad oggi,
sono Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda,
Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia.
A questi si aggiungono Repubblica ceca, Estonia, Cipro, Lettonia, Lituania,
Ungheria, Malta, Polonia, Slovenia e Slovacchia dal 1° maggio 2004, dalla
data di entrata in vigore del Trattato di adesione del 16 aprile 2003, pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale delle CE L236 del 23 settembre 2003, ratificato dall'Italia
con legge 24 dicembre 2003, n.380, pubblicata sul Supplemento ordinario n.10
, della Gazzetta Ufficiale della Repubblica n.17 del 22 gennaio 2004.
Restano esclusi dall'applicazione della sentenza e della citata Raccomandazione
22/2003 i cittadini dell'Islanda, del Liechtenstein e della Norvegia, in quanto
tali paesi hanno aderito all'Accordo sullo Spazio Economico Europeo ( Accordo
SEE ), ma non sono Stati membri dell'Unione europea.
Restano altresì esclusi i cittadini svizzeri, i quali, pur essendo destinatari
dell'Accordo tra Comunità Europea e Svizzera, non sono cittadini di uno
Stato membro.
3.2 - Attività lavorativa.
Al punto 1 della Raccomandazione è precisato che i vantaggi derivanti,
in materia di pensioni, da una convenzione di sicurezza sociale tra uno Stato
membro e uno Stato terzo, prevista per i lavoratori nazionali (autonomi e dipendenti),
sono di massima concessi ai lavoratori (autonomi e dipendenti) cittadini di
altri Stati membri che si trovano nella stessa situazione obiettiva.
Resta comunque fermo che la sentenza potrà essere applicata nei confronti
di un lavoratore autonomo solo nei casi in cui chieda la pensione ai sensi di
una convenzione bilaterale, il cui campo di applicazione soggettivo è
esteso anche ai lavoratori autonomi.
In proposito va precisato che tutte le convenzioni bilaterali concluse dall'Italia
sono applicabili alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi gestite da questo
Istituto.
4 - Decorrenza
I principi
sanciti dalla Corte devono essere applicati d'ufficio nei confronti delle domande
in trattazione per qualsiasi motivo e a domanda degli interessati nei casi di
situazioni già definite.
I diritti
derivanti dai nuovi principi non potranno avere decorrenza antecedente alla
data di entrata in vigore della convenzione bilaterale di cui si chiede l'applicazione.
Ne consegue che:
Nei confronti
dei relativi benefici economici arretrati dovranno trovare comunque applicazione
le vigenti disposizioni in materia di decadenza e di prescrizione dei singoli
ratei.
Ne consegue che nei casi di decorso dei termini di decadenza gli arretrati decorrono
dal mese successivo alla nuova domanda.
Inoltre i nuovi principi non si applicano alle situazioni divenute intangibili
a seguito di sentenza passata in giudicato.
5 - Istruttoria.
Come già precisato, gli Stati terzi non sono destinatari delle sentenze
della Corte di Giustizia. Conseguentemente, dall'applicazione dei principi sanciti
dalla Corte non possono derivare oneri a carico di tali Stati, i quali non sono
tenuti ad applicare a loro volta ad altri cittadini comunitari le convenzioni
concluse con uno stato membro e riservate ai soli cittadini delle parti contraenti.
Tali Stati
non dovranno pertanto procedere al riconoscimento di una prestazione sulla base
del cumulo di periodi fatti valere nei due Stati contraenti da cittadini di
Stato membro diverso da quello contraente.
Così ad esempio l'Italia sarà tenuta a riconoscere ad un cittadino
tedesco il diritto a pensione in regime di convenzione italo croata sulla base
del cumulo di periodi assicurativi fatti valere in Italia e Croazia , senza
pretendere un analogo riconoscimento da parte della Croazia.
Il cittadino comunitario che presenta domanda di pensione, ad esempio, in regime
italo-croato e risiede in Croazia non può pretendere dalla Croazia l'attivazione
del collegamento con l'Italia ai sensi della predetta convenzione.
Dovrà pertanto inoltrare la domanda direttamente all'Istituto secondo
la prassi seguita da coloro che risiedono in uno stato considerato terzo rispetto
agli stati contraenti.
Per i residenti in Italia potrà essere avviato il normale collegamento
con lo stato terzo, finalizzato ad ottenere le informazioni necessarie all'istruttoria
della pratica, da considerare peraltro come richiesta di collaborazione, accompagnata,
di volta in volta, dalla nota informativa di cui all'allegato fac-simile, prevista
al punto 3 della Raccomandazione n.22/2003.
In caso di mancata cooperazione da parte dei predetti Stati, si dovrà
ricorrere ad altri mezzi di prova che consentano di acquisire le informazioni
necessarie per poter applicare la totalizzazione ai fini del diritto alla pensione,
avvalendosi di documentazione certificativa dei periodi assicurativi esteri
prodotta dagli interessati.
6 - Prestazioni temporanee.
Come già precisato al punto 1, in seno alla CASSTM gli Stati membri hanno
convenuto di limitare l'applicazione della sentenza alla materia delle pensioni.
Ne consegue che i principi sanciti dalla Corte non potranno essere applicati
nei confronti di cittadini comunitari, non italiani, che chiedono il riconoscimento
di prestazioni non pensionistiche ai sensi di una convenzione bilaterale limitata
ai soli cittadini delle parti contraenti.
Il Direttore Generale
V. Crecco
Nota
informativa
Con sentenza Gottardo c/o INPS del 15 gennaio 2002 nella causa C-55/00, la Corte
di Giustizia delle Comunità Europee ha precisato che le convenzioni bilaterali
di sicurezza sociale esistenti tra uno Stato membro e uno Stato terzo devono
essere interpretate nel senso che i vantaggi previsti per i cittadini dello
Stato membro che ne fa parte sono in linea di massima concessi ad un cittadino
comunitario che si trova nella stessa situazione obiettiva.
La sentenza si fonda sui principi generali fissati dal Trattato CE circa la
non discriminazione relativa alla nazionalità e la libera circolazione
dei lavoratori all'interno della Comunità europea.
In applicazione di detta sentenza siamo tenuti ad effettuare la totalizzazione
dei periodi assicurativi maturati sotto la nostra legislazione con periodi compiuti
sotto la legislazione di codesto Stato, anche a favore dei cittadini degli altri
Stati membri.
A tal fine risulta indispensabile la Vostra collaborazione, nella quale confidiamo
per ottenere tutte le informazioni necessarie per la definizione della domanda
di pensione.
Resta fermo che la sentenza non crea oneri a carico di codesto Stato.
Distinti saluti
Il Direttore
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