Attualità ANOLF

Ministero degli Affari Esteri

 

TELESPRESSO del 30/03/2000

  Tutte le rappresentanze diplomatiche e consolari di prima categoria Loro sedi
e, p.c. D.G.I.E.P.M. Ufficio V Sedi
  D.G.PE. Ufficio VII Sedi

OGGETTO: Visti d'ingresso Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8.2.2000. Programmazione dei flussi d'ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2000".

Si informa che sulla Gazzetta Ufficiale n. 62 del 15.3.2000 è stato pubblicato il decreto di cui all'oggetto, unito in copia alla presente.

Per quanto attiene al carattere generale del decreto, esso è stato oggetto di precorse comunicazioni diramate da questa Direzione Generale telegrammi circolari n.2050/30.11. 1999 e n.3443/25.2.2000, e solo per Italdipl Bucarest n.7121/24.3.2000.

Per quanto riguarda invece l'aspetto legato all'attività di rilascio dei visti d'ingresso per lavoro, nelle more della formale emanazione del decreto interministeriale in materia di visti previsto dall'art. 5 c.3 del D.P.R. 394/99, si anticipano qui di seguito le parti del decreto stesso che devono intendersi immediatamente applicabili.

Lavoro autonomo

Estratto del decreto interministeriale in corso di emanazione:

Visto per lavoro autonomo (V.S.U. o V.N.)

Il visto per lavoro autonomo consente l'ingresso in Italia ai fini di un soggiorno di breve o lunga durata, a tempo determinato o indeterminato, allo straniero, che intenda esercitare un'attività professionale o lavorativa a carattere non subordinato, ai sensi dell'art. 26 del T.U. 286/1998.

Per lo svolgimento di prestazioni di lavoro autonomo, nei casi di cui all 'art. 27, comma 1 lett. a), b), c) e d) dei T.U. 286/98 è richiesta l'autorizzazione al lavoro. In ogni caso, la Rappresentanza diplomatica - consolare deve segnalare l'avvenuto rilascio dei visto alla Direzione Provinciale del lavoro, Servizio Ispezioni del Lavoro, territorialmente competente.

I. requisiti e le condizioni per l'ottenimento del visto sono previsti dall'art. 26 del 2: T.U. 286/1998 e dall'art. 39 del D.P.R. 394/1999:

1) Per le attività in, cui ricorrano le condizioni previste dal comma 1 dall'art. 39 del D.P.R. 394/1999 la dichiarazione ivi richiesta è resa dall'amministrazione preposta alla concessione delle relative abilitazioni, licenze e autorizzazioni o alla ricezione della denuncia di inizio attività, ovvero dagli enti preposti alla vigilanza degli ordini professionali.

2) Per le attività iscrivibili nel registro delle imprese tenuto dalle camere di commercio, l'attestazione relativa all'astratta individuazione delle risorse necessarie di cui al comma 3 dell'art. 39 del D.P.R. 394/1999 riguardante le attività ancora da intraprendere, è resa dalla Camera di commercio competente per territorio, in regione delle funzioni attribuite alle Camere stesse in tema di sviluppo economico locale e regolazione del mercato.

Tale attestazione è resa altresì dai competenti ordini professionali, per le attività soggette ad iscrizioni negli ordini stessi.

- Per quelle attività autonome che, non trovano corrispondente iscrizione nel registro delle imprese e che siano svincolate da licenze ed autorizzazioni da denunce di inizio attività o da iscrizioni ad albi, registri od elenchi abilitati (es. attività di consulenza, anche con contratto di collaborazione coordinata o continuativa), e per le quali pertanto non è individuabile l'amministrazione competente a rilasciare la dichiarazione e l'attestazione di cui al comma 1 e 3 dell'art. 39 del D.P.R. 394/1999: gli stranieri devono essere in possesso di:

a) un idoneo contratto corredato, nel caso sia sottoscritto da un'impresa italiana, con certificato di iscrizione nel registro delle imprese e, nel caso di committente estero, con attestazione analoga vidimata dalla Rappresentanza diplomatico - consolare competente;

b) copia di una formale dichiarazione di responsabilità, preventivamente rilasciata o inviata dal committente italiano o dal suo legale rappresentante alla competente direzione Provinciale del Lavoro. Servizio Ispezione del Lavoro, nella quale si indichi che in virtù del contratto stipulato non verrà instaurato alcun rapporto subordinato;

c) una dichiarazione del committente con cui si assicuri per il lavoratore autonomo un compenso di importo superiore al livello minimo previsto dalla legge per l'esenzione dalla. partecipazione alla. spesa sanitaria;

d) copia dell'ultimo bilancio depositato presso il registro delle imprese, nel caso, di società di capitali, o dell'ultima dichiarazione dei redditi, nel caso di società' di persone o di impresa individuale o di committente non imprenditoriale da cui risulti che l'entità dei proventi o dei redditi sia sufficiente a garantire il compenso di cui al punto c).

Per tali attività, la documentazione sopra elencata sostituisce l'attestazione di cui al comma 3 dell'art. 39 del D.P.R 394/1999.

- Nei casi di lavoro autonomo da svolgere in qualità di socio e/o amministratore in società e cooperative già in attività,. non è richiesta alcuna attestazione circa i parametri finanziari di riferimento di cui al comma 3 dell'art. 39 del D.P.I. 394/1999. In tali casi, luogo dell'attestazione stessa, lo straniero socio prestatore d 'opera o soggetto che rivesta cariche sociali deve essere in possesso di:

e) certificato di iscrizione della società nel registro delle imprese:

f) copia di una formale dichiarazione di responsabilità preventivamente rilasciata o inviata dai legale rappresentante della società o della cooperativa alla competente Direzione Provinciale del Lavoro, Servizio Ispezione del Lavoro, nella quale si indichi che in virtù dei contratto stipulato non verrà instaurato alcun rapporto di lavoro subordinato.

g) una dichiarazione del rappresentante legale della società che assicuri per il socio prestatore d'opera o per il soggetto che riveste cariche sociali, un compenso di importo superiore al livello minimo previsto dalla legge per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria;

h) copia dell'ultimo bilancio depositato presso il Registro delle Imprese, nel caso di società di capitali, o dell'ultima dichiarazione dei redditi, nel caso di società di persone da cui risulti che l'entità dei proventi derivanti dall'attività sociale è sufficiente a garantire il compenso di cui al punto g);

3) Conformemente a quanto previsto dal comma 4 dell'art. 39 del D.P.R. 394/1999, le dichiarazioni e le attestazioni - o la documentazione sostitutiva - sopra indicate devono essere presentate alla Questura territorialmente competente per l'apposizione del nulla osta provvisorio ai fini dell'ingresso.

4) le dichiarazioni e le attestazioni - o la documentazione sostitutiva - in questione, unitamente al nulla osta della questura devono essere presentate alla rappresentanza diplomatico - consolare italiana competente ai fini del rilascio del visto ai sensi del comma 5,6 e 7 dell'art. 26 del T.U. 286/1998 e del comma 6 dell'art. 39 del D.P.R. 394/1999.

5) Ai fini dell'accertamento da parte della rappresentanza diplomatico - consolare dei requisiti previsti dal comma 3 dell'art. 26 del T.U. 286/1998 si dispone quanto segue:

a) in tutti i casi, lo straniero deve dimostrare il requisito della disponibilità di un alloggio idoneo, mediante l'esibizione di un contratto di acquisto o locazione di un immobile, mediante una dichiarazione resa dallo straniero stesso ai sensi dell'art. 2 e 4 della legge 4. 1/6/1998 n° 15, ovvero a mezzo di una dichiarazione resa ai sensi delle medesime norme da un cittadino italiano o straniero regolarmente soggiornante in Italia, che attesti di aver messo a disposizione del richiedente il visto un alloggio idoneo.

b) il requisito reddituale minimo previsto dal citato comma 3 dell'art. 26 dei T.U. 286/1998 é soddisfatto in presenza di una corrispondente garanzia da parte di enti o cittadini italiani o stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, ovvero in presenza delle dichiarazioni previste ai precedenti punti 2. c) e 2.g).

II. Per ciò che concerne l'attività lavorativa nel settore dello sport, quanto disposto dal comma 17 dell'art. 40 del D.P.R. 394/1999 e' applicabile anche agli stranieri che intendano svolgere attività autonoma presso società sportive non professionistiche diverse da quelle previste dalla legge 23.3.1981 n° 91.

III. Per quanto riguarda il lavoro autonomo nel settore dello spettacolo, i requisiti e le condizioni per l'ottenimento del visto sono:

a) copia dell'atto con contrattuale di lavoro autonomo, con firma autenticata del gestore, del titolare della licenza di esercizio, dell'impresario o di un legale rappresentante che garantisca al lavoratore un compenso di importo superiore quello previsto dai contratti nazionali per le categorie di lavoratori subordinati con qualifiche simili.

b) copia di una formale dichiarazione di responsabilità da preventivamente rilasciata o inviata dal committente o dal suo legale rappresentante alla competente direzione Provinciale del Lavoro, Servizio Ispezione del Lavoro, nella quale si indichi che in virtù dei contratto stipulato non verrà instaurato alcun rapporto di lavoro subordinato;

c) idonea certificazione professionale. rilasciata da Enti pubblici o da qualificati Istituti privati del Paese di origine o di stabile residenza del lavoratore straniero, convalidata dalla competente Autorità consolare italiana che attesti la legittimazione dell'organo straniero ai rilascio della certificazione. laddove non esistano tali Enti o non vengano rilasciate attestazioni per le categorie interessate, la certificazione in parola può essere sostituita dai curriculum professionale corredato da pubblicazioni. registrazioni video o audio, articoli di stampa;

d) nulla osta provvisorio ai fini dell'ingresso della Questura territorialmente competente da richiedere, in analogia a quanto previsto in via generale per il lavoro autonomo dal comma 4 dell'art. 39 del D.P.R. 394/1999, su esibizione del contratto di lavoro:

e) disponibilità di un'idonea sistemazione alloggiativa, documentabile anche mediante l'esibizione di prenotazione alberghiera, mediante una dichiarazione resa dallo straniero ai sensi dell'art. 2 e 4 della legge 4.1.1968, n.15, ovvero a mezzo di una eventuale dichiarazione resa ai sensi delle medesime norme dalla controparte contratuale, che attesti di aver messo a disposizione del richiedente il visto un alloggio idoneo.

Per artisti di chiara fama od alta e nota qualificazione professionale, e per artisti o ingaggiati da noti enti teatrali, dalla RAI, da emittenti televisive private o da Enti pubblici, e in ogni caso per brevi tournée dei lavoratori in questione, sarà sufficiente l'esibizione di copia dell'atto contrattuale o di comunicazione dell'avvenuta stipula del contratto.

I visti d'ingresso per lavoro autonomo nel settore dello spettacolo relativi a soggiorni di breve durata, vengono rilasciati al di fuori delle quote di cui all'art,. 3 comma 4 del T.U. 286/1998. I lavoratori autonomi interessati dovranno essere informati dell'impossibilità di svolgere le loro attività per committente diverso da quello per il quale il visto è stato rilasciato e dall'impossibilità di ottenere la conversione del permesso di soggiorno per motivi diversi."

Come si evince dalla complessa articolazione del testo l'inapplicabilità della procedura generale prevista dall'art.39 del D.P.R.394/1 999 a molte categorie di lavoratori, ha reso necessaria una serie di consultazioni con le altre Amministrazioni interessate per concordare modalità di trattamento adeguate alle categorie stesse.

Tali modalità che premesso sono immediatamente in vigore, saranno più facilmente applicabili da tutti gli operatori interessati alla luce delle indicazioni che le Amministrazioni interessate forniranno, ai sensi dell'art. 39 c.6 del D.P.R. 394/1999 circa gli adempimenti richiesti dalla normativa vigente per lo svolgimento delle attività lavorative autonome di rispettiva competenza.

Si fa comunque riserva di trasmettere al più presto uno schema esemplificativo della casistica sopra descritta.

Codeste Rappresentanze potranno segnalare allo scrivente Centro Visti gli eventuali casi che dovessero presentare apparente incompatibilità con le procedure in esame.

Si precisa che le Rappresentanze che hanno qui segnalato casi particolari a seguito del telespresso n° 306/243 del 24/1/2000, sono invitate a trattare gli stessi secondo le modalità di cui trattasi.

Lavoro subordinato

Estratto del decreto interministeriale in corso di emanazione:

Visto per lavoro subordinato (V.S.U. o V.N.)

Il visto per lavoro subordinato consente l'ingresso, ai fini di un soggiorno di breve o lunga durata, a tempo determinato o indeterminato, allo straniero che sia chiamato in Italia a prestare un'attività lavorativa a carattere subordinato.

I requisiti e le condizioni per l'ottenimento del visto sono previsti dagli art. 22, 24 e 27 del T.U. n. 286/98 e dagli art. 29, 30, 31, 38 e 40 del D.P.R. 394/1999, fermi restando gli adempimenti richiesti dagli artt. 49 e 50 del D.P.R. stesso per l'esercizio di attività professionali.

I requisiti e le condizioni di rilascio del visto per "lavoro subordinato" stabiliti dall'art. 27, comma 1 lett. p) del T.U. n° 286/1998 e dall'art. 40 comma 14 del D.P.R. 394/1999. debbono intendersi applicabili anche agli stranieri destinati a svolgere attività sportiva presso società non professionistiche diverse' da quelle previste dalla legge 23/3/1981 n° 91.

Per gli stranieri dipendenti da società estere, destinati all'imbarco sulle navi italiane da crociera per lo scioglimento di servizi complementari di cui all'art. 17 della legge 5/12/1986 n°856, il visto é rilasciato dietro formale e documentata richiesta delle società stesse.

Per i marittimi stranieri destinati all'imbarco su navi di bandiera italiana, iscritte nei registro internazionale di cui alla legge 27/02/1998, n. 30, il visto e' rilasciato dietro richiesta dell'armatore o suo agente delegato, correlata dall'iscrizione della nave nel registro internazionale e dalla relativa tabella d 'armamento. La validità del visto sarà corrispondente alla durata prevista dell'imbarco, che risulterà dal contratto di arruolamento, se già perfezionato, o da una dichiarazione dello stesso armatore. Tale procedura potrà essere attivata in anticipo, anche via telefax, ed il visto potrà essere rilasciato prescindendo dalla residenza in loco del marittimo interessato.

Per ciò che riguarda i marittimi stranieri che intendano imbarcare o sbarcare da navi di bandiera straniera pressi porti italiani, è previsto il rilascio di visti di transito (vedi successivo punto 18)".

Non ci sono sostanziali variazioni rispetto alla procedura già in uso per le varie categorie di lavoratori subordinati.

Come già segnalato con il telegramma n. 4771 del 9/03/2000 si ribadisce che la presenza sul territori italiano (e più in generale nello Spazio Schengen) dello straniero durante l'iter autorizzativo non costituisce più elemento ostativo al rilascio delle autorizzazioni o nulla osta previsti per il lavoro subordinato né al rilascio del visto d'ingresso straniero interessato è Comunque tenuto a chiedere il visto nel suo Paese di residenza.

Inserimento nel mercato del lavoro

Estratto del decreto interministeriale in corso di emanazione:

Visto per inserimento nel mercato del lavoro (V.N.)

Il visto per inserimento nel mercato del lavoro consente l'ingresso in territorio italiano, ai fini di un soggiorno di lunga durata, al cittadino straniero in favore del quale sia stata accettata la garanzia per l'accesso al lavoro, secondo quanto previsto dai comma 1. 2. e 3 dell'art. 23 del T.U. 286/98.

I requisiti e le condizioni per l'ottenimento del visto sono previsti dagli artt. 34 e 35 D.P.R 3941/999.

Lo stesso visto è rilasciato altresì agli stranieri che si trovino nelle condizioni di cui al comma 4dell'art. 23 del T U 286/1998 per i quali non è prevista l'autorizzazione sopracitata. I Requisiti e le condizioni per tali casi sono indicati dai comma 5 e 6 del 'art. 35 del D.P.R. 394/1999 e dalla Direttiva del Ministero dell'Interno di cui comma 3 dell'art. 4 del T.U. 286/1998, in particolare dagli artt. 2 e 4 della direttiva stessa".

In sostanza,. per i casi previsti dall'art. 23 cc 1.2. e 3. del T.U. 286/1998 (ingressi con prestazione di garanzia da parte di residenti in Italia) codeste Rappresentanze potranno rilasciare il visto in presenza dell'autorizzazione all'ingresso da parte della Questura competente. Come già segnalato da questa Direzione Generale con i telegrammi Succitati, gli ingressi nell'ambito delle quote residuali previsti dall'art. 23 c. 4 del T.U. 286/l998 (stranieri iscritti alle liste tenute dalle Rappresentanze) sono stati per ora limitati ai lavoratori Provenienti da Albania Marocco, Romania e Tunisia. Non sono pertanto applicabili agli altri Paesi.

Si precisa che sono in. corso modifiche ai programmi della Rete Mondiale Visti (RMV), che consentiranno in breve tempo di rilasciare il predetto nuovo visto. In attesa che tali modifiche Siano rese Operative, codeste Rappresentanze dovranno rilasciare per gli stranieri interessati il visto per lavoro subordinato, apponendovi nello spazio riservato alle annotazioni la dicitura Inserimento nel mercato del lavoro", e a mezzo di timbro o di Scrittura manuale. La stessa dicitura dovrà essere sempre inserita nella relativa pratica informatica, alla prima riga del campo "riferimenti ".

Al fine di consentire il monitoraggio dei flussi d'ingresso, in attesa che diventi operativo nella RMV il predetto nuovo Visto, codeste Rappresentanze dovranno cortesemente segnalare allo scrivente Centro Visti a mezzo telefax, ogni venerdì. a fine giornata, il numero dei visti rilasciati per inserimento nel mercato del lavoro durante la settimana.

firmata: Il Direttore Generale

Min. Plen. Carlo Marsili


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