Attualità ANOLF

Ministero dell'Interno

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

DIREZIONE CENTRALE PER LA POLIZIA STRADALE, FERROVIARIA, DI FRONTIERA E POSTALE

Servizio immigrazione e Polizia di Frontiera

 

n. 300.C/2000/359/P/12.214.6/1^ Div.

Roma, 1 luglio 2000

  Ai Sigg. Questori della Repubblica Loro Sedi
e, p.c. Ai Sigg. Prefetti della Repubblica Loro Sedi
  Ai Sigg. Commissari di Governo delle province di Trento - Bolzano
  Al Sig. Presidente della Giunta regionale della Valle d'Aosta Aosta
  Ai Sigg. Dirigenti le zone Polizia di frontiera Loro Sedi

OGGETTO: D.Lgs. n.286/1998 - Possibilità di rilasciare permessi di soggiorno per motivi di giustizia.

Sono pervenuti numerosi quesiti in merito alla possibilità di continuare a rilasciare il permesso di soggiorno per motivi di giustizia.

Siffatto titolo di soggiorno - il cui ambito di applicazione era stato delineato, in vigenza dell'art.5 della legge 39/90, nella circolare nr.559/443/186378/5/11/3/1/2/l^ Div. del 25.02.1991- non è contemplato nel D.P.R. 394/99, nonostante l'espresso rinvio alla norma regolamentare contenuto nell'art.5, comma 2, del D.L.vo 286/98 che genericamente lo prevede.

Al fine di verificarne la congruenza con l'attuale assetto normativo, appare preliminarmente indispensabile distinguere le conseguenze che derivano dalla proposizione del ricorso avverso un decreto di espulsione oppure avverso un diniego di permesso di soggiorno.

Nel primo caso, considerata la brevità dei termini per la decisione da parte del Giudice ordinario e valutato che la presentazione del ricorso non produce alcun effetto sospensivo della esecutività del provvedimento, si ritiene che la decisione di annullamento del provvedimento non comporti l'obbligo di rilasciare un permesso di soggiorno tanto meno per motivi di giustizia, se non sussistono le condizioni sostanziali e formali previste dal Testo Unico e dal Regolamento di attuazione.

Riguardo al diniego di permesso di soggiorno impugnato innanzi al T.A.R. con accoglimento dell'istanza di sospensiva, si ritiene di poter operare una prima distinzione a seconda che questa inerisca ad un mancato rilascio, oppure ad un rifiuto di rinnovo ovvero ad una revoca.

· Nel caso di revoca l'effetto della sospensiva, di norma, è quello di ripristinare, sia pure con effetti provvisori, lo "status quo ante".

Di conseguenza la soluzione più corretta sembra essere quella di far rivivere proprio il permesso di soggiorno revocato.

Naturalmente l'Ufficio stranieri valuterà se, nei singoli casi, sussistono le condizioni per interessare l'Avvocatura dello Stato al fine di appellare l'ordinanza di accoglimento della sospensiva, oppure quelle per emanare un nuovo provvedimento negativo, soprattutto in presenza di una sospensiva adottata sull'assunto dell'insufficiente motivazione.

· Nel caso di rifiuto di rilascio o di rinnovo del permesso di soggiorno, l'accoglimento della sospensiva non comporta l'obbligo di emettere il provvedimento richiesto né, tanto meno, l'obbligo di rilasciare un permesso di soggiorno per motivi di giustizia. In siffatta ipotesi occorrerà procedere, innanzitutto, ad un riesame del caso al fine di verificare la possibilità di determinarsi nel senso richiesto dallo straniero.

Qualora l'esito del riesame sia negativo, valutata l'opportunità di interessare l'Avvocatura dello Stato perché produca appello ai Consiglio di Stato, potrà essere adottato un nuovo provvedimento negativo, congruamente motivato, che tenga conto dell'ordinanza cautelare.

In via residuale, qualora si sia in presenza di un'istanza di sospensiva non più opponibile e/o confermata dal Consiglio di Stato, e non sussistano le condizioni per rilasciare un permesso per i motivi espressamente previsti dalla legge, si potrà rilasciare un permesso di soggiorno per motivi di giustizia, di breve durata.

Tenuto conto, tuttavia, della peculiarità della posizione dello straniero titolare del suddetto permesso, appare opportuno che in tale ipotesi venga avanzata domanda di prelievo al T.A.R. affrettando, in tal modo, la fissazione dell'udienza e la definizione del giudizio nel merito.

Il Capo della Polizia

De Gennaro


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