Attualità ANOLF

Ministero dell'Interno

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA



NR.400/C/2004/500/P/10.2.45.1.

Roma, 28 aprile 2004

 

Ai Sigg. Prefetti della Repubblica

Loro Sedi
 

Al Sig. Commissario del Governo per la provincia autonoma di Trento

Trento
 

Al Sig. Commissario del Governo per la provincia autonoma di Bolzano

Bolzano
  Al Sig. Presidente della Giunta regionale della Valle d' Aosta Aosta
  Ai Sigg. Questori della Repubblica Loro Sedi
  Ai Sigg. Dirigenti le zone di polizia di frontiera Loro Sedi
e, p. c. Al Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione Roma
  Alla Direzione Centrale della polizia criminale Roma
  All'Ufficio coordinamento e pianificazione forze di polizia Sede

OGGETTO: Allargamento dell'Unione Europea e libera circolazione dei cittadini dei nuovi Paesi Membri.

Si rende noto che il l° maggio prossimo dieci nuovi Stati aderiranno all'Unione Europea: Repubblica Ceca, Repubblica di Estonia, Repubblica di Cipro, Repubblica di Lettonia, Repubblica di Lituania, Repubblica di Ungheria, Repubblica di Malta, Repubblica di Polonia, Repubblica di Slovenia, Repubblica Slovacca.

Dalla predetta data i cittadini di detti Paesi non potranno essere più considerati stranieri, secondo l'accezione tecnica di cui all'art. 1 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modifiche, recante il Testo delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, ma godranno, fatto salvo quanto si darà a proposito dell'accesso al lavoro, delle più favorevoli disposizioni legislative previste per i "cittadini comunitari" dal D.P.R. 18 gennaio 2002, n. 54, recante il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di circolazione e soggiorno dei cittadini degli Stati membri dell'Unione europea.

Si ricorda, a tale proposito, che l'art. 18 del Trattato istitutivo della Comunità economica europea sancisce il diritto di ciascun cittadino di uno Stato membro di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati dell'Unione e che l'art. 1 del D.P.R. n. 54/2002 riconosce agli stessi cittadini il libero ingresso nel territorio della Repubblica, fatte salve le limitazioni derivanti dalle disposizioni in materia penale, da quelle a tutela dell'ordine pubblico della sicurezza interna e della sanità pubblica in vigore per l'Italia, conformemente ai Trattati, alle Convenzioni ed agli Accordi fra Stati Membri dell'U.E. ed alle relative disposizioni di attuazione.

Il predetto D.P.R. n. 54/2002 prevede, inoltre, che ai fini dell'ingresso gli interessati devono essere in possesso di un documento di identificazione - valido secondo la legge nazionale - almeno all'atto dell'ingresso nel territorio dello Stato, salvo che non sia diversamente disposto in attuazione dei Trattati, delle Convenzioni e degli Accordi tra Stati Membri dell'U.E. in vigore per l'Italia (art. 1 comma 2 D.P.R. n. 54/2002).

In considerazione di quanto sopra esposto, a decorrere dal l° maggio p.v., cittadini dei Paesi di cui trattasi - già esentati dall'obbligo del visto Schengen" relativo ai soggiorni, fino ad un massimo di 90 giorni per semestre, per turismo, affari, invito missione e gara sportiva - non saranno più sottoposti ad alcun obbligo di visto.

Pertanto, i predetti cittadini neocomunitario potranno entrare liberamente in Italia e potranno, se in possesso dei requisiti di cui al citato D.P.R. n. 54/2002 e fermo restando quanto disposto in materia di lavoro subordinato, richiedere direttamente alle Questure competenti la carta di soggiorno.

Analogamente non sarà più richiesto il nulla osta al ricongiungimento familiare dei cittadini neocomunitari, i cui familiari potranno fare ingresso in Italia senza alcuna difficoltà e potranno richiedere direttamente alle competenti Questure il predetto titolo di soggiorno, fatti salvi i limiti e le condizioni previste dal richiamato D.P.R. n. 54 del 2002.

In relazione al predetto diritto di circolazione "intracomunitaria" ed alla specifica previsione dell'art. 7 del predetto D.P.R. n. 54 del 2002, il quale dispone che i cittadini neo comunitari non possono essere espulsi, ma possono essere allontanati solo per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica, si intendono cessati, a decorrere dal 1° maggio prossimo, gli effetti dei provvedimenti di espulsione fino ad allora adottati nei confronti degli stessi cittadini, salvo quelli motivati per ragioni di ordine e sicurezza pubblica o di sanità pubblica.

Conseguentemente - ed in analogia alle determinazioni assunte dal Consiglio dell'Unione Europea circa le segnalazioni di inammissibilità inserite nel Sistema d'Informazione Schengen" - anche il Centro Elaborazione Dati del Dipartimento della Pubblica Sicurezza provvederà, entro il 1° maggio prossimo, alla revoca degli inserimenti relativi ai provvedimenti di espulsione adottati nei confronti dei nuovi cittadini comunitari, fatti salvi:

a) quelli adottati dall' Autorità giudiziaria a seguito di condanna penale, per i quali si è in attesa di acquisire il parere del Ministero della Giustizia;

b) quelli adottati per motivi di ordine pubblico e di sicurezza dello Stato, ai sensi dell'art.13, comma 1, del decreto legislativo n. 286/98.

Per quanto riguarda gli ingressi ed il soggiorno in Italia per motivi di lavoro subordinato, va precisato che, conformemente al Trattato di adesione dei nuovi Paesi all'Unione Europea (ratificato dall'Italia con legge 24 dicembre 2003, n. 380), l'Italia ha esercitato la facoltà di limitare la libertà di circolazione per l'accesso al mercato del lavoro dei cittadini dei Paesi sopra indicati ad eccezione di Cipro e Malta con espressa deroga agli articoli da 1 a 6 del Regolamento CEE n. 1612/68.

A tal fine è stato adottato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 aprile scorso, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che, disponendo la limitazione sopra detta, ha tuttavia previsto una ulteriore quota di 20.000 unità riservata ai lavoratori cittadini dei predetti Stati membri.

Circa le modalità di applicazione del predetto decreto si rinvia alle istruzioni che saranno diramate dalla stessa Presidenza del Consiglio. Va, nondimeno, precisato in questa sede, in conformità alle indicazioni fatte avere dal Ministero dei Lavoro e delle Politiche Sociali che dal 1° maggio p.v. non dovrà essere più apposto il nulla osta in calce all'autorizzazione al lavoro previsto dall'art. 31 del D.P.R. 31 agosto 1999 n. 394; pertanto, le autorizzazioni presentate alle Questure e non ancora evase dovranno essere restituite ai datori di lavoro.

Una particolare attenzione richiedono, infine, le procedure connesse al passaggio attraverso le frontiere dei paesi di transito e di ingresso in Italia dei bambini adottati appartenenti ai nuovi Stati membri e accompagnati da connazionali adottanti che hanno portato regolarmente a termine la relativa procedura.

Per evitare possibili inconvenienti e disagi in frontiera, derivanti dall'abolizione del visto d'ingresso per adozione, nonché per prevenire illeciti ai danni di minori d'intesa con la Commissione per le Adozioni Internazionali si è ritenuto opportuno introdurre apposita procedura.

Il Ministero degli Affari Esteri ha predisposto al riguardo un modello di attestazione di rientro in Italia degli adottanti con il minore straniero adottato. Le Rappresentanze Diplomatiche italiane nei Paesi di nuova adesione rilasceranno agli interessati tale attestazione, sulla base dell'autorizzazione all'ingresso in Italia, già prevista per la concessione del visto al minore, la Commissione per adozioni Internazionali continuerà a trasmettere direttamente alle sedi diplomatiche interessate.

L'attestazione, di cui si allega il fac-simile in lingua italiana, avrà la funzione di certificare il legittimo accompagnamento transfrontaliero del minore.

Nel confidare nella consueta collaborazione delle SS.LL. si sottolinea la necessità di assicurare la massima diffusione delle indicazioni fornite in premessa e delle istruzioni impartite, che le SS.LL. integreranno opportunamente per il personale dipendente, informando tempestivamente questo Ministero delle eventuali ulteriori problematiche di
rilievo.

Per il Ministro

Il Capo della Polizia

Direttore Generale della Pubblica Sicurezza

De Gennaro


L'Ambasciata d'Italia in .......................

attesta

che i coniugi (nome, cognome) e (nome, cognome), cittadini italiani residenti in (città e indirizzo), titolari rispettivamente del passaporto n. ....................... , rilasciato da (autorità, giorno, mese,anno) e rilasciato da (autorità, giorno, mese, anno) a conclusione di regolare procedura di adozioni internazionale rientrano un Italia insieme al minore,(nome, cognome, luogo e data di nascita) titolare del passaporto (nazione) n. ....................... rilasciato da (autorità, giorno, mese, anno).

La presente attestazione è rilasciata in base all'autorizzazione all'ingresso in Italia del minore n. ........... (protocollo) in data (giorno, mese, anno) pervenuta dalla Commissione per le adozioni internazionali, Autorità centrale italiana ai sensi ed agli effetti della Convenzione dell' Aja del 29 maggio 1993 sulla protezione dei minori e sulla cooperazione in materia di adozione internazionale per l'esibizione alle Autorità di frontiera degli Stati membri dell'Unione Europea.

Città, data

Timbro tondo


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