Attualità ANOLF

Ministero dell'Interno

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

 

n. 300/C/2001/1951/P/12.214.39/1^Div.

Roma, 16 gennaio 2002

Alle Questure della Repubblica Loro Sedi

OGGETTO: Permesso di soggiorno per motivi di studio.

Come è noto, l'articolo 5 del D.L.vo 286/98, nel disciplinare le diverse tipologie di permesso di soggiorno. stabilisce che il titolo rilasciato per motivi di studio non possa avere durata superiore ad un anno in relazione alla frequenza di un corso per studio o formazione, fatta salva la possibilità di un suo rinnovo nel caso di corsi pluriennali.

Appare evidente, pertanto, lo stretto legame che intercorre tra il permesso di soggiorno stesso ed il corso di studi la cui frequenza è stata addotta come motivazione ai tini del previo ottenimento del visto d'ingresso.

Ne consegue che il titolo di soggiorno per motivi di studio non possa essere utilizzato, durante il periodo di validità, o rinnovato alla sua scadenza, per la frequenza di un corso diverso, in sostituzione ovvero al termine di quello originario.

Naturalmente, fa eccezione l'ipotesi in cui lo straniero interessato, avendo intrapreso e terminato in Italia un corso di studi medio superiore, intenda accedere a corsi di tipo universitario:

in tal caso può esserne consentita l'ulteriore permanenza, a seguito dell'effettiva avvenuta iscrizione al corso di laurea prescelto.

Né può essere impedito il proseguimento del soggiorno sul territorio nazionale per motivi di studio allo studente universitario straniero al quale sia stato concesso dall'autorità accademica il transito ad altra e diversa facoltà rispetto a quella i inizialmente preferita.

Da dette considerazioni si evince la necessità, correttamente rilevata da alcune Questure, di individuare senza ombra di dubbio il corso di studi che ha determinato il rilascio dello specifico visto d'ingresso, al momento del deposito dell'istanza volta ad ottenere il conforme permesso di soggiorno.

L'esatta individuazione del corso, tuttavia, non si rivela agevole, se si considera che tutta la relativa documentazione viene trattenuta dalla Rappresentanza diplomatica italiana competente al rilascio del visto; le difficoltà sono amplificate, peraltro dalla generica indicazione dei motivi di studio, apposta sulla vignetta-visto, che inevitabilmente non può contenere ulteriori dettagli, tenuto conto del limitato spazio a disposizione per le annotazioni.

Ciò stante, al fine di dare soluzione alla problematica, è stata concordata con il Ministero degli Affari Esteri la restituzione di una copia - timbrata e firmata dall'Addetto Consolare - della documentazione, relativa al corso di studi prescelto, allo straniero richiedente il visto da parte della Rappresentanza diplomatica italiana, da depositare, unitamente e contestualmente all'istanza di rilascio del permesso di soggiorno, presso la Questura competente.

In tal senso il citato Dicastero ha dato tempestive - e già operative - istruzioni a tutte le Rappresentanze diplomatiche e consolari.

Pertanto, codesti Uffici ogni qualvolta ricevano un'istanza di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di studio, dovranno acquisire la documentazione relativa al corso di studi, la frequenza del quale è posta alla base della concessione del visto d'ingresso (di breve o di lunga durata) in favore dello straniero, ottenendo, in tal modo, le informazioni necessarie per una compiuta valutazione dell'istanza stessa.

Confidando nella consueta scrupolosa osservanza delle presenti disposizioni, si resta in attesa di un cortese cenno di assicurazione.

Il Direttore Centrale

Pansa


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