Attualità ANOLF

 

Ministero del lavoro e della previdenza sociale

Direzione Generale per l’Impiego

Servizio per i problemi dei lavoratori immigrati extracomunitari e delle loro famiglie.

 

Allegati

Prot. n. 73/SDGI/02

Circolare n. 12/2002

Roma, 27 febbraio 2002

 

Alle Direzioni Regionali del Lavoro - Settore Politiche del Lavoro - Settore Ispezione del Lavoro

Loro Sedi
  Alle Direzioni Provinciali del Lavoro - Servizio Politiche del Lavoro - Servizio Ispezione del Lavoro Loro Sedi
  Alla Provincia Autonoma di Bolzano -Ass.to Affari Sociali e Sanità Rip. 19 -Uff. Lavoro- Isp. Lavoro Bolzano
  Alla Provincia Autonoma di Trento - Dip.to Servizi Sociali - Servizio Lavoro Trento
  Alla Agenzia Regionale del Lavoro Friuli Venezia Giulia - Agenzia Regionale per l'Impiego Trieste
  Alla Regione Siciliana - Assessorato al Lavoro -Uff. Reg.le Lavoro - Ispett. Reg.le Lavoro -
Palermo
  Alla Direzione Generale per l'Impiego Segreteria Collocamento Spettacolo Roma
e,p.c.: Agli Assessorati al Lavoro delle Regioni e delle Province Autonome Loro Sedi
  Al Ministero degli Affari Esteri Gabinetto dell'On.le Sig. Ministro Roma
  Al Ministero dell'Interno Gabinetto dell'On.le Ministro Roma
  All'INPS Direzione Generale Roma

 

OGGETTO: misure di accompagnamento al decreto ministeriale del 4 febbraio 2002.

Al fine di accelerare le procedure relative ai 33.000 ingressi per lavoratori stagionali non comunitari, per l'anno 2002, previsti dal decreto ministeriale del 04/02/2002 e per attuare meccanismi che assicurino la certezza del rientro dei suddetti lavoratori alla scadenza del permesso di soggiorno, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Previdenziali, in collaborazione con il Ministero degli Esteri e il Ministero dell'Interno, ha individuato alcune misure di accompagnamento (vedi allegato) al suddetto decreto.

In particolare sono stati individuati strumenti di semplificazione amministrativa e modalità di trasferimento dei dati che conferiscono alle Direzioni Provinciali del Lavoro un ruolo decisivo nella gestione delle suddette misure di accompagnamento.

A tal fine si dispone quanto segue.

Le Direzioni Provinciali, nel ricevere la documentazione relativa alle richieste di autorizzazione al lavoro stagionale, devono:

1) assicurare completa attuazione all'istituto dell'autocertificazione (di cui al TU n.445 del 2000 sulla documentazione amministrativa);

2) accettare l'eventuale lista, su supporto informatico, contenente i nominativi dei lavoratori richiesti presentata in duplice copia dalle associazioni dei datori di lavoro o dai singoli imprenditori;

3) trasmettere immediatamente (prima della verifica della documentazione ai fini del rilascio delle autorizzazioni) uno delle due liste su supporto informatico alla Questura territorialmente competente per il rilascio del nulla osta provvisorio, per consentire l'esame in parallelo delle richieste di autorizzazione al lavoro e di nulla osta provvisorio.

Al momento del rilascio delle autorizzazioni al lavoro stagionale, le Direzioni Provinciali devono consegnare alle associazioni dei datori di lavoro o ai singoli imprenditori anche le relative liste su supporto informatico integrate con l'indicazione delle autorizzazioni concesse.

Le liste di cui sopra, aggiornate con i dati relativi ai nulla osta provvisori concessi dalla Questura, sono riconsegnate (a cura delle associazioni dei datori di lavoro o dei singoli imprenditori) alle Direzioni Provinciali che provvedono ad inoltrarle per via telematica al sistema informativo centrale della Direzione Generale per l'impiego del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e previdenziali.

firmato

Il Direttore Generale

Dott.ssa Lea Battistoni


Allegato 1:

Sveltimento delle procedure d'ingresso dei lavoratori stranieri stagionali e certificazione della loro uscita. I

I fase: Le associazioni dei datori di lavoro o i singoli imprenditori presentano alle Direzioni Provinciali del Lavoro le richieste di autorizzazione allegando, in doppia copia, la lista dei nominativi, suddivisi per nazionalità, su supporto informatico e le autocertificazioni della documentazione richiesta.

Una copia della lista dei nominativi, su supporto informatico, viene inviata immediatamente dalle Direzioni provinciali del lavoro alle questure territorialmente competenti per accelerare la procedura.

Le associazioni dei datori di lavoro o i singoli imprenditori ritirano le autorizzazioni rilasciate dalle Direzioni Provinciali del Lavoro e la lista su supporto informatico dei nominativi a cui è stata rilasciata l'autorizzazione e le consegnano alle questure territorialmente competenti per il rilascio del nullaosta provvisorio.

Le questure integrano queste liste con la segnalazione del rilascio del nullaosta.

Il tempo necessario per il rilascio dell'autorizzazione e del nullaosta provvisorio è stimato in 20 giorni.

II fase: Le associazioni dei datori di lavoro o i singoli datori di lavoro provvedono:

1. a far pervenire agli stranieri interessati l'autorizzazione e il nullaosta, che saranno presentati da questi alle rappresentanze consolari per il rilascio del visto.

Ai lavoratori stranieri deve essere comunicato di indicare alle autorità consolari i varchi di uscita (portuali, aeroportuali e anche di frontiera esterna con la Slovenia).

2. a consegnare le liste "aggiornate" dalle questure alle Direzioni Provinciali del Lavoro.

III fase: Le Direzioni Provinciali del Lavoro trasmettono le liste su supporto informatico alla Direzione generale per l'impiego del Ministero del Lavoro che provvederà ad uniformarle sulla base del criterio distintivo della nazionalità.

Tali liste, contenenti i nominativi degli stranieri e la data di inizio e di scadenza del contratto saranno fatte pervenire agli uffici consolari dei rispettivi paesi di origine.

Gli uffici consolari indicano sui visti rilasciati sia la durata del contratto sia il varco di frontiera di uscita e comunicano agli interessati gli obblighi a cui sono sottoposti in entrata ed in uscita dal territorio nazionale italiano.

Le liste, aggiornate con i dati relativi ai visti rilasciati, sono trasmesse nel più breve tempo possibile al Ministero del Lavoro.

IV fase: Il Ministero del Lavoro trasmette alla polizia di frontiera le liste contenenti i dati relativi agli stranieri.

Alla scadenza del contratto di lavoro gli stranieri che lasciano il territorio nazionale hanno l'obbligo di chiedere alla polizia di frontiera sia il timbro sul passaporto che attesti l'uscita sia la registrazione sull'apposita lista della propria uscita.

La polizia di frontiera trasmette periodicamente i dati delle uscite al Ministero del Lavoro.

Allegato 2:

Misure di accompagnamento al Decreto ministeriale 4 febbraio 2002 (lavoratori stagionali extracomunitari) 26-2-2002

In seguito al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 4 febbraio 2002, è stato istituito un tavolo tecnico con la partecipazione delle associazioni di categoria, della Presidenza del Consiglio, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero dell'interno e del Ministero degli affari esteri.

Il compito del tavolo tecnico era di individuare delle semplificazioni amministrative nella gestione dei flussi di lavoratori stagionali extracomunitari e dei meccanismi che assicurassero all'amministrazione la certezza del rientro del lavoratore alla scadenza del Permesso di soggiorno.

A tal fine sono stati identificati alcuni strumenti di semplificazione amministrativa, in particolare l'identificazione della documentazione autocertificabile da parte dei datori di lavoro, l'esame in parallelo delle richieste di autorizzazione al lavoro e di nulla osta provvisorio, permettendo il dimezzamento dei tempi di esame delle domande.

Lo strumento identificato per ottenere una maggiore velocità in tutte le fasi del processo è, oltre al coinvolgimento delle associazioni di datori di lavoro, l'uso sistematico delle strutture a rete informatica, coerentemente con il programma di e-government approvato recentemente dal governo.

Per quanto riguarda invece il controllo dell'uscita dall'Italia del lavoratore, il tavolo ha identificato come soluzione la predisposizione, con la collaborazione delle associazioni e delle amministrazioni presenti, di apposite liste dei lavoratori stagionali, con l'indicazione del varco di uscita.

Il varco di frontiera viene scelto dal lavorato tra le frontiere esterne dell'Unione europea dell'Italia (frontiera terrestre con la Slovenia, porti e aeroporti) e viene apposto sul visto.

Al momento dell'uscita la polizia di frontiera registrerà il nominativo del lavoratore in partenza e timbrerà il passaporto.

I dati così raccolti premetteranno di verificare numero e nominativi dei lavoratori stagionali effettivamente usciti e che possono dunque beneficiare di priorità per il ritorno l'anno successivo.

L'obbligo di passare attraverso un varco specifico al momento dell'uscita è una soluzione transitoria la cui validità verrà verificata sul campo e che pertanto potrà essere riconsiderata alla luce dei risultati raggiunti e una volta completata la rete informatica tra le varie amministrazioni.


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