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Dati Statistici CARITAS 2001
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"SINTESI DEL DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE 2001"
"Il Tempo dell'integrazione"
XII° RAPPORTO CARITAS SULL'IMMIGRAZIONE
Immigrazione
come espressione di un mondo nel quale le persone non vogliono rimanere escluse
dal processo di globalizzazione; immigrazione come convivenza con cittadini
venuti da altri paesi per avere qualcosa da noi ma anche per metterci a disposizione
le loro risorse; immigrazione come incentivo al dialogo tra le culture e le
religioni, facendone un perno per combattere ogni tipo di razzismo e favorire
la pace: sono questi alcuni spunti desunti XII° rapporto Caritas sull'immigrazione.
Lo slogan " Il Tempo dell'integrazione" tiene conto del fatto che
l'Italia è diventata un paese di immigrazione stabile e sottolinea la
necessità di una politica che favorisca una convivenza improntata al
reciproco rispetto.
Le 285 tabelle del "Dossier Statistico Immigrazione 2001" e i relativi
commenti introducono a questo fenomeno senza pregiudizi e senza superficialità:
d'altronde l'immigrazione merita questa grande attenzione perché accompagnerà
sempre più la nostra storia.
L'ATTUALE SCENARIO MIGRATORIO E L'EUROPA
Si è
andato accentuando il distacco tra il gruppo dei paesi ricchi e quello dei paesi
meno sviluppati per cui sarebbe sorprendente che non si determinassero i flussi
migratori.
La popolazione mondiale nel mese di luglio 2000 ha superato di 80 milioni i
6 miliardi di abitanti con ineguale ripartizione delle risorse.
Nei paesi in via di sviluppo all'85,6% della popolazione mondiale (5 miliardi
e 200 milioni di persone) fa riscontro appena il 45% della ricchezza mondiale:
il loro reddito medio pro capite è di 3.500 dollari l'anno mentre quello
dei paesi ricchi è di 25.600 dollari. Per giunta i valori medi Caritas
nascondono situazioni di più forte disparità: nell'Africa subsahariana
e nel subcontinente Indiano vi sono due miliardi di persone con un reddito 40
volte inferiore. Anche investendo di più per lo sviluppo, l'emigrazione
resterà a lungo uno sbocco obbligato.
I due maggiori poli migratori sono gli Stati Uniti (10 nati all'estero ogni
100 residenti) e l'Unione Europea (5 Immigrati ogni 100 residenti), con una
popolazione immigrata rispettivamente di 26 e 20 milioni di unità.
L'Italia, attore non secondario in questo nuovo scenario, fa parte dei quattro
Stati membri che superano il milione di residenti stranieri (Gran Bretagna,
Francia e Germania, quest'ultima con più dl 7 milioni di immigrati):
tuttavia, mentre in media nell'unione vi sono 5 immigrati ogni 100 residenti,
in Italia solo 3. In Italia vi è un immigrato ogni 35 persone, In Francia
uno ogni 15 persone, In Germania, Austria e Belgio uno ogni 10 persone.
L'Unione Europea è anche un'area che si distingue per quanto riguarda
le richieste d'asilo: ne sono state presentate 495.000 nel 2000 e di esse solo
16.000 In Italia.
Dopo un lungo periodo di disattenzione, imperniato sulla parola d'ordine "immigrazione
a crescita zero", l'unione Europea ha dato l'avvio ad un ripensamento più
realistico della propria politica migratoria.
L'inizio del nuovo secolo è caratterizzato, inoltre, dalle procedure
di adesione all'Unione del primo gruppo di paesi dell'Est (Polonia, Repubblica
Ceca, Ungheria, Estonia, Slovenia), di fronte alla quale le popolazioni europee,
non adeguatamente informate, stanno mostrando perplessità pur trattandosi
di una grande opportunità. L'immigrazione è costituita anche da
una certa quota di irregolari, in Italia come in tutto il mondo, a partire dagli
Stati Uniti dove gli irregolari sono quasi 11 milioni secondo l'ultimo censimento.
lì potenziamento dei flussi regolari, la lotta contro i trafficanti di
manodopera e gli investimenti per lo sviluppo in loco sembrano però,
se utilizzate congiuntamente, delle leve efficaci.
|
POPOLAZIONE
E REDDITO NEL MONDO
|
||||
| Area Cotinentale |
Popolazione
2000
|
Popolazione % | Reddito % | Reddito Pro-capite |
| EUROPA |
745.153.000
|
12,3 | 24,9 | 13.400 |
| Unione Europea |
377.794.000
|
6,2 | 20,1 | 21.400 |
| AFRICA |
805.243.000
|
13,1 | 3,7 | 1.900 |
| Africa Subsahariana |
660.859.000
|
10,8 | 2,4 | 1.500 |
| ASIA |
3.761.944.000
|
60,6 | 36,5 | 4.100 |
| Subcontinente Indaiano |
18.356.838.000
|
22,1 | 5,9 | 1.800 |
| AMERICA |
827.004
|
13,5 | 33,6 | 16.400 |
| America Latina |
519.100
|
8,5 | 8,6 | 6.700 |
| OCEANIA |
30.807
|
0,5 | 1,3 | 16.900 |
| TOTALE |
6.080.151
|
100,0 | 100,0 | 6.700 |
| PSA |
859.866
|
14,1 | 55,0 | 25.600 |
| PVS |
5.220.185
|
85,9 | 45,0 | 3,500 |
| PSA: Paesi a sviluppo avanzato; PVS: Paesi in via di sviluppo | ||||
| Fonte: Elaborazione Caritas/Dossier Statistico Immigrazione su dati World Bank e altri fonti | ||||
I NUOVI INGRESSI IN ITALIA
Quando si
pensa ai nuovi arrivi, l'attenzione viene monopolizzata dal flussi Irregolari
e si cade così nell'errore di prendere una parte per il tutto e di trascurare
I movimenti quanto mai Intensi che sì svolgono legalmente.
L'andamento degli ultimi anni e l'invecchiamento della popolazione lasciano
pensare che l'aumento della popolazione straniera continuerà in misura
consistente. I permessi per soggiorno stabile rilasciati a nuovi venuti hanno
superato le 100.000 unità nel 1991, le 150.000 unità nel 1997
per arrivare a 155.264 nel 2000.
Nel 2000, ogni 100 immigrati già soggiornanti, ne sono venuti 12 in più,
in particolare nel Nord Est (per le opportunità lavorative) e nel Sud
(approdo dei richiedenti asilo). In rapporto alla popolazione residente si è
trattato di un nuovo arrivo ogni 400 persone. Le province con un maggior numero
di nuovi Ingressi sono state: Roma 21.000, Milano 16.000, Firenze 6.000, Torino
e Vicenza con 4.000 ciascuna.
I motivi prevalenti di venuta (sette casi su dieci) sono il ricongiungimento
familiare (56.214) e lo svolgimento o la ricerca di lavoro (53.934). Nella metà
del casi si tratta di europei. Si caratterizzano con 10.000 nuovi soggiornanti
Albania, Marocco, Romania, con 4/5.000 soggiornanti Cina, Filippine, Germania,
India, Polonia.
|
NUOVI
INGRESSI DI IMMIGRATI IN ITALIA VALIDI A FINE ANNO 2000
|
|||||
| Continente | Numero | % su totale | Continente | Numero | % su totale |
|
Unione Europea |
15.699 | 12,7 | Subcont. Indiano | 11.852 | 7,6 |
| Europa Est | 51.221 | 33,0 | Vicino e M.Oriente | 5.978 | 3,9 |
| Atri paesi europei | 1.473 | 0,9 | Paesi asiatici ex Urss | 1.638 | 1,1 |
| Totale Europa | 72.393 | 46,6 | Totale Asia | 32.730 | 21,1 |
| Africa Settentrionale | 20.134 | 13,0 | America Settentrion. | 6.985 | 4,5 |
| Africa Centro orient. | 3.117 | 2,0 | America Latina | 14.997 | 9,6 |
| Africa Occidentale | 4.231 | 2,7 | Totale America | 21.962 | 14,1 |
| Africa Centro Merid. | 138 | 0,1 | Oceania | 531 | 0,3 |
| Totale Africa | 27.620 | 17,8 | Apolidi | 8 | - |
| Estremo Oriente | 13.626 | 8,5 | Totale | 155.244 | 100,000 |
| Fonte: Elaborazione Caritas/Dossier Statistico Immigrazione su dati Ministero dell'Interno | |||||
LA POPOLAZIONE IMMIGRATA STABILITASI IN ITALIA
I cittadini
stranieri, risultati titolari di permesso di soggiorno al 31 dicembre 2000,
sono 1.388.153: rispetto allo scorso anno l'aumento è stato di 137.000
unità (+10,9%). Tenendo conto che più di 200.000 minori non sono
titolari di permesso di soggiorno a titolo personale e che presumibilmente circa
100.000 permessi nuovi o rinnovati sono stati registrati con ritardo, è
fondato stimare la presenza regolare effettiva pari a 1.687.000 persone (+21,5%).
Ogni 100 donne vi sono 118 uomini: le rispettive percentuali sono 45,8% e 54,2%.
La situazione è molto differenziata per nazione: tra I grandi gruppi
si possono citare, come esempio di estremi, gli immigrati dell'Africa del Nord
(74% di maschi), i cubani e i capoverdiani (più dell'80% donne): il gruppo
filippino, a seguito dei ricongiungimenti dei figli e anche dei mariti, ha visto
scendere la percentuale delle donne al 66%. Gli immigrati sono concentrati per
il 62% nella fascia di età tra i 25 e i 49 anni (rispetto al 36,6% degli
Italiani). Anche i minori stranieri (278.000 e 19% dei residenti) ormai hanno
superato in percentuale quelli Italiani della stessa età.
Significativo è anche il continuo aumento delle persone sposate (676.000
e cioè 50.000 in più rispetto ai celibi/nubili): tra di essi appena
un quarto (175.000) è con prole, indice questo della difficoltà
del ricongiungimento familiare.
Il panorama delle provenienze è solo lievemente modificato rispetto al
passato: Europa 40,1%, Africa 27,8%, Asia 20,0%, America 11,9%, Oceania 0,2%.
Per aree subcontinentali i principali gruppi nazionali sono: Europa Est: Albania
142.000, Romania 69.000, Jugoslavia 40.000;Africa
Nord: Marocco 160.000. Tunisia 45.000; Estremo Oriente: Filippine 65.000. America:
Stati Uniti 47.000. Perù 30,000; Subcontinente Indiano: Sri Lanka 34.000,
India 30,000.
Nel corso degli anni '9011 livello dei permessi per motivi di lavoro si è
consolidato attorno ai 60%,
mentre I permessi per motivi familiari hanno continuato l'aumento fino a superare
il 25%.
|
IMMIGRATI
SOGGIORNANTI IN ITALIA A FINE ANNO 2000
|
|||||
| Continente | Numero | % su totale | Continente | Numero | % su totale |
|
Unione Europea |
151.799 | 10,9 | Subcont. Indiano | 103.608 | 7,5 |
| Europa Est | 380.462 | 1,8 | Vicino e M.Oriente | 26.661 | 1,9 |
| Atri paesi europei | 24.306 | 1,8 | Paesi asiatici ex Urss | 4.809 | 0,3 |
| Totale Europa | 556.567 | 40,1 | Totale Asia | 277.644 | 20,0 |
| Africa Settentrionale | 252.110 | 18,2 | America Settentrion. | 50.123 | 3,6 |
| Africa Centro orient. | 36.112 | 2,6 | America Latina | 114.819 | 8,3 |
| Africa Occidentale | 96.702 | 7,0 | Totale America | 164.942 | 11,9 |
| Africa Centro Merid. | 706 | 0,1 | Oceania | 2.519 | 0,2 |
| Totale Africa | 385.630 | 27,8 | Apolidi | 851 | 0,1 |
| Estremo Oriente | 145.566 | 10,3 | Totale | 1.388.153 | 100,0 |
| Fonte: Elaborazione Caritas/Dossier Statistico Immigrazione su dati Ministero dell'Interno | |||||
DALLA RESIDENZA ALLA CITTADINANZA: UN PERCORSO NON FACILE
Gli immigrati rivelano una
più spiccata tendenza (47%) a vivere nei comuni capoluogo rispetto agli
italiani (30%), tendenza che va lentamente scemando con una loro maggiore diffusione
su tutto il territorio. Sono numerosi I capoluoghi regionali nei quali sì
concentra una quota più alta degli immigrati delle rispettive province:
Torino 69%, Milano 68%, Genova 81%, Roma 82%, Palermo 84%. un quarto vive in
comuni fino a 10.000 abitanti, un altro quarto in comuni tra i 10 e i 50.000
abitanti, meno di un decimo in comuni tra 10 e 250.000 abitanti e un terzo in
comuni superiori ai 250.000 abitanti: nel complesso appare evidente la dimensione
urbana dell'immigrazione.
Metà degli immigrati è in Italia da più di 5 anni e un
quinto da più di 10 anni e ciò conferma che il protagonismo italiano
sullo scenario migratorio si è svolto nel corso degli anni '90.
La cittadinanza non va di pari passo con l'anzianità di residenza: nel
2000 i casi di acquisizione della cittadinanza italiana sono stati 9.545, mentre
superarono le 12.000 unita nel 1998: il tasso di naturalizzazione risulta essere,
cosi, tre volte inferiore a quello medio europeo. Per giunta l'accesso più
facile alla cittadinanza è il matrimonio con persone italiane (80% dei
casi), contratto in prevalenza da europei e americani.
Nel 1997 (ultimo anno per il quali sono disponibili dati) i matrimoni misti
sono stati 13.184.
E' scarso lo spazio di partecipazione offerto dall'associazionismo degli immigrati.
Da un indagine del CNEL su 897 associazioni risulta che in sei casi su dieci
sono associazioni etniche, che favoriscono la coesione tra i connazionali, mentre
sono meno diffuse quelle multietniche:
quelle interetniche, che coinvolgono anche gli italiani, sono solo un settimo
dei totale. Gli Immigrati dell'Africa subsahariana sono quelli che mostrano
una maggiore propensione all'associazionismo. Non mancano le associazioni italiane
di volontariato, che si sono occupate in un anno di 120.000 immigrati (dati
ISTAT relativi ai 1997).
|
ITALIA.
IMMIGRATI RESIDENTI PER CLASSIDI AMPIEZZA DEL COMUNE (1999)
|
TOTALE
|
||||||||
|
Area
|
fino a. 5.000 | da 5.001 a .10.001 | da 10.001 a .20.000 | da 20.001 a. 50.000 | da 50.001 a .100.000 | da 100.000 a.. 250.000 | oltre .250.000 |
%
|
V.A.
|
|
Italia
|
14,2 | 11,7 |
11,3
|
13,2 | 9,3 | 8,8 | 31,5 |
100
|
1.270.553
|
|
Nord
Ovest
|
19,3 | 11,1 |
9,6
|
11,4 | 7,3 | 5,1 | 36,1 |
100
|
420.423
|
|
Nord
Est
|
17,4 | 18,2 |
14,9
|
12,1 | 6,8 | 19,6 | 10,9 |
100
|
279.442
|
|
Centro
|
7,8 | 7,8 |
8,8
|
13,5 | 9,2 | 6,1 | 46,9 |
100
|
363.433
|
|
Sud
|
12,9 | 12,1 |
17,9
|
18,8 | 17,1 | 6,6 | 14,6 |
100
|
128.281
|
|
Isole
|
7,1 | 8,5 |
9,1
|
16,5 | 16,8 | 5,7 | 36,4 |
100
|
78.974
|
| Fonte: Elaborazione Caritas/Dossier Statistico Immigrazione su dati ISTAT | |||||||||
I PROBLEMI DELLA VITA QUOTIDIANA
I posti
letto, dei quali l'Italia dispone per la prima accoglienza degli Immigrati,
sono 20.000 ripartiti In 980 strutture, per i tre quarti ubicate nel Nord. E'
difficile stimare l'esatto numero degli immigrati senza casa: nel "Secondo
Rapporto sull'integrazione" della Commissione Nazionale per l'integrazione
si ipotizza che il 3% sia in condizione di estrema precarietà (tra le
40 e le 50.000 persone) e ciò fa pensare a coabitazioni costrette, a
sovraffollamento (5 persone in una o due stanze) e ad abitazioni malsane. E'
anche vero che un numero crescente di immigrati inizia ad acquistare un appartamento.
Ma il problema dell'alloggio non è che un aspet-to del difficile percorso
dell'inserimento. Ogni 25 ore uno straniero subisce un atto di violenza (aggressioni,
borseggi, ecc.) e di essi un terzo dei casi appare di matrice xenofoba, per
giunta ad opera non di gruppi estremisti ma di cittadini
normali. Le vittime preferite sono le donne, i luoghi più pericolosi
le città (Roma e Milano sono quelle più xenofobe), ma il fenomeno
si sta attualmente spostando nelle periferie e nella provincia.
La discriminazione non consiste solo negli atti compiuti per strada ma comprende
anche i problemi della vita quotidiana; le ingiustizie sul luogo del lavoro,
il diverso trattamento avuto in banca al momento di accendere un conto corrente
e le difficoltà incontrate nella ricerca di un alloggio presso le famiglie
o le agenzie.
Gli immigrati compiono più crimini rispetto ai locali? Si sono pronunciati
in questo senso il 72% degli intervistati nell'ambito di un'indagine condotta
dall'Osservatorio europeo contro il razzismo. Per un più corretto inquadramento
dei dati statistici bisogna, invece, tenere conto di questi punti: riconoscere
che un'alta percentuale di immigrati non ha niente a che fare con la giustizia;
distinguere l'immigrato delinquente occasionale dal criminale vero e proprio;
considerare che il 78% dei reati è addebitato a irregolari; riflettere
sul fatto che il maggior numero delle denunce riguarda un gruppo ristretto di
nazionalità (Marocco, Albania, Romania, Tunisia, Algeria, Jugoslavia,
Senegal, Nigeria e Cina). I delitti di falso, di resistenza ai pubblici ufficiali
in occasione di fermi e di controlli, di falsificazione di documenti sono strettamente
collegati ai loro essere non cittadini e quindi all'obbligo di dover ottenere
più autorizzazioni.
In una indagine, patrocinata dalla Commissione Nazionale per l'integrazione,
è risultato che per i tre quarti degli immigrati gli italiani hanno di
loro un'immagine distorta, perché li considerano individui che incutono
timore e recepiscono in maniera acritica le notizie diffuse nei loro confronti.
Ciononostante ritengono che gli italiani possano essere solidali con loro. E'
un'apertura di fiducia, che merita di essere raccolta.
|
ITALIA.
AGGRESSIONI XENOFOBE PER TIPO DI VIOLENZA (2000)
|
|
| Tipo di violenza | Valori % |
| Aggressione Fisica | 58,3 |
| Aggressione Verbale/Discriminazione | 25,0 |
| Sfruttamento/Discriminazione | 8,4 |
| Rapina | 8,3 |
| Totale | 100,0 |
| Nei primi mesi del 2000 sono stati registrati 261 casi di violenza. Fonte: Elaborazione Caritas/Dossier Statistico Immigrazione su dati Manconi Sorice "Gli atti di violenza contro gli stranieri in Italia". | |
I MINORI, LA SCUOLA, LE LINGUE
Nei periodo
1996-2000 i minori sono aumentati con un ritmo più sostenuto (120%) rispetto
agli immigrati residenti, passando da 125.565 a 277.976. Nel 2000 hanno influito
in tal senso sia la venuta del figli dall'estero (più di 22.000), sia
le nascite di figli da entrambi i genitori immigrati (25.916). L'incidenza dei
minori immigrati, pari ai 19% della popolazione straniera, e più alta
nel Nord e raggiunge valori tra il 24 e il 27% in varie province lombarde.
Un problema molto serio è quello dei minori non accompagnati, che spesso
vengono in Italia con il consenso dei genitori, interessati a sostenere il reddito
delle loro famiglie: in netta prevalenza si tratta di albanesi. Nel 2000 ne
sono stati segnalati 8.307 dall'apposito Comitato e altri 4.621 nei primi cinque
mesi dei 2001. Strettamente legata alla questione della famiglia degli immigrati
è quella della scuola, dove le mamme immigrate trovano delle difficoltà
spesso da noi non avvertite, perché nella cultura di origine i loro ruoli
erano diversi: il contatto con gli insegnanti e con i genitori dei bambini italiani
potrebbe essere funzionale a favorire cambiamenti graduali e condivisi.
Gli studenti figli di immigrati, che erano 25.756 nell'anno scolastico 1991-
92, sono diventati cinque volte di più nell'anno scolastico 2000-2001
(147.406), con 28.000 unità in più rispetto all'anno precedente.
Nelle regioni del Nord si riscontra una loro più alta concentrazione:
circa i due terzi del totale nazionale e un'incidenza del 3% sulla popolazione
scolastica complessiva.
La ripartizione per gradi di scuole è la seguente: materne 20%, elementari
44%, medie 24% e superiori 12%. Notevole è la dispersione tra le etnie
(182), i credi religiosi (18) e anche le lingue.
L'Osservatorio delle lingue immigrate dell'Università per stranieri di
Siena ha proceduto al censimento delle lingue effettivamente parlate dai primi
30 gruppi nazionali di immigrati, contandone 182. La nuova configurazione assunta
dalle strutture di comunicazione nella nostra quotidianità è una
novità importante che richiede politiche culturali molto accorte.
|
MINORI
E STUDENTI STRANIERI (2000)
|
||||
|
Area
|
Minori
|
Inc.
% sugli immigrati
|
Studenti
|
Inc.
% su pop. scol.
|
|
Nord
Ovest
|
98.423
|
20,1
|
54.934
|
2,9
|
|
Nord
Est
|
71.574
|
21,6
|
40.507
|
3,2
|
|
Centro
|
70.350
|
16,8
|
37.814
|
2,6
|
|
Sud
|
22.770
|
16,0
|
9.795
|
0,4
|
|
Isole
|
14.859
|
17,9
|
4.356
|
0,4
|
| N.B. I dati Statistici sui residenti sono al 3-12-2000, quelli sulla scuola si riferiscono all'a.s. 2001/2002 Fonte: Elaborazione Caritas/Dossier Statistico Immigrazione su dati ISTATe Ministero Pubblica Istruzione | ||||
UN PERICOLO PER LA SALUTE E PER LA FEDE ?
Gli immigrati
non costituiscono una minaccia per la salute degli italiani.
Per la prima volta sono stati forniti dal Ministero della Sanità i dati
relativi a ricoveri ospedalieri (relativi al 1998), dai quali si ricavano che
i ricoveri di cittadini stranieri sono stati 238.000 con un'incidenza del 2%
sui totale dei ricoveri, e quindi in misura non superiore alla loro incidenza
sulla popolazione residente, indice questo di una buona salute; questa considerazione
viene rafforzata dal fatto che tra i ricoverati non residenti (27% dei casi)
è compresa anche una quota di irregolari.Le cause principali di ricoveri
sono degli eventi fisiologici: la gravidanza e il parto, i traumatismi e le
fratture. Questi dati servono anche a ridimensionare le paure nutrite nei confronti
degli immigrati come focolai di infezioni (tubercolosi e AIDS). Un'altra infezione,
della quale si crede che gli immigrati siano portatori, si colloca a livello
religioso. Non è corretto parlare di "invasione islamica" innanzi
tutto per motivi statistici: secon-do la stima della Fondazione Migrantes i
cristiani sono il 48% (814.000), i musulmani il 37% (621.000), i seguaci di
religioni orientali il 7% (115.000). Ogni 10 cristiani, all'incirca 5 sono cattolici,
3 ortodossi e 2 protestanti.
Inoltre la coabitazione delle differenze religiose, correttamente inquadrata,
può assumere un significato positivo tanto per gli italiani che per i
nuovi venuti, rafforzando in tutti l'impegno per vivere la propria fede in un
contesto pluralistico, caratterizzato dall'accettazione dell'altro.
Per quanto riguarda l'islam, nei cui confronti i drammatici atti terroristici
dell'11 settembre negli USA hanno aumentato la diffidenza, nel Dossier viene
ripresa una meditata analisi del Centro Ambrosiano di Documentazione Religiosa,
che illustra l'evoluzione che sta caratterizzando positivamente l'Unione delle
Comunità ed Organizzazioni islamiche in Italia sulla base delle condizioni
di vita dei paesi occidentali, secondo una originale reinterpretazione dei testi
dell'islam.
|
REGIONE
DOVE GLI IMMIGRATI CRISTIANI SONO MAGGIORITARI (31.12.2000)
|
|||
| Regione |
%
Crisitiani
|
Regione |
%
Crisitiani
|
| Piemonte |
45,0
|
Umbria |
51,0
|
| Lombardia |
44,0
|
Marche |
47,3
|
| Liguria |
54,7
|
Lazio |
62,8
|
| Trentino Alto Adige |
57,1
|
Abruzzo |
52,6
|
| Veneto |
47,2
|
Campania |
47,4
|
| Friuli |
68,5
|
Molise |
46,2
|
| Toscana |
44,1
|
ITALIA |
48,2
|
|
REGIONE
DOVE GLI IMMIGRATI MUSULMANI SONO MAGGIORITARI (31.12.2000)
|
|||
| Regione |
%
Musulmani
|
Regione |
%
Musulmani
|
| Val D'Aosta |
48,0
|
Calabria |
58,1
|
| Emilia Romagna |
48,3
|
Sicilia |
45,4
|
| Basilicata |
55,5
|
Sardegna |
44,4
|
| Puglia |
58,3
|
ITALIA |
36,8
|
| Fonte: Stima Migrantes-Caritas/Dossier Statistico Immigrazione su dati Ministero dell'Interno | |||
UN MERCATO DEL LAVORO BISOGNOSO DI NUOVI APPORTI
Il mercato
del lavoro Italiano conta 23.574.000 unità, con un tasso di disoccupazione
medio del
10,6%. i valori estremi sono 113,8% nel Nord Est e il 20-21% nel Sud e nelle
Isole. Per questo motivo 78.712 persone si sono trasferite dal Meridione nel
Nord. La mobilità territoriale è tre volte più alta tra
gli immigrati, riguardando uno ogni 17 iscritti in anagrafe (tra gli italiani
solo 1 ogni 45).
Secondo i dati del Ministero dell'interno al 31 dicembre 2000 sono stati in
cerca di nuovo posto o del primo posto di lavoro 91.040 immigrati, pari al 10,7%
delle persone soggiornanti per motivi di lavoro (l'incidenza è più
bassa tra le donne). Tra l'altro una quota dei disoccupati è costituita
da quelli venuti In Italia alla ricerca di un posto di lavoro. Si può
calcolare che gli immigrati incidono sui disoccupati presenti in Italia secondo
una percentuale in linea con la loro incidenza sulla forza lavoro (3,6 e 840.000
unità). Per alcuni gruppi si riscontra una maggiore incidenza percentuale
tra i disoccupati, Indice delle loro difficoltà nell'in-serimento lavorativo
(paesi maghrebini, Senegal, Bangladesh), per altri avviene il contrario (Romania,
Jugoslavia, Cina, Filippine).
Nel 2000 sono state concesse 58.038 autorizzazioni a persone provenienti dall'estero,
nel 58% del casi per lavori a tempo determinato, così ripartite per settori:
agricoltura 46,6%, industria 18,4% e terziario 35%. Circa 15.000 persone sono
venute a seguito di prestazione di garanzia e 3.568 attraverso le liste di prenotazione
presso le ambasciate. I due terzi delle autorizzazioni sono andate ai Nord Est.
I paesi di provenienza sono stati in prevalenza quelli dell'Est: Romania, Polonia,
Slovacchia, Repubblica Ceca. Per favorire l'incontro tra domanda e offerta di
lavoro è stata costituita presso il Ministero del lavoro l'Anagrafe Informatizzata
dei Lavoratori Extracomunitari (AILE), dove sono già registrati 5.000
albanesi e 3.000 tunisini, previa raccolta e vaglio delle loro qualifiche professionali.
Nel 2000 (dati dell'osservatorio INAIL per i lavoratori extracomunitari sono
stati creati 110.575 nuovi posti di lavoro, risultanti dal saldo tra 512.580
assunzioni e 402.005 cessazioni: si tratta di un saldo positivo dei 28%, che
è un valore più consistente rispetto a quanto si è verificato
per gli italiani. Nel Nord Est è immigrato uno ogni 7 nuovi assunti e
ciò anche perché il lavoro operaio esercita una scarsa attrattiva
tra gli italiani. La ripartizione dei 534.000 lavoratori dipendenti, regolarmente
dichiarati, per settori può essere così calcolata: 5% agricoltura
(quasi in nove casi su dieci a tempo determinato), 32% industria, 63% servizi.
La loro occupazione va aumentando maggiormente nei comparti meno strutturati
(servizi e edilizia). I livelli più alti di occupazione si riscontrano
tra giugno e settembre, specialmente nel commercio (incremento di un terzo).
il loro livello di sindacalizzazione è notevole (223.000 persone ciò
attesta la sintonia degli immigrati con queste organizzazioni, che si sono adoperate
per la loro tutela anche a livello legislativo e hanno contribuito alla costituzione
di una rete territoriale di quadri sindacali immigrati (più di 1.000).
Nel campo del lavoro dipendente il settore più etnicizzato è quello
della collaborazione domestica, dove metà degli occupati (stimabili attualmente
nell'ordine di 130.000) è costituita da immigrati con punte del 75% in
diverse realtà (Roma e Milano, ad esempio): se poi si tenesse conto anche
delle prestazioni svolte in nero (basti pensare alle cosiddette badanti venute
temporaneamente dai paesi dell'Est) l'incidenza percentuale sarebbe ben superiore.
Ogni 10 immigrati soggiornanti per lavoro uno esercita lavoro autonomo (83.269):
in grande prevalenza si tratta di maschi (80%).
|
ITALIA.
ASSUNZIONI, CESSAZIONE DI LAVORO DI LAVORATORI IMMIGRATI (16.3.00/15.3.01)
|
||||
|
Regioni
e Province
|
Assunzioni
|
Cessazioni
|
Saldo
|
%
|
|
Nord
Ovest
|
144.760
|
110.743
|
34.017
|
23,5
|
|
Nord
Est
|
185.343
|
149.571
|
35.772
|
19,3
|
|
Centro
|
104.479
|
82.903
|
21.576
|
20,7
|
|
Sud
|
36.353
|
30.650
|
5.793
|
15,9
|
|
Isole
|
13.703
|
10.613
|
3.090
|
22,5
|
| Fonte: Elaborazione Caritas/Dossier Statistico Immigrazione su dati INAIL | ||||
LAVORO E CONTIRIBUTI PREVIDENZIALI
Rispetto ai lavoratori immigrati che effettivamente lavorano, quelli coperti da contribuzione previdenziale sono molto meno (400.000 secondo gli archivi dell'INPS, quasi 200.000 in più secondo gli studiosi). Questo richiama in maniera preoccu-pante la diffusa pratica del lavoro nero in Italia. Secondo una proiezione dell'ISTAT le unità lavorative non in regola con la contribuzione sarebbero complessivamente 3,5 milioni, delle quali - secondo un nostro calcolo - 350/400.000 immigrati (circa un sesto del totale), con notevole concentrazione nel servizi e una forte tendenza alla crescita in agricoltura. li mancato pagamento dei contributi, oltre a essere di pregiudizio all'istituto assicuratore, costituisce un grave danno per gli immigrati in quanto non solo influisce negativamente sulle loro future pensioni ma li priva anche della garanzia del soggiorno e dl altri benefici legali.
|
ITALI.
RIPARTIZIONE PER SETTORE DEI LAVORATORI REGOLARI IN ITALIA. (STIMA 2000)
|
||
| Settore | % addetti | Stima addetti |
| Agricoltura | 12,9 | 63.919 |
| Industria | 27,9 | 142.509 |
| Servizi | 59,2 | 327.671 |
| Totale | 100,0 | 537.099 |
| Fonte: Elaborazione Caritas/Dossier Statistico Immigrazione sulla base di fonti diverse | ||
I contributi
versati dai lavoratori immigrati costituiscono una realtà di tutto rispetto
(più di 3.000 miliardi di lire l'anno) ma non possono essere considerati
il perno del risanamento della gestione pensionistica perché continua
ad aumentare l'incidenza degli anziani sulla popolazione attiva.
Mentre a livello di forze lavoro gli immigrati non raggiungono il 4%, superano
tale soglia per quanto riguarda l'incidenza sui casi di indennizzo per infortuni
(4,8% nel 1999 e un preoccupante 6,9% nel 2000), indice questo del fatto di
essere chiamati a svolgere i lavori più gravosi e più pericolosi,
specialmente nei settore delle costruzioni e dell'industria metallurgica, dove
è particolarmente alta l'incidenza degli immigrati negli infortuni mortali.
A loro volta gli immigrati costituiscono, con le rimesse, una sorta di assicurazione
per i familiari rimasti in patria: nel 2000 hanno inviato 1.139 miliardi di
lire, somma che, riferita alle persone soggiornanti in Italia per motivi di
lavoro, equivale all'invio di circa 100 mila lire al mese attraverso i canali
ufficiali e forse altrettante attraverso altri canali.
Immigrazione e dimensione territoriale. I rapporti regionali inseriti nel "Dossier
2001" contengono molti spunti che aiutano a inquadrare le peculiari caratteristiche
dell'insediamento degli immigrati nei vari contesti territoriali. Nuove e vecchie
presenze (Piemonte). Ai gruppi storici (Marocco, Albania, Perù, Cina)
si è aggiunta nel corso degli anni '90 la Romania, che a Torino è
diventata la seconda aggregazione dopo quella marocchina.
Figlio di immigrati un minore ogni dieci (Lombardia). Questa regione non si
caratterizza solo per una forte presenza per motivi di lavoro (72%): In Lombardia
si trova anche un quarto dei minori stranieri di tutta Italia (quasi 40.000).
Un apporto lavorativo indispensabile (Veneto). I lavoratori extracomunitari
occupati alla fine del 2000 (65.000) sono aumentati del 35%. Per il 53,2% si
tratta di contratti a tempo indeterminato e per i tre quarti di maschi.
I consistenti rivoli delle rimesse (Toscana). Tra le famiglie filippine di Livorno
il 37% del reddito è devoluto al sostegno dei familiari rimasti in patria:
l'importo è pari a 870.000 lire mensili i bisogni diversi delle prime
ondate e dei nuovi flussi (Lazio). Gli Immigrati stabili, Interessati alla valorizzazione
delle loro specificità culturali, al potenziamento dell'associazionismo
e dei suoi progetti, a interventi di mediazione culturale: perciò bisogna
superare l'emergenza.
Un crocevia di religioni differenti (Campania). A Napoli la chiesa cattolica
si è adoperata per trovare cappellani e chiese per diverse comunità
di immigrati. Per gli srilankesi di religione buddista, vi è un tempio
buddista. Per i musulmani funzionano tre moschee.
Gli interrogativi sul caso Albania (Puglia). In questa regione dove gli albanesi
sono il gruppo più consistente, bisogna interrogarsi perché, dopo
i primi sbarchi accolti con simpatia nel mese di marzo 1991, si sia sviluppata
un'avversione molto dura.
La città più araba d'Italia (Sicilia). La città più
araba d'Italia è Mazara del Vallo, dove su 52.000
abitanti 3.000 sono gli immigrati, In prevalenza tunisini insediatisi stabilmente
a partire dal 1968.
|
INDICI
DEI MODELLI DI INSEDIAMENTO TERRITORIALE
|
||||||||
|
Piemonte
|
Lombardia
|
Veneto
|
Toscana
|
Lazio
|
Campania
|
Puglia
|
Sicilia
|
|
| Iscrizione anagrafe |
+
|
+
|
-
|
+
|
-
|
-
|
-
|
+
|
| Sogg da + di 5 anni |
-
|
+
|
-
|
+
|
+
|
-
|
-
|
-
|
| Immigrati anziani |
+
|
+
|
+
|
+
|
-
|
+
|
+
|
+
|
| Presenza donne |
-
|
-
|
-
|
+
|
+
|
+
|
-
|
-
|
| Coniugati |
+
|
+
|
+
|
+
|
-
|
+
|
+
|
+
|
| Coniugati con prole |
+
|
+
|
-
|
+
|
-
|
-
|
+
|
-
|
| Presenza Minori |
+
|
+
|
+
|
+
|
-
|
-
|
-
|
-
|
| Presenza a scuola |
+
|
+
|
+
|
+
|
+
|
-
|
-
|
-
|
| Matrimoni misti |
+
|
-
|
=
|
+
|
-
|
+
|
=
|
-
|
| Casi cittadinanza |
+
|
-
|
=
|
+
|
-
|
-
|
-
|
-
|
| Iscrizione collocamento |
-
|
+
|
+
|
+
|
+
|
-
|
-
|
-
|
| Tasso avviamento |
-
|
=
|
+
|
+
|
-
|
-
|
-
|
-
|
| Invio rimesse |
-
|
-
|
-
|
+
|
+
|
-
|
+
|
+
|
| I dati presi a base della ricerca si riferiscono al 1999. Fonte: Ricerca del Cnel-Caritas/Dossier Statistico Immigrazione | ||||||||
IL RISPARMIO DEGLI IMMIGRATI E I PAESI D'ORIGINE: "IL CASO ITALIANO"
ITALIA. RIMESSE IMMIGRATI
|
REGIONE
|
Rimesse
2000 in milioni
|
Importo
procapite in migliaia *
|
Rimesse
per regione
|
REGIONE
|
Rimesse
2000 in milioni
|
Importo
procapite in migliaia
|
Rimesse
per regione
|
||||
|
LIRE
|
EURO
|
LIRE
|
EURO
|
%
|
|
LIRE
|
EURO
|
LIRE
|
EURO
|
%
|
|
|
Val
D'Aosta
|
551
|
0,3
|
191.848
|
91,9
|
0
|
Lazio
|
341.773
|
175,5
|
1.148.030
|
591,4
|
30,0
|
|
Piemonte
|
23.365
|
12,7
|
229.451
|
118,5
|
2,1
|
Centro
|
428.540
|
221,3
|
665.800
|
343,9
|
37,5
|
|
Lombardia
|
330.331
|
170,8
|
881.560
|
456,3
|
29,0
|
Abruzzo
|
15.214
|
8,4
|
704.834
|
384,0
|
1,4
|
|
Liguria
|
22.444
|
11,6
|
476.285
|
246,0
|
2,0
|
Campania
|
26.699
|
13,8
|
322.260
|
156,4
|
2,3
|
|
Nord
Ovest
|
376.881
|
194,5
|
715.192
|
358,4
|
33,1
|
Molise
|
4.499
|
2,3
|
1.816.830
|
906,3
|
0,4
|
|
Tre.
Alto A.
|
16.250 |
8,4
|
420.592
|
217,2
|
1,4
|
Basilicata
|
1.367
|
0,7
|
359.099
|
185,5
|
0,1
|
|
Veneto
|
82.584
|
32,3
|
368.108
|
190,7
|
5,5
|
Puglia
|
43.571
|
22,5
|
1.009.331
|
520,8
|
3,9
|
|
F.
V. Giulia
|
20.263
|
10,9
|
383.700
|
198,2
|
1,9
|
Calabria
|
11.738
|
6,1
|
630.896
|
325,7
|
1,0
|
|
E.
Romagna
|
58.912
|
80,4
|
428.909
|
221,5
|
5,2
|
Sud
|
104.066
|
53,7
|
598.452
|
389,1
|
9,1
|
|
Nord
Est
|
157.999
|
81,8
|
396.705
|
204,9
|
13,9
|
Sicilia
|
59.007
|
30,5
|
975.048
|
503,6
|
5,2
|
|
Toscana
|
87.391
|
34,8
|
492.429
|
249,2
|
5,9
|
Sardegna
|
12.450
|
6,4
|
895.705
|
482,6
|
1,1
|
|
Umbria
|
5.847
|
3,1
|
185.666
|
85,6
|
0,5
|
Isole
|
71.460
|
37,0
|
950.226
|
496,0
|
6,3
|
|
Marche
|
13.529
|
7,0
|
311.233
|
160,7
|
1,2
|
TOTALE
|
1.138.756
|
675.176
|
348,7
|
100,0
|
|
| * importo riferito a tutta la popolazione immigrata, minori inclusi: 1.687.000 secondo la stima Caritas al 31.12.2000 | |||||||||||
| FONTE: Elaborazione Caritas Roma/Dossier Statistico Immigrazione su dati Ufficio Italiano Cambi e Ministero Interno | |||||||||||
ITALIA. RIMESSE DEGLI IMMIGRATI PER AREE DI DESTINAZIONE
|
AREA
CONTINENTALE
|
RIMESSE
2000 MILIONI
|
IMPORTO
PRO CAPITE 2000
|
|||
|
LIRE
|
EURO
|
%
|
*
LIRE
|
EURO
|
|
| Unione Europea |
311.831
|
161,0
|
27,4
|
2.054.000
|
1060,8
|
| Est Europa |
23.514
|
12,1
|
2,0
|
62.000
|
32,0
|
| Altri Paesi Europei |
61.555
|
31,8
|
5,4
|
2.533.000
|
1308,2
|
| EUROPA |
373.386
|
192,8
|
32,8
|
671.000
|
346,5
|
| Nord Africa |
47.137
|
24,3
|
4,2
|
187.000
|
96,5
|
| Altri Paesi Africani |
21.235
|
10,9
|
1,8
|
159.000
|
82,1
|
| AFRICA |
68.372
|
35,3
|
6,0
|
177.000
|
91,4
|
| Estremo Oriente |
492.525
|
254,4
|
43,8
|
3.455.000
|
1784,3
|
| Subcontinente Indiano |
3.924
|
2,0
|
0,3
|
38.000
|
19,6
|
| Vicino e Medio Oriente |
3.500
|
1,8
|
0,3
|
131.000
|
67,6
|
| ASIA |
499.949
|
258,2
|
43,9
|
1.801.000
|
930,1
|
| Nord America |
160.097
|
82,7
|
14,1
|
3.194.000
|
1649,6
|
| America Latina |
24.226
|
12,5
|
2,1
|
211.000
|
109
|
| AMERICA |
184.323
|
95,2
|
16,2
|
1.118.000
|
577,4
|
| OCEANIA |
12.630
|
6,5
|
1,1
|
5.014.000
|
2589,5
|
| Paesi non classificati |
55
|
0,03
|
-
|
1.175.000
|
606,8
|
| TOTALE |
1.138.715
|
588,1
|
100,0
|
820.000
|
423,5
|
| L'importo procapite, rapportato agli 850.715 soggiornati per lavoro, è pari a £ 1.339.000 | |||||
| FONTE: Elaborazione Caritas Roma/Dossier Statistico Immigrazione su dati di varie fonti | |||||
| Per ordinazioni del dossier e informazioni rivolgersi alla Caritas di Roma: |
| tel. 06/69886158 - fax 06/69886375 |
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