Statistiche demografiche ISTAT 2003

 

Fonte: ISTAT

 

Bilancio demografico nazionale
Tabella 1
 
Tabella 2
 
Tavole da 1 a 7

 

 

Bilancio demografico nazionale

Anno 2002

 

L'Istituto nazionale di statistica comunica i dati relativi alla popolazione residente in Italia risultanti dalleregistrazioni anagrafiche degli individui negli 8.101 comuni al 31 dicembre 2002. Tali dati sono calcolati a partire dalla popolazione legale dichiarata sulla base delle risultanze del 14° Censimento generale della popolazione effettuato il 21 ottobre 2001 (DPCM del 2 aprile 2002 pubblicato sulla G.U.). Il calcolo è effettuato sulla base dei dati relativi al movimento naturale (iscrizioni per nascita e cancellazioni per morte) e migratorio (iscrizioni e cancellazioni per trasferimento di residenza) verificatesi nei comuni nel periodo 22 ottobre - 31 dicembre 2001 e nell'anno 2002.

Al 31 dicembre 2002 la popolazione complessiva risulta pari a 57.321.070 unità, mentre alla stessa data del 200l ammontava a 56.993.742 residenti. Alla fine dell'anno 2002 la distribuzione della popolazione residente per ripartizione geografica assegna ai comuni delle regioni del Nord-ovest 15.033.085 abitanti (il 26,2 per cento del totale), a quelli del Nord-est 10.749.711 (il 18,8 per cento) al Centro 10.980.912 (il 19,2 per cento), al Sud 13.947.599 (il 24,3 per cento) ed alle Isole 6.609.763 (1'11,5 per cento).

Tabella 1. Popolazione residente al 31 dicembre 2001 e 2002, per ripartizione geografica

-
Popolazione al 31.12.2001
Popolazione al 31.12.2002
Variazione annua
-
-
V. A.
%
Nord - ovest
14.936.446
15.033.085
96.639
0,6
Nord - est
10.638.518
10.749.711
111.193
1,0
Centro
10.911.436
10.980.912
69.476
0,6
Sud
13.910.826
13.947.599
36.773
0,3
Isole
6.596.516
6.609.763
13.247
0,2
Italia
56.993.742
57.321.070
327.328
0,6
 
-
Saldo naturale
Saldo migratorio
Saldo delle rettifiche post censuarie e degli altri motivi
-
-
con l'estero
con l'interno
-
Nord - ovest
- 21.601
60.441
33.171
24.628
Nord - est
-11.256
52.696
49.490
20.263
Centro
-15.304
42.684
22.274
19.822
Sud
24.431
14.083
- 27.985
26.244
Isole
4.535
3.514
- 12.363
17.561
Italia
- 19.195
173.418
64.587
108.518

 

Complessivamente, nel corso del 2002 è stata registrata una variazione demografica positiva, pari a +327.328 abitanti (0,6 per cento), determinata dal saldo del movimento naturale di -19.195 unità, dal saldo del movimento migratorio con l'estero di +173.418 e da un incremento dovuto alle rettifiche post-censuarie (+108.518). Inoltre si rileva un saldo positivo fra iscritti e cancellati per l'interno pari a +64.587, tipico degli anni immediatamente successivi alla rilevazione censuaria.

Rispetto all'anno precedente, tutte le ripartizioni presentano variazioni positive ed i maggiori incrementi si sono verificati nelle regioni del Nord-est (+1,0 per cento), del Nord-ovest e del Centro (+0,6 per cento).

Il saldo naturale

Anche quest'anno, come avviene ormai da 10 anni, a partire cioè dal 1993, il saldo naturale risulta negativo. Il numero dei nati vivi nel corso del 2002 è stato di 538.198 unità (con un aumento di 2.916 nati rispetto all'anno precedente) e quello dei decessi di 557.393 unità (+9.139 rispetto all'anno precedente).

Tra le regioni del Nord-ovest si registra in Lombardia l'unico saldo naturale positivo (+ 1.151). Nelle regioni del Nord-est il Trentino Alto-Adige e il Veneto hanno un saldo naturale positivo, con valori rispettivamente pari a +2.323 e +1.100. Le regioni del Centro presentano tutte, tranne il Lazio (+362) saldi naturali negativi. Tra le regioni del Mezzogiorno, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia presentano un saldo naturale positivo, al contrario Abruzzo, Molise, Basilicata e Sardegna presentano saldi naturali negativi.

La natalità

Il tasso di natalità varia da 7,3 nati per mille abitanti in Liguria a 11,4 in Campania, rispetto ad una media nazionale di 9,4 per mille. Tra le regioni del Nord-ovest il tasso di natalità più elevato si registra in Lombardia (9,6 per mille). Nelle regioni del Nord-est registrano un tasso di natalità superiore alla media nazionale il Trentino-Alto Adige (10,9 nati per mille abitanti) e il Veneto (9,5 per mille). Le regioni del Centro presentano tutte, tranne il Lazio (9,5 per mille), un tasso di natalità con valori inferiori alla media nazionale. Nelle regioni del Sud, i tassi di natalità più elevati sono quelli di Campania e Puglia (11,4 e 10,0 per mille). Infine, la Sicilia presenta un tasso di natalità superiore alla media nazionale (10,3 per mille) mentre la Sardegna ha un valore pari appena all'8,0 per mille.

La mortalità

L'altra componente del saldo naturale, la mortalità, presenta valori più elevati nelle regioni a più forte invecchiamento. I tassi di mortalità variano da 7,9 morti ogni mille abitanti in Puglia a 13,6 morti in Liguria, rispetto ad una media nazionale di 9,8 morti per mille abitanti. Le regioni delle ripartizioni del Nord-ovest, Nord-est e Centro presentano tutte un tasso di mortalità superiore alla media nazionale, tranne la Lombardia, il Veneto, il Trentino-Alto Adige ed il Lazio. Diversamente, nelle regioni del Sud e nelle Isole il tasso di mortalità è inferiore alla media nazionale con l'eccezione di Abruzzo e Molise. Anche in questo caso, come per la natalità, la mortalità rilevata è quella dei soli residenti, indipendentemente dal luogo in cui avviene il decesso (sia in Italia, nel luogo di residenza o in altro comune, sia all'estero) e non vengono conteggiate le morti, così come le nascite, avvenute in Italia, di persone non residenti.

Le migrazioni estere

L'incremento demografico del nostro paese è garantito dalle immigrazioni che sono largamente superiori alle emigrazioni. Nel corso del 2002 sono immigrate in Italia 222.801 persone, mentre ammontano a 49.383 le migrazioni di persone residenti nel nostro paese verso l'estero.

Il bilancio con l'estero è positivo per tutte le regioni ed il tasso migratorio estero varia da 0,5 per mille in Sicilia a 5,2 per mille nella provincia autonoma di Trento, rispetto ad una media nazionale del 3,0 per mille. Tutte le regioni del Nord (tranne la Valle D'Aosta) e del Centro presentano tassi migratori esteri superiori alla media nazionale. Viceversa, tutte le regioni del Mezzogiorno, eccettuato l'Abruzzo (3,3 per mille), presentano valori fortemente inferiori alla media.

Le migrazioni interne

Nel corso del 2002 i trasferimenti di residenza interni hanno coinvolto più di 1 milione e 200 mila persone ed hanno evidenziato uno spostamento di popolazione dalle regioni del Mezzogiorno a quelle del Nord e del Centro.
Il tasso migratorio interno oscilla tra il -4,0 per mille della Calabria ed il 6,6 per mille dell'Emilia Romagna.

Complessivamente si registra un'eccedenza di iscrizioni rispetto alle cancellazioni anagrafi che. Questa è dovuta a un recupero del ritardo delle iscrizioni verificatosi negli ultimi due mesi del 2001: come avviene nei periodi in cui i comuni sono impegnati nelle operazioni censuarie, per effettuare le nuove iscrizioni anagrafiche si attende il completamento di tutte le necessarie verifiche. A ciò si aggiunge lo sfasamento temporale, che si verifica correntemente, generato dal fatto che uno stesso evento viene contabilizzato da comuni diversi in momenti diversi. La somma dei tassi migratori interno ed estero indica nell'Emilia Romagna (11,4 per mille) la regione più attrattiva, seguita da Friuli-Venezia Giulia (9,6 per mille) e da due regioni del Centro: Umbria (9,5 per mille) e Marche (9,4 per mille).

Rettifiche post-censuarie ed altre iscrizioni/cancellazioni

Il forte incremento di popolazione registrato nel 2002 è dovuto in parte alle rettifiche post-censuarie, ossia al saldo tra le iscrizioni di persone residenti sfuggite al censimento e le cancellazioni di persone censite più volte o censite in un comune dove non avevano l'effettiva residenza. Inoltre, alle iscrizioni vanno aggiunte quelle di persone che chiedono nuovamente di essere iscritte in anagrafe dopo essere state cancellate perché non trovate in seguito ad accertamenti; alle cancellazioni vanno aggiunte quelle di quanti sono risultati irreperibili in seguito agli stessi accertamenti. In totale si tratta di 152.821 iscrizioni e 44.303 cancellazioni che producono un incremento di 108.518 residenti, pari a un terzo dell'incremento registrato nel corso dell'anno.

Comuni per classe di ampiezza demografica

La quota più ampia di popolazione risiede in comuni con più di 50 mila abitanti (19.634.095 pari al 34,2 per cento), dei quali più di due terzi vive in comuni con oltre 100 mila abitanti. Un'analoga quota di popolazione risiede nei comuni di media ampiezza, compresa fra i 10 mila ed i 50 mila abitanti: si tratta di 19.004.839 residenti pari al 33,2 per cento del totale. Infine, nei 5.826 piccoli comuni con meno di 5 mila abitanti risiedono 10.593.226 persone (il 18,5 per cento della popolazione).

Comuni capoluogo e grandi comuni

I 103 comuni capoluogo di provincia sono nella maggior parte compresi nelle classi di ampiezza demografica più elevate. La popolazione in questi comuni, pari a quasi 17 milioni di abitanti è aumentata di 12.630 abitanti nel corso del 2002, con un incremento pari allo 0,7 per cento, mentre negli altri comuni si è registrato un incremento pari al 7,8 per cento.

Tabella 2 - Numero di comuni e popolazione residente per classe di ampiezza demografica al 31.12.2002

Classi di ampiezza demografica
Comuni
Popolazione residente
Variazioni sul 2001
-
-
-
N° di comuni
Popolazione
-
V. a.
%
V. a.
%
-
V. a.
%
Fino a 5 mila
5.826
71,9
10.593.226
18,5
- 8
15.669
0,1
5.001 - 10 mila
1.154
14,2
8.088.910
14,1
- 1
34.078
0,4
10.001 - 50 mila
983
12,1
19.004.839
33,2
+ 8
201.595
1,1
50.001 - 100 mila
95
1,2
6.317.517
11,0
0
- 22.019
- 0,3
oltre i 100 mila
43
0,5
13.316.578
23,2
+ 1
98.005
0,7
Totale
8.101
100,0
57.321.070
100,0
0
327.328
0,6

 

In particolare il saldo naturale dei comuni capoluogo risulta complessivamente negativo, e genera un tasso di crescita naturale pari a -1,5 per mille, mentre il saldo migratorio risulta positivo, con un tasso migratorio pari a +2,3 per mille. Se si analizzano i 13 grandi comuni che all'inizio del 2002 avevano una popolazione superiore ai 250 mila abitanti, si può osservare che vi risiedono più di 9 milioni di abitanti, pari al 16 per cento del totale.

Nei grandi comuni l'andamento demografico nel corso dell'anno risulta inverso rispetto a quello del resto del paese. Infatti la popolazione di questi comuni ha una diminuzione complessiva di quasi 25 mila abitanti, pari a -0,3 per cento.

Tutti i grandi comuni presentano un saldo naturale negativo, un saldo migratorio con l'interno negativo, dovuto principalmente ai trasferimenti di residenti nei comuni limitrofi, ed un saldo migratorio con l'estero positivo.

La combinazione di queste voci di bilancio produce un decremento di popolazione. Tuttavia sono da rilevare alcune eccezioni. Il comune di Napoli rappresenta l'unico caso in cui tutte le voci di bilancio sono positive e producono un tasso di crescita del 3,8 per mille. I comuni di Bari e Palermo, pur presentando saldi naturali positivi, hanno tassi di crescita negativi dovuti alle migrazioni interne che ne sottraggono popolazione. Infine, vanno rilevati i casi di Bologna e Verona nei quali il saldo migratorio con l'estero riesce a portare in attivo una popolazione depauperata da saldi naturali e migratori interni negativi.

I dati del bilancio demografico per ciascun comune sono disponibili sul sito web www.demo.istat.it alla voce "bilancio demografico"


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