Dati Statistici ISTAT 2001

 

Fonte: ISTAT

 

 
Presenza Regolare
 
 
Permessi di Soggiorno
 

 

 

Gli stranieri in Italia

1.1 La dimensione della presenza regolare

Nel corso degli anni novanta il numero degli stranieri presenti in Italia con un regolare permesso di soggiorno è passato dalle circa 350mila unità di fine anni '80, ad 1milione 341mila all'inizio del 2000, come risulta dalle ultime elaborazioni condotte dall'Istat sui dati forniti dal Ministero dell'Interno. La popolazione straniera si è quindi incrementata di quasi 1milione di individui, circa la metà dei quali ha beneficiato almeno di uno dei provvedimenti legislativi adottati nell'ultimo decennio allo scopo di ridurre l'area dell'illegalità (legge Martelli n.39 del febbraio 1990, decreto Dini n. 489 del novembre 1995, DPCM del 16 ottobre 1998). E' andato così aumentando anche il numero di coloro che si sono trovati nelle condizioni per ricomporre la famiglia ed i ricongiungimenti familiari costituiscono ormai uno dei principali motivi d'ingresso in Italia, soprattutto per le donne straniere. Tale tendenza ed il crescente numero di nati da coppie straniere segnalano una popolazione più stabile in cui va accentuandosi il peso dei minorenni. Di conseguenza, l'ammontare dei permessi di soggiorno diviene sempre meno adeguato a rappresentare la reale entità della presenza straniera in quanto i minorenni sono registrati nell'archivio del Ministero dell'Interno soltanto se in possesso di un permesso di soggiorno individuale mentre, nella maggior parte dei casi, sono genericamente segnalati sul permesso dei genitori. Così, al 1° gennaio 2000, i minori conteggiati con i permessi di soggiorno sono meno di 60mila, mentre nelle anagrafi comunali ne risultano iscritti circa 230mila.

Una valutazione più attendibile della popolazione straniera si può quindi ottenere sostituendo il dato dei permessi di soggiorno riferito ai minorenni con quello anagrafico, incrementato di una percentuale intorno al 4% per tener conto di bambini presenti in Italia, ma non registrati in anagrafe (ad esempio, i figli di donne nordamericane coniugate con connazionali militari NATO). Inoltre, occorre considerare che nel 1999 è iniziato l'esame delle 250mila domande presentate a seguito dell'ultima legge di regolarizzazione e, secondo le informazioni del Ministero dell'Interno, agli inizi del 2001 risultano essere state accolte 215mila istanze, soltanto una minima parte è stata respinta, mentre altre, di più complessa definizione, sono oggetto di ulteriori verifiche. Tuttavia, allorché l'Istat ha definito lo stock dei permessi di soggiorno al 1° gennaio 2000, nell'archivio centrale del Ministero dell'Interno risultavano registrati circa 195mila permessi di regolarizzazione;

Grafico 1.1 - Popolazione straniera regolarmente presente in Italia, per sesso e classe di età, al 1° gennaio 2000 (numero)

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Il capitolo è stato redatto da Sergio Carfagna

pertanto, sono almeno altri 20mila gli stranieri da considerare regolarmente presenti ad inizio 2000, poiché, avvalendosi della regolarizzazione, hanno dimostrato di essere in Italia già prima del 27 marzo 1998, requisito necessario per beneficiare della menzionata legge.

Peraltro, a causa di forti ritardi nell'aggiornamento dell'archivio informatizzato da parte della Questura di Cuneo, il dato di tale provincia risultava notevolmente sottodimensionato (oltre 8mila i documenti rinnovati o rilasciati per la prima volta durante il 1999, ma ancora non immessi nell'archivio centralizzato del Ministero).

Sulla base di quanto esposto, la popolazione straniera regolarmente presente in Italia al 1° gennaio 2000 si può quindi indicativamente stimare prossima ad 1milione 550mila unità e come si può osservare nel precedente grafico 1.1, in cui ne è stata riprodotta la composizione per sesso e classi di età, essa è caratterizzata da una prevalenza maschile, in particolare nelle età da 30 a 49 anni, ad esclusione delle classi di età più anziane che, tuttavia, rivestono un peso modesto essendo quella straniera una popolazione giovane. La circostanza emerge più chiaramente nel grafico 1.2 in cui è stato operato un confronto per età tra i residenti italiani e quelli stranieri che, secondo l'indagine condotta dall'Istat presso i Comuni, al 1° gennaio 2000 sono 1milione 271mila, pari all'82% di quelli stimati regolarmente presenti sul territorio (percentuale destinata comunque a salire in quanto il dato anagrafico non ha ancora assorbito in pieno gli effetti della regolarizzazione, poiché alla fine del 1999 diversi regolarizzati non erano ancora in possesso del permesso di soggiorno, documento indispensabile per iscriversi nei registri della popolazione residente).

Con l'indagine è possibile conoscere il numero dei minorenni stranieri residenti (230mila), distintamente per sesso ma non per cittadinanza, analisi invece disponibile per il complesso della popolazione straniera residente di cui però non si ha la composizione per singolo anno di età, che si può comunque reputare simile a quella desumibile dai permessi di soggiorno. Si configura così una popolazione residente straniera in cui il 18% dei componenti non raggiunge la maggiore età, mentre solamente il 5,4% supera i 60 anni (contro, rispettivamente, il 17,6% ed il 24% dei residenti italiani). Circa il 65% degli ultrasessantenni proviene da paesi a sviluppo avanzato e sono soprattutto comunitari e svizzeri, rappresentanti di una contenuta ed antica presenza straniera che ha connotazioni del tutto differenti rispetto al processo immigratorio in atto, costituito prevalentemente da comunità originarie da paesi a forte pressione migratoria. La popolazione straniera, comunque, ha il suo punto di forza nelle classi di età maggiormente produttive (il 60% degli individui ha un'età compresa tra 25 e 49 anni, mentre per gli italiani la corrispondente percentuale è pari al 37%).

Grafico 1.2 - Popolazione residente italiana e straniera, per classe di età, al 1° gennaio 2000 (composizione percentuale)

Dati stimati

 

1.2 I permessi di soggiorno

1.2.1 La situazione al 1° gennaio 2000

Nell'anno 1999 sono state rilasciate circa 370mila autorizzazioni al soggiorno, a fronte di 120mila non prorogate (prospetto 1.1), cifre decisamente superiori a quelle registrate nel 1998 (rispettivamente 153mila e 85mila permessi) che si sono tradotte in un saldo positivo per 250mila unità, portando il numero dei permessi di soggiorno al 1° gennaio 2000 ad 1.340.655 unità, con un incremento rispetto all'anno precedente più accentuato per gli uomini (25,8%) rispetto alle donne (19,6%).

Prospetto 1.1 - Permessi di soggiorno. Anni 1992-1999 (migliaia)

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Fonte: elaborazione Istat su dati del Ministero dell'Interno

(a) I dati degli anni 1995, 1996, 1997 e 1998 comprendono permessi di sanatoria concessi in base alla legge 489/95 (legge Dini), stimabili rispettivamente in circa 5mila, 221mila, 14mila e 6mila unità. Il dato dell'anno 1999 include circa 195mila permessi di regolarizzazione rilasciati a seguito del DCPM del 16.10.1998

La forte crescita, in particolare per gli uomini (732.669 al 1/1/2000), è imputabile non tanto a nuovi ingressi quanto ad individui emersi dall'illegalità a seguito dell'ultima regolarizzazione. Si tratta perlopiù di stranieri entrati clandestinamente o rimasti in Italia al termine del periodo autorizzato, anche se non mancano casi di persone munite di un permesso di soggiorno valido, ma che non autorizzava l'attività lavorativa che essi invece svolgevano. Ne consegue che tra i 120mila permessi non rinnovati nel corso del 1999 sono inclusi anche quelli relativi a cittadini stranieri che contemporaneamente hanno ottenuto un nuovo permesso di sanatoria per lavoro e sono quindi compresi nello stock dei presenti ad inizio anno come pure in quello a fine anno non avendo mai abbandonato il territorio. Inoltre, casi di permessi scaduti e validi riferiti ad una stessa persona possono verificarsi allorché, in occasione di richieste di rinnovo presso Questure diverse da quelle di precedente dimora oppure in caso di cambio del motivo della presenza, viene rilasciato un nuovo permesso anziché annotarne la variazione sul vecchio che spesso non viene cancellato o eliminato in ritardo. Appare perciò evidente che i documenti scaduti non possono essere assunti in pieno come misura dei flussi in uscita dal Paese o piuttosto dall'area della regolarità, non essendo possibile verificare quanti stranieri lascino effettivamente l'Italia alla scadenza del permesso di soggiorno.

Per quanto riguarda invece i flussi in entrata nel 1999 occorre distinguere i nuovi permessi da quelli di regolarizzazione. I nuovi arrivi, infatti, sono stati circa 175mila, oltre 20mila in più rispetto all'anno precedente soprattutto a causa dei numerosi ingressi di persone in fuga dalle zone del Kosovo ed accolte per motivi umanitari. Tuttavia, 50mila di tali permessi hanno perso validità nel corso del 1999 stesso, essendo stati concessi per permanenze di breve durata, connesse spesso all'emergenza Kosovo (40% dei 50mila permessi non rinnovati), al lavoro stagionale (15%) ed al turismo (30%), motivo quest'ultimo addotto nel 75% dei casi da cittadini dell'Europa dell'est e dell'America latina.

Sono pertanto 125mila gli stranieri entrati nel 1999 e con permesso ancora in vigore al 1° gennaio 2000, circa 26mila dei quali venuti per lavoro, a fronte dei 56mila per ragioni familiari, in quest'ultimo caso per 3/4 di sesso femminile. Infatti, oltre metà delle 77mila donne è giunta per ricongiungersi al coniuge e solamente il 15% per lavoro; per gli uomini, invece, ambedue i motivi rivestono un peso percentuale abbastanza simile, intorno al 30%. Tra le altre cause minori si registra una netta prevalenza maschile per richiesta di asilo politico e adozione, mentre la situazione volge decisamente a vantaggio delle donne nei casi di turismo, salute e studio (prospetto 1.2).

 

Prospetto 1.2 - Stranieri entrati in Italia nel 1999 con permesso ancora in vigore al 1/1/2000, per sesso e motivo

1.2.2 I motivi della presenza

Analizzando i motivi della presenza per il complesso degli stranieri presenti al 1° gennaio 2000, si nota che i nuovi ingressi hanno inciso prevalentemente sull'incremento dei motivi familiari: 334mila permessi, 23% in più rispetto all'anno precedente, quasi per l'80% rilasciati a donne. Una minima parte della loro crescita è riconducibile all'ultima regolarizzazione che concedeva allo straniero in attività lavorativa irregolare di sanare oltre alla propria posizione anche quella di eventuali familiari a carico a cui, se maggiorenni, è stato concesso un permesso per ragioni familiari. L'anzidetto provvedimento si è comunque riflesso soprattutto sui permessi di lavoro (828mila, per il 70% intestati a maschi) aumentati di 167mila unità, pari a circa il 67% del saldo complessivo tra i due anni (prospetto 1.3).

Prospetto 1.3 - Permessi di soggiorno per motivo della presenza

Il lavoro dunque rimane il motivo prevalente di presenza, ma assume un'importanza molto differente a secondo che si osservi il dato relativo agli stranieri provenienti da paesi a sviluppo avanzato o dal resto del mondo.

Tra i primi, il lavoro, con un numero di permessi quasi equamente ripartito tra maschi e femmine, rappresenta il 34% delle cause di presenza, percentuale di poco superiore a quella registrata per i motivi familiari (31%). Ad essi è invece intestata la quasi totalità dei permessi per residenza elettiva: oltre il 20% dei comunitari e più della metà degli svizzeri in Italia hanno scelto il nostro paese come luogo di residenza e non per ragioni economiche, in diversi casi prendendo tale decisione al termine dell'attività lavorativa, spesso svolta in Italia. Per gli altri motivi si segnala che più del 30% degli stranieri con cittadinanza spagnola sono religiosi, mentre quasi il 40% degli israeliani ed il 30% dei giapponesi sono presenti per studio.

Sull'altro versante, l'83% dei 643mila maschi provenienti da paesi a forte pressione migratoria risulta, a vario titolo, inserito nel mercato del lavoro mentre meno della metà delle 470mila donne è occupata, a fronte di oltre 200mila a carico del marito, anche se non è da escludere che parte di esse svolga una qualche forma di attività lavorativa. Nel complesso, oltre il 90% degli immigrati dai paesi a forte pressione migratoria è in Italia per lavoro o per ragioni familiari; nettamente distanziati seguono i motivi religiosi (33mila permessi), maggiormente diffusi tra indiani, colombiani, brasiliani ed in genere tra cittadini dell'Africa centro-meridonale, e quelli di studio (18mila) che vedono coinvolti in larga misura albanesi, croati e cittadini della Corea del Sud.

Tra i restanti motivi, infine, prevalgono i permessi per asilo politico e per ragioni umanitarie (circa 14mila, in gran numero riferiti ad individui in fuga dal Kosovo o a popolazioni curde della Turchia, dell'Iraq e dell'Iran); si registrano, inoltre, circa 6.500 permessi per adozioni di bambini provenienti per la maggior parte dai paesi dell'est europeo, in particolare dalla Russia, come pure dal Brasile e dalla Colombia, mentre oltre il 60% dei 4.500 permessi per affidamento è stato rilasciato a minorenni albanesi.

1.2.3 L'area geografica di cittadinanza

Esaminando la cittadinanza degli stranieri regolarmente presenti al 1° gennaio 2000 (prospetto 1.4), si nota che il continente più rappresentato, nell'ambito dei paesi a forte pressione migratoria, è l'Africa (390mila presenze), la cui importanza relativa comunque tende a ridursi nel tempo: gli africani erano il 35% del totale degli stranieri presenti al 1° gennaio 1992 (primo anno della serie elaborata dall'Istat sui permessi di soggiorno), quota ormai scesa al 29%. Il 40% di essi proviene dal Marocco, mentre i 34mila egiziani ed i 20mila nigeriani, benché numericamente molto più contenuti, evidenziano una maggiore vivacità di crescita rispetto all'anno precedente (rispettivamente 43% e 54%).

Gli asiatici (257mila permessi) denunciano un incremento percentuale (23,6%) molto prossimo a quello registrato mediamente per gli africani (23,1%), seppure come sintesi di andamenti differenziati: i cittadini dell'Asia occidentale e delle Filippine, paesi di antica immigrazione, mostrano variazioni positive ma inferiori alla media, al contrario, i cittadini del Bangladesh (19mila unità) e del Pakistan (17mila) aumentano di quasi il 60%, mentre i cinesi si fermano al 37%. Cina e Filippine, insieme, raggiungono 124mila presenze e sono quasi la metà degli asiatici in Italia.

Gli immigrati dall'America centro-meridionale costituiscono ormai una comunità consistente, superiore alle 100mila unità e composta in gran parte da peruviani e brasiliani (rispettivamente 29mila e 19mila al 1° gennaio 2000). Il Perù, soprattutto a seguito della regolarizzazione del 1995, è uno dei paesi che ha subito il maggior incremento nel decennio, mentre, nell'ultimo anno, i cittadini dell'Ecuador, con 11mila presenze, hanno uguagliato quelli della Repubblica Dominicana.

Tuttavia, l'area geografica numericamente più consistente e con la maggiore propensione alla crescita è quella dell'Europa centro-orientale: circa 363mila individui, pari al 27% del totale degli immigrati, accresciutisi di oltre 100mila unità in un anno, grazie anche all'ultima regolarizzazione della quale hanno ampiamente beneficiato albanesi e rumeni. Rispetto alla situazione del 1° gennaio 1992, gli albanesi sono passati da 25mila a 133mila unità, i rumeni dalle 8mila presenze alle 61mila attuali.


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