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Coordinamento Nazionale Donne Immigrate ANOLF: "STOP ALLA VIOLENZA SULLE DONNE" in multilingue.

STVIl prossimo 8 marzo ricorre la Giornata Internazionale della Donna, definita, più comunemente, “Festa della Donna” o “Giornata della Donna”, per ricordare tutte le conquiste delle donne in ambito economico, politico e sociale ma anche le discriminazioni e le violenze di cui le donne, purtroppo, continuano ad essere sottoposte in tutto il mondo. Il Coordinamento Donne Immigrate Anolf in sintonia con il Coordinamento Donne CISL continua a battersi contro questa preoccupante realtà "LA VIOLENZA SULLE DONNE". Quest'anno il manifesto del Coordinamento Nazionale Donne ANOLF, Resp.bile donne - Vice Presidente Vicario ANOLF Maria Ilena Rocha, non è a scadenza e varrà fin tanto che esisterà,purtroppo, la violenza per far capire a tutte le donne e agli uomini, che insieme si può dare vita al cambiamento e debellare questa piaga sociale -"Valorizzare dando più opportunità alle donne in tutti i livelli è fondamentale - dichiara Mohamed Saady Presidente Nazionale ANOLF - per contrastare disuguaglianze, discriminazioni e qualsiasi forma di violenza".

 

8 Marzo 2018: "Contrattare più tutele per realizzare la vera conciliazione tra vita e lavoro. Un'opportunità per tutti"

BANNER Manifesto 8 marzo

La violenza contro le donne e le ragazze è una delle violazioni dei diritti umani più diffuse e devastanti - ed è presente in tutto il mondo. Secondo le statistiche, il 35% delle donne è stato vittima di violenza nel corso della propria vita - una percentuale che in alcuni paesi raggiunge addirittura il 70%. Un ostacolo alla parità di genere, allo sviluppo sostenibile, oltre a essere un ostacolo alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

“Contrattare più tutele per realizzare la vera conciliazione tra vita e lavoro, un'opportunità per tutti" è lo slogan adottato quest'anno dalla Cisl in occasione della Giornata Internazionale delle Donne per rilanciare, attraverso il sostegno alla Campagna pubblica della Confederazione Europea dei Sindacati (CES-Etuc), finalizzata all’approvazione della bozza di direttiva sull’equilibrio vita/lavoro dell’Unione Europea, l’impegno della Confederazione su un tema che non deve riguardare solo le donne lavoratrici ma tutti i lavoratori, condizione essenziale per promuovere l’occupazione femminile, la scelta di maternità e la condivisione dei carichi di cura in famiglia.

 

 

 

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“LIS - LABORATORI DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA” ANOLF BARI

Manine-770x400Laboratori di inglese per minori migranti

Martedì 20 febbraio 2018 dalle 17 sede Cisl Bari - via Carulli

 

Inclusione, sostegno e recupero scolastico dei migranti attraverso l’inglese. Sono queste le parole chiave che ha scelto il partner Anolf Bari (Associazione nazionale oltre le frontiere) per sviluppare il Laboratorio di lingua inglese rivolto ad un gruppo di bambini di diverse etnie che prenderà avvio martedì 20 febbraio 2018, a partire dalle ore 16, presso la sede della Cisl di Bari sita in via Carulli, 62.  

Il laboratorio rientra nella prima fase del progetto “LIS - Laboratori di integrazione scolastica” finanziato da Fondazione CON IL SUD nell’ambito del bando Volontariato 2015 Rete Locali e realizzato da una partnership con capofila Anolf Lecce, associazione multietnica di volontariato della Cisl di Lecce, e realizzato insieme alle altre realtà Anolf Foggia, Bari, Assa Anteas, Il Girasole e Vo.Ca (Volontariato Cattolico) di Lecce.

Il laboratorio è destinato ad un gruppo di minori di età compresa tra i 4 e gli 11 anni di diverse nazionalità ed è gestito da Sandrine Mareemootoo, presidente Anolf Bari e da un gruppo di volontari. I laboratori avranno cadenza settimanale e si protrarranno fino a maggio 2018, con ripresa a partire dal prossimo anno scolastico.

“La scelta di dedicare un corso di lingua inglese a questi bambini – dichiara la presidentessa Mareemootoo   è dettata dal fatto che abbiamo voluto far emergere le loro esigenze. Durante la programmazione delle attività abbiamo, infatti, riscontrato la necessità da parte dei genitori e degli alunni di rafforzare la loro conoscenza della lingua inglese. Come Anolf  abbiamo deciso, dunque, di adibire presso la sede Cisl di Bari, una laboratorio con tutto il materiale necessario per svolgere le attività educative e per accoglierli al meglio. Con questi laboratori intendiamo creare un luogo di incontro, nel quale potrà essere bello trascorrere il tempo libero anche oltre l’orario programmato. I laboratori serviranno sicuramente al rafforzamento dell’apprendimento scolastico dei migranti aiutandoli anche a svolgere i loro compiti con un servizio di dopo scuola divertente e all’insegna dell’inclusione”.

 

L.I.S. Laboratori di Integrazione Scolastica, un progetto 2015 – VOL - 1826 capofila ANOLF CISL DI LECCE

3432560 0132 evidenza scuola multietnicaIl Progetto intende essere un percorso di ampliamento della rete informale presente e attiva da diversi anni, attraverso la fruizione di nuovi servizi educativi/laboratoriali per l’integrazione stabile di bambini in condizioni di disagio generato da nuove e vecchie povertà e di sostegno extra- scolastico che ne permetta la crescita e l’istruzione scolastica soprattutto in caso di difficoltà nell’apprendimento o disagio derivante dall’integrazione.

I laboratori forniranno un supporto di doposcuola a tutti i bambini coinvolti assieme ad attività didattiche e ludico – ricreative, improntante su tre assi principali:

- Lingua Italiana: Rafforzamento della lingua italiana anche con lingua di scolarità;

- Musica: Studio pratico della tecnica chitarristica vera e propria al fine di infondere la passione per la chitarra e la musica in generale;

- Teatro: Rafforzare il legame tra i bambini attraverso lo svolgimento di esercizi per l’espressione corporea, la spazialità, la voce, la percezione sensoriale e motoria;

- Arte e Scienza: Realizzazione di piccoli giochi e oggetti artistici, ispirandosi a concetti e procedure scientifiche.

Il progetto vuole puntare su attività di tipo espressivo – sociale che siano incentrate sul divertimento, l’intrattenimento e la semplicità.

 

 

 

 

 

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Analisi comparativa dei sistemi di accoglienza e integrazione dei rifugiati in Europa: i casi di Italia, Grecia e Ungheria nel confronto con Germania, Svezia e Austria

fbd7a467-deca-4cfc-8040-bac50c930570 xlIl Parlamento Europeo ha pubblicato due studi comparativi sul tema dell’integrazione dei rifugiati in Europa focalizzando l’attenzione sui progressi compiuti negli ultimi anni, le principali sfide incontrate e i cambiamenti nelle percezioni delle principali parti interessate. Un primo studio, fotografa i recenti sviluppi nelle politiche di accoglienza ed integrazione dei rifugiati in Grecia, Ungheria e Italia,ovvero dei paesi ritenuti di primo accesso e transito. Il secondo, analizza invece la situazione in Austria, Germania e Svezia. Dall'analisi di Italia, Grecia e Ungheria, emergono alcune similitudini, relative alla posizione geografica, ma anche in riferimento agli aspetti socioeconomici ed occupazionali, difformi ma ugualmente complessi.

Similitudini si riscontrano anche nella gestione delle politiche di accoglienza che per tutti e tre i Paesi sono molto recenti. benchè si evidenzia un approccio molto differente tra i Paesi.

 

L’Italia, nel corso del 2016 è diventato il secondo paese per numero di richiedenti asilo e numero di minori non accompagnati dell’UE28. Nello stesso periodo, la Grecia ha avuto 5 richiedenti ogni 1000 abitanti, con una percentuale molto alta di donne e bambini sotto i 18 anni, ma con molti meno minori non accompagnati rispetto all’Italia. L’Ungheria è il principale punto di ingresso sulla rotta Balcanica nel 2015 ha ricevuto un numero record di domande di asilo (il 14% del totale dell’UE) e in quello stesso anno ha registrato il numero più alto di richiedenti asilo rispetto alla sua popolazione (quasi 18 richiedenti ogni 1000 abitanti). Dopo la chiusura dei suoi confini, nel 2016 il numero di richiedenti asilo è diminuito drasticamente.

Nel secondo studio, si evidenzia invece la situazione di Austria, Germania e Svezia, principali paesi di destinazione, dove, il numero di domande di asilo presentate è diminuito in seguito alle restrizioni dei controlli alle frontiere, alla chiusura della cosiddetta rotta balcanica e all’accordo sui rifugiati UE-Turchia del marzo 2016.

Comparando i due studi, emerge un dato comune, ovvero un forte aumento del numero di dinieghi.  Nel 2016 in Italia il 60,6% delle domande esaminate è stata rigettata, il 76,3% in Grecia e oltre il 91,6% in Ungheria. Meno evidente, ma pur sempre in aumento i dinighi di Austria pari al 28,4%, in Germania al 31,2% e in Svezia al 30,5%, sebbene inferiori a quelli della media europea che si attesta a 39,2%.

 

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