A Foggia task force Anolf e Cisl contro lo sfruttamento della manodopera - Saady: “il Governo si occupi degli invisibili”

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foggia CopDella rivolta dei cinquanta, l'Anolf e la Cisl hanno deciso di farne un modello di lotta per i tanti, troppi, lavoratori sfruttati nelle campagne, stranieri ma anche italiani.

 

"Preferisco morire piuttosto che far vedere dove vivo in Italia". Ngor ha trent'anni ed è arrivato dieci anni fa dal Senegal. Oggi vive nel "Ghetto", un accampamento di baracche poverissime tra Rignano e San Severo, con altri mille africani. Sono arrivati in questo lembo di terra di Capitanata, senz'acqua e servizi, da Paesi come Mali, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Benin, Camerun, Guinea e Senegal. In Italia, sognavano di poter lavorare e vivere dignitosamente nella "terra promessa" tanto sognata, invece sono diventati gli "invisibili" della raccolta del pomodoro, quelli del duro lavoro nei campi, senza diritti né identità. "In Africa, nessuno di noi viveva in condizioni simili", racconta Ngor. "La vita nel Ghetto è durissima. D'inverno, quando nevica, ogni notte si rischia di morire di freddo. D'estate, il forte caldo e la carenza d'acqua sono causa di continui malori, specie tra i più anziani".

Al Ghetto comandano i caporali, lo sanno tutti, a partire dalle forze dell'ordine, che fanno il possibile: nessuno può entrare o uscire di qui senza passare sotto il vigile controllo dei trafficanti di braccia. Una vergogna, tollerata da anni. Ma lo scorso luglio una breccia s'è aperta nel muro di omertà che avvolge la mafia dei campi del Tavoliere. Cinquanta "invisibili" hanno deciso di ribellarsi. Aiutati da padre Arcangelo Maira, scalabriniano dell'ufficio Migrantes della Diocesi di Manfredonia, si sono rivolti all'Anolf e alla Cisl per avviare una vertenza contro l'impresa agricola per cui hanno lavorato tre mesi senza esser pagati un euro nel 2012.
"Oggi- afferma Saady (Presidente Nazionale Anolf) - vogliamo far sentire la nostra vicinanza ai tanti lavoratori immigrati che offrono le proprie braccia per la raccolta del pomodoro, in particolare nella zona tra Foggia e l'Alto Tavoliere di Puglia e che con l'aiuto dell'Anolf e della Cisl territoriale hanno coraggiosamente deciso di ribellarsi allo sfruttamento da parte dei caporali e dei datori di lavoro locali".

A testimonianza del forte impegno, una delegazione Anolf e Cisl ha incontrato il Prefetto di Foggia Luisa Latella portando proposte tese a rafforzare una reciproca collaborazione nella ricerca di soluzioni adeguate per la buona occupabilità nel territorio. Al tavolo hanno partecipato oltre al presidente nazionale Mohamed Saady, Liliana Ocmin, Segretario Confederale Cisl, Mohamed Saady, Presidente nazionale dell'Anolf; Rando Devole, Segretario nazionale della Fai; Giulio Colecchia, Segretario Generale della Cisl di Puglia; Emilio Di Conza, Segretario Generale della Cisl di Foggia; Franco Bambacigno, Segretario Generale della Fai di Foggia; Diego de Mita, Presidente dell'Anolf provinciale

La delegazione ha consegnato un documento al Prefetto, in cui si denuncia la presenza sul territorio di numerosi "ghetti", in cui trova linfa vitale il fenomeno dello sfruttamento della manodopera in agricoltura, che rappresenta, oltre che un pericolo per la vita delle persone "sfruttate", un'alterazione dell'economia locale, fortemente legata all'agro-alimentare, e del mercato del lavoro, con pesanti conseguenze a danno tanto dei lavoratori stranieri che di quelli del luogo, che penalizza fortemente le imprese regolari.

"L'Anolf - continua Saady - auspica che anche il Governo possa occuparsi degli "invisibili" al fine di rafforzare l'azione di contrasto contro questi fenomeni criminali e diffondere la cultura dell'integrazione".

Il presidente si impegna a chiedere un incontro al Ministro dell'Integrazione Kyenge per affrontare questi temi a carattere emergenziale.

Ad agosto al "Ghetto di Rignano", l'Anolf e la Cisl hanno consegnato ai lavoratori immigrati alcune biciclette raccolte in segno di solidarietà nei loro confronti, per aiutarli e incoraggiarli a "pedalare" sempre più verso la legalità.

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