Lombardia - Pediatra ai figli dei cittadini stranieri senza soggiorno grazie all’ azione di Anolf ed alcune associazioni

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pediatraRisultato importante, ma rimane un sistema che non parifica pienamente, senza alcun valido motivo, la condizione di Italiani e stranieri, rischiando di non garantire la continuità assistenziale.

Le linee guida in materia sanitaria varate oggi dalla regione Lombardia costituiscono finalmente un primo tentativo di affrontare la questione dell'attribuzione del pediatra di libera scelta e dell' iscrizione al Servizio Sanitario Regionale dei figli di stranieri privi di titolo di soggiorno.

"Si tratta di un risultato importante perché si consente l'iscrizione del minore al SSR a tempo indeterminato con la possibilità di accedere al pediatra e agli ambulatori pediatrici, e perché conferma il diritto del comunitario, anche se non iscritto all'anagrafe, di accedere alle cure. E questa è una grande vittoria. Suscita perplessità, invece, la scelta di non dare l'accesso al pediatra mediante la attribuzione di un pediatra 'fisso', così come avviene per i bambini italiani e per i figli degli stranieri regolarmente soggiornanti" affermano le associazioni che hanno promosso il giudizio nato dal caso di una bambina straniera priva di pediatra perché la mamma è irregolare .

"Con il sistema del pagamento a prestazione a carico della Regione, si crea un sistema certamente più costoso per la Regione, che, oltre a non parificare pienamente, senza alcun valido motivo, la condizione di Italiani e stranieri, rischia di non garantire la continuità assistenziale, soprattutto nei primi anni di vita nei quali vi e' un esigenza di controllo dello stato di salute del minore, anche a prescindere dalla insorgenza di patologie" dichiarano le Associazioni.

Inoltre nulla si prevede in ordine alla necessità di un capillare piano di informazione, senza il quale la facoltà di iscrizione al SSR rischia di essere, di fatto, vanificata.

L'Anolf di Milano e le altre Associazioni (ASGI – APN – NAGA) continueranno quindi ad operare sia per monitorare gli effetti del nuovo regime, sia per arrivare ad una completa parità di trattamento che realizzi pienamente il diritto alle cure dei minori.

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