Status di rifugiato, procedure più snelle per il riconoscimento

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rifugiati 2013Il decreto legge 22 agosto 2014, n. 119 contiene anche disposizioni in tema di protezione internazionale dei cittadini stranieri. DECRETO-LEGGE 22 agosto 2014, n. 119

La nozione di protezione internazionale comprende al suo interno due distinti status: quello di rifugiato e quello di protezione sussidiaria e la sua applicazione consente allo straniero – inizialmente richiedente una generica protezione – di ottenere il riconoscimento dello status maggiormente appropriato alla sua particolare condizione giuridica.
La domanda di protezione internazionale è, pertanto, unica e tendenzialmente unitaria è la procedura di esame della domanda, prevista dalla direttiva 2005/85/Ce, attuata nel nostro ordinamento con il decreto legislativo 25/2008. L'autorità competente alla decisione è la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale. Il decreto legge 119/2014 interviene sulle procedure di esame delle domande da parte della Commissione.
La Commissione, entro 30 giorni dal ricevimento della domanda, dispone l'audizione dell'interessato. Si tratta di un colloquio privato tra lo straniero e i membri della Commissione che viene trascritto, anche con l'ausilio di un interprete, in un verbale controfirmato da tutti i presenti alla seduta. Entro 3 giorni dalla conclusione del colloquio, la Commissione è tenuta a pronunciarsi in merito alla domanda.
Il decreto legge dispone – per snellire l'iter e diminuire l'arretrato – che il colloquio si svolgerà alla presenza di uno solo dei componenti della Commissione, possibilmente dello stesso sesso del richiedente, mentre la decisione resta collegiale. Solo su determinazione del presidente, o su istanza dell'interessato, all'audizione saranno presenti tutti i componenti della Commissione.
La competenza a esaminare la domanda di protezione internazionale sarà quella di dimora dello straniero. Se lo straniero, prima di trasferirsi, ha già sostenuto il colloquio, la competenza resta incardinata in capo alla Commissione innanzi alla quale lo straniero ha sostenuto, a suo tempo, l'audizione.
In ogni caso, in presenza di un alto numero di domande, i fascicoli potranno essere assegnati alle altre Commissioni sparse sul territorio nazionale.
Il decreto dispone che le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale siano incardinate presso le Prefetture e che queste possano essere aumentate dalle attuali dieci (Gorizia, Milano, Roma, Foggia, Siracusa, Crotone, Trapani, Bari, Caserta e Torino) fino a 20 enti sul territorio nazionale, con possibilità di incremento fino a 30, per fronteggiare situazioni di particolari necessità.
Alle persone che non rientrano nei centri di accoglienza (Cara) dovrebbe essere garantita l'accoglienza nel Sistema di protezione (Spra) e il decreto legge aumenta considerevolmente, per il 2014, il relativo fondo.
Infine, i 13 comuni siciliani (Agrigento, Augusta, Caltanissetta, Catania, Lampedusa, Mineo, Palermo, Pozzallo, Ragusa, Siculiana, Siracusa, Trapani e Porto Empedocle) che hanno sostenuto maggiori oneri per fronteggiare l'eccezionale flusso migratorio in atto si vedranno escluse queste spese tra quelle che si computano ai fini del rispetto del patto di stabilità interno.

Fonte: www.ilsole24ore.com