ANOLF Donne. Mutilazioni genitali femminili, la giornata mondiale dell’Onu per dire “stop”

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mutilazioni-logo-1a6  Secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità, sono oltre 100 milioni nel mondo le donne e le ragazze che hanno subito la pratica delle mutilazioni dei genitali e circa 3 milioni ogni anno quelle a rischio.

Oggi è la Giornata mondiale contro l'infibulazione e le mutilazioni genitali femminili. Istituita nel 2003 dalle Nazioni Unite, la pratica è considerata violazione dei diritti umani e abuso irreversibile dell'integrità fisica di donne e bambine. In alcuni Paesi si fa per tradizione, in altri per motivi religiosi, in altri ancora per salvaguardare la verginità delle ragazze che sarà poi donata al futuro sposo. Il metodo vige ancora in almeno 28 Stati nel mondo, e secondo l'Organizzazione mondiale della sanità il 90 per cento di questi è in Africa.

Le bambine, anche di pochi anni, vengono sottoposte all'intervento che asporta totalmente o in parte i loro organi genitali esterni, spesso in assenza di anestesia e delle più elementari norme igieniche. Tanto che le infezioni sono frequenti quando anche non la morte per setticemia.

In Italia si è aperto un dibattito che mira a contrastare e prevenire questa inumana pratica, sensibilizzando gli immigrati che vivono nel nostro Paese affinché evitino alle loro figlie questa mutilazione che non è solo del corpo, ma anche dell'anima.

"E' un tema sul quale l'Italia è stata da sempre in prima fila - afferma Maria Ilena Rocha Responsabile Nazionale Coordinamento Donne Immigrate ANOLF. Non a caso siamo stati l'unico Paese ad approvare una legge contro le Mgf, che non solo le definisce un reato ma che prevede attività di prevenzione per le quali venne previsto un finanziamento di 5 milioni di euro l'anno a partire dal 2006. Questo finanziamento però, dal 2012, è stato interrotto e il nostro primo impegno deve essere quello di reintrodurlo".

"A livello nazionale- conclude Rocha - si potrebbe sviluppare un grande lavoro con tavoli di confronto e di condivisione, per rendere più efficace l'apparato normativo, per migliorare il coordinamento tra forze di polizia ed istituzioni sanitarie, per attivare la partecipazione di tutti i soggetti istituzionali e della società civile coinvolti".

Il Coordinamento Nazionale Donne ANOLF-CISL è impegnato da anni nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica, poiché è il primo passo per portare alla luce questa macabra tradizione "culturale". Il Coordinamento Donne è presente su tutto il territorio nazionale presso gli sportelli Anolf, con il costante impegno a raccogliere tramite le nostre volontarie tutte le denuncie di atti riguardanti anche le MGF, prevenendo a orientare, informare e tutelare tutte le donne immigrate vittime di violenza.