Rischio slittamento riforma legge cittadinanza al Senato. Appello ANOLF “Mettiamo da parte le convenienze politiche e diamo a questi giovani il diritto di essere considerati italiani”.

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Locandina campagna giovaniNel 2017, nonostante le seconde generazioni (figli d'immigrati, nati e cresciuti in Italia) siano oltre 1 milione di cui la metà sono nati in Italia , non esiste ancora una legislazione in grado di riconoscere loro la cittadinanza e i diritti fondamentali a quest'ultima collegati.

"Chi gioca, va a scuola, cresce con i bimbi italiani non è italiano". Da un anno e mezzo, la cittadinanza per í nuovi italiani è ferma al Senato, dove deve avere l'approvazione definitiva. Bloccata in commissione Affari costituzionali. Una commissione cruciale, perché lì dovrebbe sbarcare tutta la discussione sulla riforma elettorale e li si faranno gli accordi tra le forze politiche, i compromessi, i patti.

La riforma - già approvata in prima lettura alla Camera il 13 ottobre dello scorso anno ma rimasta bloccata in Senato - introduce novità importanti. Fra queste fra lo 'ius soli temperato' che prevede l'acquisto della cittadinanza dei minori nati in Italia a condizione che almeno uno dei genitori sia titolare di permesso di soggiorno, e lo 'ius culturae' per tutti coloro che sono nati in Italia, ma i cui genitori non siano in possesso del permesso di soggiorno o di diritto di soggiorno permanente e per i minori stranieri arrivati in Italia entro il 12esimo anno di età.

"L'importanza della questione delle seconde generazioni e l'urgenza di una più equa ed avanzata normativa sulla cittadinanza sono state sollevate in più circostanze". Molte sono state le proposte in sede parlamentare, ma manca la volontà politica di dar vita ad una legge organica sulla cittadinanza che garantisca a tutti i figli degli stranieri, nati e cresciuti in Italia, il diritto di partecipare alla vita politica e sociale di un Paese che è loro ma che li considera "stranieri", soggetti con permesso di soggiorno, o "cittadini di serie b".

"Facciamo appello a tutte le forze politiche affinché mettano da parte le convenienze e diano finalmente al Paese e a questi figli d'immigrati nati e/o cresciuti in Italia il diritto di essere considerati italiani, noi chiediamo che la proposta di legge sulla cittadinanza esca dalla palude".

"Siamo amareggiati dalle recenti beghe politiche, un figlio d'immigrati nato e/o cresciuto in Italia non può attendere la maggiore età per avere accesso alla cittadinanza, non può aspettare 18 anni per sentirsi veramente e a pieno titolo italiano".

Adesso spetta al legislatore modificarla: la politica prenda atto che i tempi sono ormai maturi. Dare la cittadinanza alle seconde generazioni, non è una questione politica, ma un gesto di democrazia, civiltà e rispetto dei diritti. Non possiamo più permetterci che ragazzi a tutti gli effetti italiani siano legati a un permesso di soggiorno e a rischio di foglio di via.