Sakineh, Anolf: sentenza inaccettabile

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Comunicato stampa

CASO SAKINEH, ANOLF CISL: SENTENZA INACCETTABILE
LA DIPLOMAZIA ITALIANA INTERVENGA PER SALVARLA

La sentenza del Tribunale che ha condannato alla lapidazione Sakineh Mohammadi Ashtiani, cittadina iraniana, perché riconosciuta colpevole di adulterio “non è soltanto inaccettabile ma rappresenta una decisione che colpisce tutte le donne e che le condanna a una concezione tribale e primitiva dello Stato di diritto”. E’ questo il commento di Maria Ilena Rocha, responsabile nazionale del Coordinamento delle Donne Anolf, l’Associazione Oltre le Frontiere della Cisl, con riferimento al caso Sakineh e alla crescente mobilitazione internazionale per chiedere al Governo iraniano di intervenire in modo da sospendere gli effetti della sentenza.

“C’è molto lavoro da fare per affermare i diritti delle donne nella vita politica, sociale ed economica, soprattutto se pensiamo al tema dell’integrazione multiculturale delle donne straniere nei paesi di accoglienza che, come Coordinamento Donne Anolf, seguiamo tutti i giorni qui in Italia – dichiara Rocha – ma quello di Sakineh è un caso estremo che, oggi, nel tempo della modernità e dell’affermazione delle pari opportunità, è inaccettabile e, proprio per questo, ci si deve opporre strenuamente”.

(Roma, 1° Settembre 2010)