ANOLF TOSCANA - UN FILO CONDUTTORE, RELAZIONI TESSILI E CATENE DI VALORE TRA TOSCANA E PERÙ

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PeruIl cosviluppo come realtà per favorire integrazione e lavoro dignitoso

 Approvato e prossimo al via il progetto “UN FILO CONDUTTORE, relazioni tessili e catene di valore tra Toscana e Perù”, presentato da ANOLF Toscana (capofila), in collaborazione con ANOLF Firenze e, in Perù, con il consorzio Calpex che oggi unisce 37 associazioni di base di produttori e allevatori di camelidi sudamericani, l’animale da cui si ottiene la preziosa fibra di alpaca.

Il percorso che si vuole compiere, da un lato, coerentemente con l’obiettivo di realizzare attività di cosviluppo anche nei paesi di origine, è sostenere le attività delle produzioni locali di alpaca, supportando la raffinazione della materia semilavorata, attraverso il miglioramento del prodotto e favorendo la progressiva valorizzazione delle donne, specializzandole ulteriormente nell’abito della catena produttiva, dall’altro mostrare alle comunità peruviane residenti in Toscana come si possa creare sviluppo locale nel proprio paese di origine anche in relazione con l’Italia e favorendone l’integrazione.

La popolazione peruviana in Italia è particolarmente versata, pur con una istruzione medio-alta, nel settore dei servizi alla persona, ambito comunque legato alla richiesta e alle disponibilità economiche delle famiglie, e poco nell’imprenditorialità ed auto impiego. Un percorso, quello previsto, che possa prevedere il riavvicinamento con le proprie comunità di origine, dimostrare come nel paese di provenienza esistono attività imprenditoriali virtuose, oltre che creare collegamenti, può condurre a sensibilizzare sulla possibilità di creare o sostenere PMI locali, soprattutto basate sull’economia solidale, anche attraverso il buon uso delle rimesse e migliorare le condizioni dell’intera comunità e non solo della famiglia, per valorizzare il ruolo dei migranti come attori di sviluppo e cambiamento.

Questo avverrà tramite percorsi d’incontro intra ed extra comunità in Toscana, della durata di intere giornate e in cui si articolerà anche la volontà di far conoscere diverse realtà migranti. Nello specifico quella peruviana e cinese. Il punto nodale, qui è infatti rappresentato da Prato, la cui municipalità è coinvolta nell’azione di progetto, dove come è noto la comunità cinese, maggiormente versata all’imprenditorialità, rappresenta un esempio di creazione di opportunità per migranti. Prato rappresenta anche un modello di studio per quanto riguarda la logica di distretto di produzione del settore tessile. Mostrare ciò alle cooperative aderenti a Calpex in Perù e che dovranno sempre di più ragionare in una logica di reciprocità e catene produttive (filiera), è poter introdurre il “germe” di un futuro che appare come prossimo. L’azione nasce anche da azioni precedenti che, negli anni, hanno consolidato come modello di eccellenza lo sviluppo e consolidamento delle produzioni locali (alpaca) e del partenariato virtuoso profit no-profit. La produzione tessile di Puno, Arequipa e Cuzco gestita dal partner, per un totale di circa 1.200 famiglie di produttori è una realtà ormai consolidata ma ancora necessitante di sostegno. Calpex nasce grazie a precedenti progetti di sviluppo che hanno previsto formazione e miglioramento delle attrezzature necessarie. La produzione è stata resa di eccellenza qualitativa, tanto che aziende specializzate italiane, da ormai quattro anni, acquistano dai produttori peruviani alpaca di prima qualità, soprattutto aziende di Prato. Ciò al di fuori dei canali del commercio equo e solidale o alternativi, dimostrando che si può essere competitivi sul mercato “normale” anche nel rispetto degli standard internazionali relativi alla tutela dei Diritti di Lavoratrici e Lavoratori, valorizzando le comunità locali e il patrimonio culturale. Questa attività, virtuosa e di successo sarà valorizzata, creando il link con le comunità di peruviani residenti in Toscana, principalmente a Firenze e Prato, dove sono molto più numerosi rispetto al resto della regione, arrivando al 6,45% del totale della popolazione migrante. Ciò avrà anche l’effetto di creare reti di partenariato tra le comunità di migranti e gli attori operanti in Toscana. I beneficiari saranno in Perù circa 1.000 alpaqueros, uomini e donne. In Italia almeno 200 membri della comunità peruviana residente che saranno coinvolti nelle attività di introduzione al cosviluppo, per favorire l’integrazione attraverso azioni concrete.