Sakineh, Anolf chiede a Frattini massimo impegno per salvare la sua vita

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L’esecuzione di Sakineh, che potrebbe essere eseguita a breve, ha riacceso l’allarme e lo sdegno in tutto il mondo. La notizia è stata diffusa dal Comitato internazionale contro le esecuzioni secondo cui il Governo di Teheran avrebbe autorizzato le autorità del carcere di Tabriz ad eseguire la condanna a morte. 

L’esecuzione capitale di Sakineh Mohammad Ashtiani potrebbe essere eseguita domani ha riacceso l’allarme e lo sdegno a livello internazionale. La notizia è stata diffusa dal Comitato internazionale contro le esecuzioni secondo cui il Governo di Teheran avrebbe autorizzato le autorità penitenziarie del carcere di Tabriz dove è rinchiusa la cittadina iraniana a eseguire la condanna a morte.

“Chiediamo al ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, di attivare tutti i canali politici e diplomatici possibili – sostiene Maria Ilena Rocha, responsabile nazionale del Coordinamento delle Donne Anolf, l’Associazione Oltre le Frontiere della Cisl - affinché questa decisione sia definitivamente annullata”.

L’Anolf Cisl chiede al ministro Frattini di garantire lo stesso impegno politico che la Farnesina sta assicurando per salvare la vita all’ex collaboratore e ministro degli Esteri iracheno, Tareq Aziz, recentemente condannato a morte da un Tribunale islamico per le responsabilità di cui sarebbe macchiato durante il regime di Saddam Hussein. “Chiediamo al ministro Frattini – aggiunge Rocha – di concentrare, con urgenza, gli stessi sforzi anche per una cittadina comune e una donna come Sakineh che avrà avuto le sue responsabilità ma non per questo la sua vita può essere soffocata con l’atroce e barbara esecuzione della condanna a morte”.

Roma, 2 Novembre 2010