Ha trovato lavoro attraverso il progetto Labour-Int, guidato da Anolf e Fisascat Cisl Milano.

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Samba Diouma Sow, capitano dellSamba sow anolf milanoa squadra di calcio di via Corelli, è uno dei 40 richiedenti asilo che hanno trovato impiego in un fast food grazie a un progetto europeo. Con la Cisl ha fatto ricorso contro il rigetto della sua richiesta d'asilo e ha vinto.

 Rischiava di essere espulso e di dover tornare in Senegal, ma la Corte di appello di Milano ha dato ragione a un richiedente asilo che ha trovato lavoro stabile in un fast food grazie a un programma europeo. La sua richiesta d'asilo era stata infatti rigettata, lui ha proposto ricorso e il giudice l'ha accolto: il ragazzo non dovrà quindi tornare in Africa, ora che si è stabilmente inserito nella società italiana.

E' la Cisl di Milano a raccontare la storia di Samba Diouma Sow, uno dei 40 richiedenti asilo che hanno trovato un impiego grazie a Labour-INT, il progetto europeo, guidato in Italia da Anolf Cisl Milano e Fisascat Cisl Milano Metropoli, che attraverso la collaborazione con le altre organizzazioni sindacali, il Comune di Milano, gli enti bilaterali del commercio e le imprese del territorio promuove percorsi di formazione e inserimento lavorativo per i migranti di recente arrivo.

Samba, che è anche capitano dei Corelli Boys, la squadra di calcio del centro di accoglienza di via Corelli, è oggi impiegato in una delle più note catene di fast-food milanesi. E' uno dei 40 partecipanti alla prima edizione del progetto, che hanno seguito corsi di italiano, educazione civica e professionalizzanti - panetteria-pasticceria, settore elettrico, meccanica. Ben 34 di loro hanno trovato un lavoro regolare e in base ad un modello già applicato in altri Paesi Ue la Cils aveva avviato le pratiche di regolarizzazione con la modalità del riconoscimento di una protezione umanitaria.

"La Corte - sottolinea l'avvocato Silvia Balestro, il legale che per conto del sindacato ha difeso il lavoratore - ha ritenuto che Samba potrebbe subire ripercussioni psico-fisiche dannose nel caso di rigetto della sua domanda di protezione umanitaria, derivanti dalla perdita dei rapporti stabili costruiti sul nostro territorio e dal rientro in Senegal, dove ha avuto una difficile condizione di vita ed uno stato di povertà tale da privarlo dei più elementari diritti, quale quello di una adeguata alimentazione e di un tenore di vita decoroso". Il giudice ha riformato l'ordinanza del Tribunale di Milano dell'aprile 2018 quando era stato respinto il primo ricorso contro il diniego della domanda di riconoscimento della protezione internazionale del cittadino senegalese.

"Una vittoria importante - commenta il presidente di Anolf Cisl Milano, Maurizio Bove - soprattutto perché il giudice ha dato il giusto rilievo ad un percorso di inserimento in Italia particolarmente positivo. Fin dal suo arrivo, Samba si è impegnato, ha studiato l'italiano, ha conseguito la licenza media e, dopo il percorso di formazione e il tirocinio previsto dal progetto, ha trovato un impiego con un contratto della durata di tre anni. E' giusto, quindi, permettergli di continuare a vivere regolarmente nel nostro Paese. Assurde, al contrario, le modifiche introdotte dal Decreto Salvini, che con l'abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari rischiano di gettare nell'irregolarità molti dei compagni di corso di Samba, nonostante abbiano trovato un lavoro e siano, come lui, ormai integrati".

Fonte: Repubblica.it