Imprenditoria immigrata: "No minaccia, ma argine a emorragia di imprese"

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Screenshot 2020-04-02 COFFEBREAK FLM LE IMPRESE STRANIERE SONO UNA MINACCIA - flyer coffee-break-03 pdf"L'imprenditoria immigrata rappresenta un fenomeno molto complesso, con all'interno luci e ombre, ma indubbiamente ha contribuito – soprattutto negli anni della crisi – al mantenimento del sistema economico nazionale, compensando e arginando in parte l'emorragia di imprese", sottolinea la Fondazione Leone Moressa in una ricerca realizzata con il contributo di MoneyGram all'interno del progetto Coffee Break.


I ricercatori smontano la fake news secondo la quale le imprese dei migranti sarebbero una minaccia, e ricordano che condivideranno con quelle degli italiani le difficoltà legate all'emergenza Coronavirus, cercando di salvare dalla crisi economica la ricchezza che producono per l'Italia. Un tesoro che vale poco meno di 130 miliardi di euro.

Gli imprenditori nati all'estero attivi in Italia alla fine del 2019 sono 722.712, il 9,6% del totale. Negli ultimi dieci anni sono cresciuti notevolmente (+32,7%) mentre quelli nati in Italia diminuivano (-6,9%), una tendenza riscontrata anche lo scorso anno: +1,9% contro -0,6%.
Sul podio dei Paesi di nascita ci sono Cina  (75.542), Romania e Marocco (entrambi circa 70 mila), da dove arrivano il 30% di tutti gli imprenditori migranti.  I cinesi sono cresciuti del +52,4% negli ultimi 10 anni, i romeni del +40%, i marocchini del 23,4%, ma le comunità a più forte crescita sono quelle dell'Asia meridionale: Bangladesh (+133,6%), Pakistan (+145,4%) e India (+146,9%).
La distribuzione per settori vede un terzo degli imprenditori di origine straniera attivi nel Commercio (33,4%), seguono i Servizi (23,1%) e le Costruzioni (21,0%). Se si prende in considerazione, invece, l'incidenza per ogni settore, quelle più alte si registrano nell'Edilizia, dove sono nati all'estero il 15,4% di imprenditori, nel Commercio (13,2%) e nella Ristorazione (12,0%).
Le Regioni con più imprenditori migranti sono Lombardia (oltre 150 mila, l'11,3% degli imprenditori lombardi), Lazio (oltre 86 mila, record assoluto di incidenza al 12,8%), Toscana, Emilia-Romagna e Veneto (oltre 60 mila ciascuna). Tra le province, per numeri assoluti guidano la classifica Milano (83 mila imprenditori), Roma (74 mila), Torino (32 mila) e Napoli (26 mila),  mentre per incidenza sul totale degli imprenditori il record è a Prato (23,7%), seguita da altre 5 province con un valore al di sopra del 14%: Trieste, Imperia, Milano, Roma e Firenze.
Nel 2019, spiega ancora la Fondazione Leone Moressa, le imprese condotte (prevalentemente) da imprenditori immigrati sono 548 mila, il 10,7% del totale. Tra queste, la stragrande maggioranza (95,4%) è gestita al 100% da imprenditori nati all'estero, segno di una ancora debole interazione tra imprenditori italiani e stranieri.
Il Valore Aggiunto prodotto ammonta a quasi 126 miliardi di euro, l'8% del totale. A livello territoriale, quasi un quarto del V.A. delle imprese straniere si concentra in Lombardia (30 miliardi). Se invece osserviamo l'incidenza del V.A. delle imprese straniere in ciascuna regione, i valori massimi si registrano in Toscana (11,0%) e Liguria (10,6%). Valori sopra la media nazionale anche in molte altre regioni del Centro Nord tra cui Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto e Lazio.

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