Bonanni:"L'Europa intervenga subito per affrontare l'emergenza profughi"

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foto_bonanni2Comunicato Cisl-Siulp
"Gli sbarchi che si stanno verificando in questi giorni sulle coste siciliane, che hanno portato all'arrivo di oltre 15mila persone nel nostro Paese, sono un fenomeno di proporzioni epocali che se non affrontato immediatamente e con un impegno sinergico e corale da parte dell'intera Comunità Europea, rischia di diventare una bomba ad orologeria che può minare oltre alla tradizione e ai valori dell'accoglienza e dell'ospitalità da parte del nostro Paese e della stessa Comunità Europea, anche lo stesso ordinato e sicuro vivere civile delle nostre comunità".

Ad affermarlo sono in una nota congiunta Raffaele Bonanni ,Segretario Generale della CISL e Felice Romano , Segretario Generale del SIULP che, "nel dare atto allo straordinario impegno degli uomini e delle donne della Polizia di Stato, di tutte le Forze dell'Ordine nonché delle associazioni di volontariato che in questi giorni stanno cercando di affrontare al meglio questa vera e propria emergenza", sottolineano come "tale peso non può gravare esclusivamente sulle forze dell'ordine o sulle stesse associazioni di volontariato".
"Pur essendo encomiabile lo spirito e le azioni di accoglienza di cui l'Italia sta dando dimostrazione in questi giorni, è necessario urgentemente un intervento immediato della politica nazionale ed europea. Nessuno si può sentire esente dall'obbligo morale e civile di collaborare nelle gestione di questa emergenza",
"Per questo", ribadiscono Bonanni e Romano, facciamo appello al governo italiano affinché, oltre a pianificare e programmare una distribuzione delle persone che arrivano sulle coste siciliane e nell'interno territorio nazionale, l'Esecutivo si faccia interprete presso la Commissione Europea per ottenere: un intervento straordinario a livello europeo per lo sviluppo economico dei paesi da cui provengono i profughi, una comune sorveglianza delle coste, nonché l'adesione di tutti gli stati membri della comunità ad ospitare con un equa ripartizione le persone che bussano alle porte dell'Europa attraverso l'uscio italiano".
"A questo", concludono Bonanni e Romano "si deve aggiungere, anche se sono certi che ciò avverrà attesa l'eccellenza delle nostre Forze di Polizia, un'attenta analisi affinché, come al solito, non ci siano persone che approfittando del dramma che sta investendo i Paesi del nord africa, inviano elementi e professionisti del disordine e dell'integralismo per minare l'ordine e la sicurezza pubblica del nostro Paese e della stessa Comunità Europea.
Sappiamo che il Governo sta lavorando in tal senso ma è necessario anche da parte dell'esecutivo un impegno straordinario nella diplomazia affinché l'intera comunità si senta partecipe e attore nella gestione di questo dramma dell'umanità."

 

foto_liliana_ocminOcmin:"A Lampedusa situazione insostenibile. Occorre un maggiore coinvolgimento UE"
"La situazione a Lampedusa sta diventando insostenibile, sia per chi arriva, sia per chi abita sul territorio". Lo dichiara in una nota Liliana Ocmin, Segretario confederale della Cisl. "Il problema della protezione di queste persone, in particolare di donne e di bambini, anello dibole della società- continua Ocmin- evoca ancora una volta un impegno europeo silente. Il provvedimento che prevede una distribuzione 'ad personam' di migliaia di euro, rischia di essere un richiamo per tutti coloro che vogliono lasciare il proprio paese e quindi di aumentare il ruolo delle organizzazioni che sfruttano tali situazioni di disperazione. Premesso che l'Italia non può da sola farsi carico delle emergenze umanitarie attualmente in atto nell'Area del Mediterraneo e premesso anche che la governance del fenomeno migratorio attiene a regole nettamente diverse rispetto a quelle di protezione sussidiaria- conclude Ocmin- si dovrebbe prevedere un maggior coinvolgimento dell'Unione Europea per ambedue le questioni, procedendo in una duplice direzione: da un lato, farsi carico di guidare e sostenere in modo sicuro, nel rispetto dei diritti umani e degli accordi internazionali, coloro che accolgono e coloro che entrano nello spazio politico e giuridico italiano ed europeo con la speranza di poter ricostruire e riprogettare la propria vita; dall'altro, avviare in tempi brevi, seri programmi di cooperazione con i Paesi che permettano crescita e benessere 'in loco', riducendo, così, gli elementi di espulsione".