15 Aprile 2011- Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (L 101) la direttiva 2011/36/UE del 5 aprile 2011, concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime.

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image_trattaLa nuova regolamentazione va a sostituire la precedente decisione quadro del Consiglio 2002/629/GAI del 19 luglio 2002 (recepita dall'Italia con L. 228/2003), riordinando la materia in maniera più organica e proponendo una nuova e più ampia definizione di tratta di esseri umani.

Dal punto di visto sanzionatorio, la direttiva impone agli Stati membri di prevedere che tali reati siano punibili con la reclusione della durata massima di almeno 5 anni. Nel caso di un reato commesso nei confronti di una vittima particolarmente vulnerabile (ad esempio un minore) la pena viene raddoppiata, e non potrà essere inferiore nel massimo a 10 anni.

Le nuove regole prevedono, inoltre, una maggiore protezione per le vittime, le quali dovranno ricevere assistenza ed, in particolare: un alloggio adeguato e assistenza materiale, le cure mediche necessarie, fra cui assistenza psicologica, consigli e informazioni e, se necessario, servizi di traduzione. L'assistenza legale dovrà essere gratuita, almeno nei casi in cui le vittime non abbiano fondi adeguati. Le vittime di tratta umana dovrebbero anche avere accesso ai programmi di protezione previsti per i testimoni, se ritenuto necessario dalle autorità nazionali. Le autorità nazionali dovranno anche avere il potere di decidere di non perseguire le vittime della tratta di esseri umani coinvolte in attività criminali, costrette a compierle come conseguenza della tratta stessa (ad esempio la violazione delle leggi migratorie).

La direttiva promuove, inoltre, le organizzazioni della società civile, comprese le Ong: gli Stati membri devono collaborare strettamente con esse, in particolare per quanto riguarda le iniziative politiche, le campagne di informazione e sensibilizzazione, i programmi di ricerca e istruzione e la formazione, nonché la verifica e la valutazione dell'impatto delle misure di contrasto della tratta. Altro punto su cui insiste la direttiva è la collaborazione tra gli Stati membri per lo scambio delle informazioni: deve essere promossa una cooperazione transfrontaliera che comprenda un dialogo aperto e costante tra le autorità di polizia, giudiziarie e finanziarie al fine di realizzare un coordinamento delle indagini che coinvolga Europol e Eurojust.

Prevista, infine, l'istituzione di un coordinatore europeo per la prevenzione, l'informazione e la formazione continua di chi è impegnato nella lotta alla tratta.

Gli Stati membri dovranno recepire il nuovo atto entro il 6 aprile 2013.

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- Direttiva 2011/36/UE