Anolf e Cisl: Se la cittadinanza è più che un diritto

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anolf manifestazioneVentinove partecipanti di altrettante regioni. Quelli della "prima linea" che hanno tenuto duro in questi mesi della crisi.


Sia personalmente sia a sostegno delle migliaia di lavoratori che, con le rispettive famiglie, sono state, in molti casi, le prime vittime del dramma occupazionale che vive l'Italia. Volontari e operatori delle Anolf regionali, dirigenti e delegati, in alcuni casi, che si sono ritrovati, per iniziativa dei Dipartimenti Formazione e Politiche migratorie della Cisl, al Centro studi di Firenze, per fare il punto sulle politiche di integrazione e sulle iniziative da prendere, a livello politico e associativo, per favorire la riforma della legge sulla cittadinanza e rafforzare gli interventi di inclusione e rappresentanza.
"E' importante che si affermi un cambiamento culturale e si faccia strada la consapevolezza che le politiche di integrazione sono un'opportunità per tutta la società. - dice il presidente nazionale dell'Anolf,MohamedSaady -Si devono mettere in campo politiche che rafforzino la cittadinanza sociale e promuovano quella politica: dal riconoscimento del voto amministrativo ad una nuova regolazione del diritto di cittadinanza che semplifichi le procedure, dia certezza su requisiti e tempi, riconosca lo ius soli".
E' tempo di una nuova cultura di inclusione degli immigrati sulla scia della nomina positiva del neoministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge. Non si poteva scegliere miglior momento di questo, da parte della Cisl e dell'Anolf, per fare il punto sulle nuove strategie di integrazione dei cittadini stranieri. "Da questo punto di vista, la proposta di una Carta per l'integrazione che portiamo avanti - spiega il segretario confederale, Liliana Ocmin, intervenuta ai lavori della settimana di formazione - rappresenta una proposta importante per creare nuovi ponti tra italiani e stranieri e rimettere al centro delle politiche la persone che è cittadino, ha bisogno di nuovi strumenti di welfare e interventi di formazione e ricollocazione professionale nel momento in cui l'Italia uscirà dalla crisi".
La riforma della legge di cittadinanza è il
punto di partenza. "Siamo disposti a discutere sulla impostazione dello ius soli - aggiunge Ocmin - ma va realizzato".
Sulla scia di questa priorità, abbiamo raccolto
le voci e le esperienze degli operatori della "prima linea" che toccano con mano, ogni giorno, le esigenze e le richieste dei nuovi cittadini italiani.

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Andrea Benvenuti