Ricongiungimento, lo straniero ne ha diritto anche se non presenta l'istanza

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immigrant-family 2013Non è dunque necessario che abbia esercitato il relativo diritto. A deciderlo sono i giudici della Corte costituzionale con la sentenza n. 202 del 18 luglio 2013, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 5, comma 5, del D.Lgs. n. 286/1998, nella parte in cui prevede che la valutazione discrezionale in esso stabilita si applichi solo allo straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare o al familiare ricongiunto, e non anche allo straniero che abbia legami familiari nel territorio dello Stato.


La Consulta ha quindi accolto il ricorso presentato dal TAR nell'ambito di un procedimento amministrativo riguardante il diniego del rinnovo del permesso di soggiorno
di un extracomunitario padre di tre figli minori residenti in Italia, che non aveva mai fatto richiesta di ricongiungimento familiare, e per questo non rientrava nei casi previsti dal legislatore fra quelli automatici del rinnovo del permesso.
Ad avviso del giudice delle leggi «la disposizione impugnata delimita l'ambito di applicazione della tutela rafforzata, che permette di superare l'automatismo solo nei confronti dei soggetti che hanno fatto ingresso nel territorio in virtù di un formale provvedimento di ricongiungimento familiare, determinando così una irragionevole disparità di trattamento rispetto a chi, pur versando nelle condizioni sostanziali per ottenerlo, non abbia formulato istanza in tal senso. Una simile restrizione viola l'articolo 3 della Costituzione e reca un irragionevole pregiudizio ai rapporti familiari, che dovrebbero ricevere una protezione privilegiata ai sensi degli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione e che la Repubblica è vincolata a sostenere, anche con specifiche agevolazioni e provvidenze, in base alle suddette previsioni costituzionali».

Sentenza n. 202 del 18 luglio 2013 Corte Costituzionale