Appello dei volontari alla società italiana per la solidarietà ai migranti

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foto_migr.lampedusaConferenza Europea del Volontariato
Venezia, 31 marzo - 1 aprile 2011

Mentre si svolge la Conferenza Europea del Volontariato, l'Italia vive un momento di grande allarme sociale determinato dall'arrivo a Lampedusa di migliaia di migranti provenienti dal Nord Africa. Il volontariato - è scritto nella Carta dei Valori - opera per la crescita della comunità locale, nazionale ed internazionale, per il sostegno dei suoi membri più deboli o in stato di disagio e per il superamento delle situazioni di degrado.

 In questa luce, noi rappresentanti del Volontariato italiano non possiamo tacere dinnanzi alla grave violazione di dignità umana di cui sono vittima persone che hanno affrontato il rischio di una traversata pericolosa per sfuggire a violenze e persecuzioni o semplicemente per coltivare la speranza di un futuro possibile.

Nonostante la generosità degli abitanti di Lampedusa, oggi le condizioni di vita dei migranti sono inaccettabili e richiedono il superamento immediato dei blocchi, a livello nazionale e di alcune regioni, che fino ad oggi non hanno consentito a ricercare soluzioni di accoglienza alternative e rispettose delle persone. Allo stesso modo, è richiesta una visione europea del problema che porti a gestire la sfida dell'accoglienza con la corresponsabilità di tutti i Paesi dell'Unione.

Noi volontari, impegnati a sostenere quotidianamente l'inclusione sociale e la qualità della vita nelle nostre regioni, provocati dalla presente situazione, da questa Conferenza rivolgiamo un appello accorato a tutta la società italiana: non macchiamoci di una omissione di solidarietà; non consentiamo che vinca l'indifferenza e che il "silenzio degli onesti" diventi complicità con l'ingiustizia; apriamo all'accoglienza i nostri territori, sperimentando forme di solidarietà e di integrazione che siano testimonianza della qualità morale e sociale del nostro popolo; respingiamo le parole di intolleranza; rifuggiamo la paura del diverso, che è solo un segno di debolezza ed incultura.

Cogliamo questa circostanza per avviare in Italia un nuovo cantiere di solidarietà e giustizia, per avere, nei prossimi anni, un Paese che sia migliore anche per tutti noi.