Palermo, contestato dai vigili, marocchino si da fuoco e muore

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Noureddine_AdnaneContestato dai viglili urbani di Palermo per il lavoro di ambulante, il marocchino Naureddine Adnane si da fuoco e muore dopo una lunga agonia. Testimonianza del Presidente Anolf Sicilia: Ognuno di noi dovrebbe avere un'altra opportunità... quella di riparare a un torto, di dare un abbraccio per troppo tempo rimasto in sospeso, di ricominciare da zero e provare a costruire un futuro migliore...

Una seconda opportunità, e magari una terza, perché tutti sbagliamo ed essere completamente categorici affermando che si sbaglia una sola volta significa precludere ogni speranza... mettere la parola fine...

Noureddine Adnane, una seconda opportunità non l'ha avuta... Ha fatto una scelta in un momento di disperazione che gli è costata la vita...

In questi giorni è stato al centro dell'attenzione di tanti... chi per amore, chi per dovere, chi per solidarietà, chi per pubblicità...

In molti lo  hanno sfiorato con il pensiero, con lo sguardo e hanno pregato... pregato per la sua salvezza, per la sua anima, per la sua pace...

Per altri ancora è stato il mezzo per mettere finalmente le mani nel mondo degli altri... quella parte di realtà che osserviamo con compassione ma che alla fine non tocca la tranquillità del nostro presente...

Per la famiglia, è un pezzo di cuore che se ne va per sempre...

Ma... c'è un ma, un però e... perchè  ritengo sia triste ed irrispettoso continuare ad usare il suo nome per aizzare gli animi... è scorretto associare il suo nome e la sua memoria  a dichiarazioni non vere... a violenze inaudite, a gesti che servono solo ad alimentare il fuoco della discordia!

So bene che questo mio messaggio non andrà bene a molti, ma come tanti io c'ero... ho avuto a che fare con la famiglia, con gli amici, con i miei cari colleghi, con i giornalisti, con vari attivisti, con i social network... e stamattina leggendo i giornali mi è venuto il mal di testa per quanto siamo bravi a manipolare certe verità...

Non sono Noureddine Adnane, non posso sapere cosa gli passava per la testa mentre prendeva la decisione di darsi fuoco, ne posso sapere lo stato d'animo che lo ha portato a tale decisione... come tutti voi mi è stato raccontato cosa ha fatto scattare la sua rabbia e la sua disperazione... Controlli da parte dei vigili urbani, a detta di tutti arbitrari e continui... personalmente ieri sera a casa della famiglia ho letto 4 verbali di identificazione redatti in meno di 15 giorni... uno datato il 28 gennaio, gli altri tre il 03/08 e 09 febbraio... Nessun sequestro, solo la sua identificazione, il tipo di merce che vendeva "sciarpe, cappellini ed occhiali" e il mezzo di lavoro "un carretto a quattro ruote"... In molti hanno testimoniato che ha subito maltrattamenti verbali, che è stato al centro di molti episodi di "razzismo istituzionale" ma alla richiesta di mettere nero su bianco le loro dichiarazioni in modo da poter avere materiale da presentare alla Procura e al Comando dei vigili urbani, che da subito si è detto disponibile a far chiarezza sui fatti e prendere i provvedimenti necessari, nessuno e dico nessuno ad oggi ha firmato qualsivoglia documento... Quindi chiedo a questi Signori in memoria di Noureddine di presentarsi, di firmare le loro testimonianze o davanti gli avvocati della famiglia o in qualsiasi ufficio messo a disposizione dal giorno della tragedia che lo ha colpito... Dobbiamo fare chiarezza ora che abbiamo tutti all'ascolto e non accontentarci di fare semplicemente "cortile"...

Finito il "sentito dire", condivido con voi quello che è stato fatto in questi giorni:

La Comunità marocchina con grande dignità si unisce attorno alla famiglia, chiedono giustizia e che venga fatta chiarezza si, ma anche che Noureddine possa riposare in pace al più presto, procedere al rito della purificazione e rimpatriare la salma a Casablanca, dove verrà sepolto a Settat sua città di origine...

Il comandate dei vigili Serafino Di Peri dichiara: "Dentro la macchina potevano esserci due agenti come ogni notte. E' stato solo per motivi precauzionali che abbiamo chiesto ai due agenti in servizio di vigilare il palazzo dall'interno. La spirale di violenza e il clima d'odio che si sono generati sono molto pericolosi. Evidentemente qualcuno sta cercando di gettare benzina sul fuoco. La polizia municipale non ha mai avuto pregiudizi razziali".

Mi fermo un attimo a riflettere su un gesto cosi indegno, e mi tornano in mente le dichiarazioni del Console marocchino: "Con il senno di poi si può dire tutto, certo e' che ci sono una serie di cose da chiarire. C'e' una responsabilità  morale non solo dei vigili urbani ma di tutti...Sono molto colpito dalle manifestazioni di vicinanza, di solidarietà e di sostegno che ci sono state, e  orgoglioso della serenità e della responsabilità con cui la comunità  marocchina sta affrontando questa grande tragedia - ma sono anche convinto che quanto avvenuto non metterà in discussione il processo di integrazione che c'e' in corso tra gli immigrati e la società palermitana".

Da immigrata dico che vogliamo essere attori protagonisti della vita di questa città e di questo paese e non spettatori delle disgrazie, li amiamo, ne facciamo parte e vogliamo che ci riconoscono come cittadini; chiediamo l'uguaglianza nei diritti e nei doveri, che è l' espressione di  "civiltà"  indispensabile per l'intera società.

Una città come Palermo non può continuare a non farsi contaminare da così tanta umanità e ricchezza, a perdersi nella burocrazia ed a non riconosce a ciascun cittadino, la propria identità e la propria dignità.

Palermo è di chi la vive, di chi la protegge e di chi lavora ogni giorno per farla splendere... Non ha importanza che nome ha, di che colore è la sua pelle, a quale religione appartiene... l'importante è che la rispetti e la ami...

Grazie a tutti coloro che con la loro umanità hanno reso questa settimana un po' meno difficile...

Ciao Noreddine, che la terra ti sia lieve e che il Buon Dio ti abbia in gloria...

                                                                                                                                                      Nadine