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Sbarchi "Il dramma delle Donne"

donne sbarchiSe il dilemma fosse vivere o morire non avremmo dubbi. Quando il dilemma è come scegliere di morire, se di fame, di guerra, di violenza o affogati, dovremmo interrogarci seriamente su cosa oggi è diventata l’umanità.

La tragedia delle donne senza vita giunte a Salerno, non è solo una perdita delle famiglie, dei figli, dei mariti e dei compagni che hanno perso un affetto importante e insostituibile, è la perdita di tutti noi impotenti a guardare un spettacolo di morte senza riuscire ad impedire che ciò avvenga ancora.

La partenza o meglio la fuga non è una scelta. Queste donne non hanno scelto di morire, ma hanno tentato la sorte fuggendo da un inferno fatto di deprivazioni, fisiche e morali, nella speranza di giungere in un luogo che conoscono solo dai racconti di altri e che, sebbene non sia un paradiso, è certo meglio del luogo in cui erano già delle “sopravvissute”.

Ma il sogno si infrange e nessuno ancora sa il motivo anche se ormai conta poco. Sapere il perché della loro morte non restituirà loro la vita, non le farà tornare a casa, non le renderà libere.

Vite spezzate, così come tante nel Mediterraneo, non più luogo di pace, ma spazio dove traversare i confini, anche del terrore. Se si tocca terra è una fortuna, anche se poi la vita resta misera, è pur sempre vita.

Non è più accettabile la commozione! Il dispiacere deve sospingerci a nuove riflessioni, a nuove azioni per prevenire questi scempi che ci indignano ma poi affondano nella memoria così come nel mare, in solitudine e frustrazione.

Dobbiamo prima di tutto agire lì dove tutto ha inizio, la carestia, le guerre, le asperità di luoghi lontani da cui partono con un sogno ignari di vivere un incubo. Le traversate del deserto tra gli stenti, per giungere poi in lager autorizzati dove le torture e gli stupri non sono che un fenomeno di ennesima costrizione prima che un Caronte ti faccia spazio su una carretta del mare dall’esito incerto.

Oggi è il giorno del dolore, ma cogliamo l’occasione per dire basta alle stragi silenziose, al di qua e al di la del Mediterraneo. Non vedere cosa accade sulla sponda opposta ci rende sereni, ma la conoscenza ci renderà liberi. Liberi di agire in coerenza con le convenzioni internazionali, ma anche con la coscienza con cui ognuno di noi dovrà fare i conti.

Oggi, di queste morti siamo tutti indignati come ha detto la nostra Segretaria Generale Annamaria Furlan

 Oggi noi, che ancora discutiamo se e come cambiare il Regolamento di Dublino piuttosto che decidere se accettare o meno le sanzioni pur di non avviare la ricollocazione dei richiedenti asilo come prevista in Europa, noi che ancora pensiamo di essere in pericolo per “l’invasione” proveniente dall’Africa, noi che etichettiamo gli sbarchi con il  numero di quanti scenderanno dalle navi dobbiamo ricordarci che non sono numeri sono esseri umani, avevano una vita e una speranza per se e per i prorpi cari.

Prevenire, contrastare e debellare questa nuova forma di tratta è prioritario e imprescindibile e i Governi europei, congiuntamente, hanno l’obbligo di porre fine a questi drammi, avviando azioni di sostegno alla crescita dei Paesi di provenienza, azione di pacekeeping e di contrasto alle guerre, azioni d promozione dei processi democratici e al contempo avviare percorsi di ingresso e accoglienza di quanti, nella disperazione totale, pur di sopravvivere mettono a rischio la loro vita.

Serve a poco istituire giornate in ricordo delle vittime dei naufragi, se poi non si contrasta un fenomeno che di vittime continua a mieterne e in maniera sempre più drammatica.

Queste donne, sorelle, figlie, madri hanno diritto ad avere dignità almeno nella morte, diamogli un nome e facciamone un simbolo del nostro tardivo e futuro impegno.

 

Maria Ilena Rocha

Vice Presidente – Vicario, Resp.bile Nazionale Donne immigrate ANOLF Nazionale

 

 

ANOLF NAZIONALE RICORDA LA XI Giornata Ecumenica del dialogo Cristiano-Islamico

dialogoIl dialogo tra le religioni è il dialogo tra le persone. Lo dichiara in una nota il Presidente dell’Anolf Nazionale Mohamed Saady, in occasione della XI Giornata Ecumenica del dialogo Cristiano-Islamico, ribadendo il ruolo centrale della fede nei percorsi di integrazioni fra le culture e quindi nella società. Un momento di confronto tra le diversità, mettendo al centro i valori comuni, della misericordia, dell’ascolto e della solidarietà, ribadisce Saady, nell’Associazione nazionale oltre le frontiere, avviene quotidianamente. Ognuno è portatore di valori e fedi diverse, ma la capacità di costruire, collaborando insieme in un percorso di pacifica convivenza che sia a beneficio dell’intera comunità, è prioritario nella nostra Associazione dove, la libertà di esprimere le proprie identità religiose è un valore aggiunto al nostro lavoro.

 

ANOLF – CISL FERRARA PROGETTO "NON SONO SOLO CANZONETTE"

EducazioneinterculturaleProgetto di inclusione sociale, educazione interculturale, lotta al razzismo e apprendimento della lingua italiana attraverso la canzone.

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Anolf Cisl- Cordoglio per tragedia Yvonne morta di parto all'Ospedale San Giovanni. Ora magistratura faccia piena luce per appurare se vi siano stati errori

ospedaleUfficio Stampa Cisl- 23 ottobre 2017- "Ci ha lasciato sgomenti la terribile tragedia che ha colpito Yvonne, una nostra amica, una nostra associata, ma ancor prima una donna che ha perso la vita nel giorno in cui è diventata madre". Lo dichiara in una nota il presidente dell'Anolf Cisl nazionale, Mohamed Saady ricordando Yvonne, la giovane donna di origine keniota che è deceduta sabato scorso durante il parto all'ospedale San Giovanni di Roma. "Yvonne era una emigrante per amore, ma proprio quello che doveva essere il giorno in cui veder coronato il suo sogno, l'ha resa la triste protagonista di questa vicenda assurda su cui dovrà far luce la magistratura per appurare se vi siano stati errori". "L'Italia era per Yvonne il Paese scelto per vivere il suo futuro", incalza Maria Ilena Rocha, Vicepresidente - Vicario Anolf Nazionale e noi abbiamo seguito la sua pratica di ricongiungimento, del suo permesso di soggiorno, l'abbiamo conosciuta ed accolta nella sede romana dell'Anolf Roma dove partecipava attivamente alle nostre iniziative e dove, proprio di recente, aveva conseguito con profitto un corso di italiano. Voleva integrarsi ed avere una normalissima vita in Italia, fatta di affetti e quotidianità- prosegue Rocha- per questo aveva lasciato il suo Paese scegliendo il nostro, per avere un futuro migliore.
Ora ci stringiamo al marito ed ai suoi cari in questo momento di dolore indicibile e preghiamo perché la piccola Oprah Rose che Yvonne appettava con amore, stia bene e possa essere la luce sul futuro di questa famiglia a cui, continua Saady, noi dell'Anolf non faremo mancare il nostro sostegno".

ANOLF TOSCANA - UN FILO CONDUTTORE, RELAZIONI TESSILI E CATENE DI VALORE TRA TOSCANA E PERÙ

PeruIl cosviluppo come realtà per favorire integrazione e lavoro dignitoso

 Approvato e prossimo al via il progetto “UN FILO CONDUTTORE, relazioni tessili e catene di valore tra Toscana e Perù”, presentato da ANOLF Toscana (capofila), in collaborazione con ANOLF Firenze e, in Perù, con il consorzio Calpex che oggi unisce 37 associazioni di base di produttori e allevatori di camelidi sudamericani, l’animale da cui si ottiene la preziosa fibra di alpaca.

Il percorso che si vuole compiere, da un lato, coerentemente con l’obiettivo di realizzare attività di cosviluppo anche nei paesi di origine, è sostenere le attività delle produzioni locali di alpaca, supportando la raffinazione della materia semilavorata, attraverso il miglioramento del prodotto e favorendo la progressiva valorizzazione delle donne, specializzandole ulteriormente nell’abito della catena produttiva, dall’altro mostrare alle comunità peruviane residenti in Toscana come si possa creare sviluppo locale nel proprio paese di origine anche in relazione con l’Italia e favorendone l’integrazione.

La popolazione peruviana in Italia è particolarmente versata, pur con una istruzione medio-alta, nel settore dei servizi alla persona, ambito comunque legato alla richiesta e alle disponibilità economiche delle famiglie, e poco nell’imprenditorialità ed auto impiego. Un percorso, quello previsto, che possa prevedere il riavvicinamento con le proprie comunità di origine, dimostrare come nel paese di provenienza esistono attività imprenditoriali virtuose, oltre che creare collegamenti, può condurre a sensibilizzare sulla possibilità di creare o sostenere PMI locali, soprattutto basate sull’economia solidale, anche attraverso il buon uso delle rimesse e migliorare le condizioni dell’intera comunità e non solo della famiglia, per valorizzare il ruolo dei migranti come attori di sviluppo e cambiamento.

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