TERMINATO IL CORSO SPERIMENTALE ANOLF D’ITALIANO PER IMMIGRATE ED IMMIGRATI

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pSaranno consegnati il 27 luglio gli attestati ai e alle partecipanti.

 

Il progetto sostenuto dal Public Affairs Office dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia e svolto insieme ad Anolf Roma è giunto al termine e, in una piccola festa, più che cerimonia, saranno consegnati gli attestati alle ed ai corsisti presso la sede della Cisl Roma e Lazio, dove l’attività è stata svolta.

Il percorso non a caso è stato denominato “Diritto di Parola” e si è rivolto a straniere e stranieri extracomunitari, anche rifugiati, presenti nella capitale e provincia che, con l’82% di immigrate ed immigrati sul totale della popolazione regionale (Dossier Idos 2016), è la città più multiculturale d'Italia.

L’innovatività del percorso rispetto alla molteplicità di altri corsi d’italiano disponibili, è dato sia dal focus, che ha privilegiato riuscire ad acquisire le competenze linguistiche per essere maggiormente spendibili da subito sul mercato del lavoro, sia dall’approccio generale.

In più, oltre alla didattica di aula, le ed i 40 discenti, in buona parte donne, hanno potuto beneficiare di “uscite culturali”. In un’occasione gli è stato fatto visitare il centro storico ed i suoi monumenti che molti, anche se da anni residenti a Roma ancora non conoscevano, con un’attenzione alla didattica (infatti la visita è stata preparata prima in aula, curando l’apprendimento dell’italiano rispetto a quanto si sarebbe visto) nell’ottica che l’integrazione passa anche per apprezzare le bellezze del luogo dove si vive, spesso sconosciute a causa della contingenza della sopravvivenza quotidiana. Un’altra visita è stata invece svolta a Torpignattara, probabilmente il quartiere più multietnico di Roma, all’interno del percorso dell’ecomuseo Casilino. Il quadrante della città è infatti interessato da un movimento culturale che vede agire insieme romani ed immigrati. In particolare è rilevante la presenza della street art nel quartiere. Molti murales sono dedicati all’immigrazione e alle sue peculiarità. Con una guida, anche qui con un approccio didattico improntato alla lingua, si sono descritte le varie opere, molte realizzate proprio da non comunitari.

 

Si può dire che l’approccio generale del corso è stato antropologico ed integrato, non limitandosi al mero nozionismo. Per questo durante lo svolgimento delle lezioni sono stati presenti due mediatori culturali, madrelingua francese e inglese, per supportare le ed i discenti nello svolgimento del corso tenuto da un’insegnante abilitata all’insegnamento dell’italiano a stranieri e con grande esperienza nel sociale.

Per avere la possibilità di cambiare il proprio destino è necessario acquisire competenze, a partire da quella base e fondamentale per raggiungere l’integrazione, cioè la lingua del Paese di arrivo, chiave di accesso anche ad una migliore comprensione di usi, costumi, tradizioni, leggi e regole e facilitare quindi la pacifica convivenza.

 

Una sperimentazione, questa prima edizione, che nel desiderio dell’Anolf dovrà diventare un modello da replicare, migliorandolo con le lezioni apprese in questa prima edizione.