Decreto Sicurezza e Immigrazione - comunicato Anolf Nazionale

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decreto sicurezzaIl Decreto non risolverà problemi di sicurezza e tantomeno quelli dell’immigrazione. Così l'Anolf Nazionale commenta il dispositivo. 
“La stretta sui permessi di soggiorno e l’abrogazione di quelli umanitari non consentirà di valutare procedure adeguate a rispettare le persone e il loro difficile vissuto migratorio. Inoltre, l’ulteriore dilatazione dei tempi per l’acquisizione di cittadinanza renderanno, quello che dovrebbe essere un processo di interiorizzazione culturale e civica, un percorso ad ostacoli. Più che un passo avanti per il Paese sembra di tornare indietro, reintroducendo brutte copie di misure restrittive e peggiorative che avevamo superato negli anni e che come Associazione avevamo ritenuto essere lesive della dignità della persona allora, cosi come lo riteniamo oggi.
Trattenere sei mesi un migrante per identificarlo, non aiuterà l’integrazione e probabilmente nemmeno a fermare l’immigrazione clandestina, resta quindi una misura meramente restrittiva.
Crediamo invece che restringere le maglie attraverso le quali ottenere un titolo di soggiorno legale, servirà solo ad acuire il fenomeno dell’immigrazione clandestina e con esso ad accrescere i proventi di chi vi lucra. Il decreto, ancora una volta, agisce emanando misure emergenziali, ben lontane dalle auspicate politiche organiche necessarie a favorire l’integrazione dei migranti e dei rifugiati e l’inserimento di nuove norme all’interno di un decreto dedicato alla “sicurezza”, ci riporta al 2009 quando immigrazione faceva strumentalmente rima con problemi di ordine pubblico e di legalità. Un ritorno al passato che non ci fa ben sperare. Come Anolf abbiamo sempre chiesto l’emanazione di un legge sul diritto di asilo e una riforma olistica del testo unico 286/98, che contempli la multidimensionalità di questo fenomeno e che possa rispondere alle esigenze dei migranti, di coloro che cercano protezione in Italia e della popolazione locale. Auspichiamo che il Presidente Mattarella intervenga a garanzia dei principi sanciti nella Costituzione perché siamo convinti che sia il momento di andare avanti e non indietro per costruire una società inclusiva dove non vi sono cittadini di serie A e di serie B.