IV Rapporto Inps-Caritas

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immigrati-cislSono 2 milioni e 700 mila, più del 13 % del totale, ma ancora relegati nelle posizioni marginali del mondo del lavoro. E' questo il quadro che emerge dal IV Rapporto sui lavoratori di origine immigrata registrati negli archivi Inps, intitolato "La regolarità del lavoro come fattore di integrazione".

Il rapporto, curato dall'Inps in collaborazione con i redattori del Centro Studi e Ricerche Idos-"Dossier Statistico Immigrazione" Caritas/Migrantes, analizza la situazione dei lavoratori immigrati elaborando i dati contenuti negli archivi dell'Istituto, che rappresentano la fonte più completa ed articolata di informazioni in tema di lavoro e previdenza.

I lavoratori immigrati sono concentrati in maniera diversa nelle varie aree geografiche (oltre il 60% al nord, il 24% al centro e il 14% al sud), e trovano lavoro in percentuale maggiore, rispetto agli italiani, nel lavoro domestico (77,5%) e nel lavoro agricolo, settori tradizionalmente meno retribuiti e garantiti.

«Ma non sono lavori marginali – avverte il direttore generale dell'Inps Mauro Nori – li definirei i lavori di base della società. Si tratta di un pezzo importante di welfare che altrimenti non esisterebbe. Il problema maggiore è quello dell'integrazione – ha aggiunto Nori prendendo spunto dal titolo del Rapporto – Da questo punto di vista, il lavoro regolare è la via principale per una completa integrazione».

Oltre alle consuete analisi statistiche, la nuova edizione del Rapporto contiene una sezione dedicata agli esiti di una interessante indagine campionaria svolta fra gli immigrati che si sono recati agli sportelli dell'Inps di Roma, dalla quale risulta che gli stranieri hanno una buona conoscenza dei servizi offerti dall'Istituto. Servizi che, in gran parte, ottengono anche il loro apprezzamento.

Testo integrale del Rapporto