Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili. Anolf Donne “Mai più violenza”

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donne cislAmnesty International, ha reso noto, che sono oltre 135 milioni le mutilazioni di questo tipo che sono state inflitte alle donne nel mondo e ogni giorno almeno 2 milioni di ragazze rischiano di subire questa vera e propria violenza, figlia di una tradizione non religiosa ma culturale maschilista. Una realtà che coinvolge purtroppo anche l'Italia.


In Italia si stima che sulle donne immigrate qui dimoranti e provenienti da quei paesi africani dove si praticano le mutilazioni, vivano 35 mila donne africane che hanno subito questa pratica nei loro paesi d'origine o durante il soggiorno nel nostro Paese.
Ricordiamo, inoltre, come il 26 novembre 2012 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato, all' unanimità, la prima Risoluzione di denuncia contro le mutilazioni genitali femminili (MGF) data simbolica per diverse organizzazioni femminili che si battono quotidianamente su questi fenomeni di violenza.
Il Coordinamento Nazionale Donne ANOLF-CISL è impegnato da anni nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica, poiché è il primo passo per portare alla luce questa macabra tradizione "culturale".
Ricordiamo che il Coordinamento Donne Anolf-Cisl è presente su tutto il territorio nazionale presso gli sportelli Anolf, con il costante impegno a raccogliere tramite le nostre volontarie tutte le denuncie di atti riguardanti anche le MGF, prevenendo a orientare, informare e tutelare tutte le donne immigrate vittime di violenza.

Maria Ilena Rocha
Responsabile Nazionale Coordinamento Donne ANOLF

 

MUTILAZIONI GENITALI: CISL, RENDERE PIU' EFFICACE APPARATO NORMATIVO
"La celebrazione della Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili, rappresenta un momento di grande importanza nell'impegno delle donne della Cisl". Lo dichiara in una nota il Segretario confederale della Cisl, Liliana Ocmin a margine del Coordinamento Donne Cisl in corso a Roma. "Già nella Piattaforma contro la Violenza sulle donne- continua Ocmin- avevamo dedicato alla questione una riflessione ampia e condivisa, sollecitando l'azione congiunta delle istituzioni, delle forze dell'ordine, degli apparati pubblici e delle istituzioni sanitarie. Come donne della Cisl abbiamo dato vita nel 2011 anche ad una nostra campagna informativa denominata MGF - Mutilazioni Giunte alla Fine, basata su alcuni principi informativi cardine: la classificazione delle mutilazioni, la loro diffusione nel mondo, i rischi per la salute delle donne, i risultati fino ad ora ottenuti. A livello internazionale si possono adottare convenzioni, direttive, risoluzioni, come quella ONU che lo scorso 20 dicembre ha riconosciuto le MGF come violazione dei diritti umani ed ha sollecitato tutta la comunità internazionale ad adottare le misure necessarie per la loro messa al bando". "A livello nazionale- conclude Ocmin- si potrebbe sviluppare un grande lavoro con tavoli di confronto e di condivisione, per rendere più efficace l'apparato normativo, per migliorare il coordinamento tra forze di polizia ed istituzioni sanitarie, per attivare la partecipazione di tutti i soggetti istituzionali e della società civile coinvolti".